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Rinnovabili, via libera a 14 impianti per 530 MW in quattro regioni
© Imagoeconomica
8 Giugno 2026

Rinnovabili, via libera a 14 impianti per 530 MW in quattro regioni

Il Consiglio dei ministri sblocca progetti fotovoltaici ed eolici fermi per anni a causa del conflitto tra MASE e Soprintendenze. Gli impianti interessano Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna.

È arrivato il via libera dal Consiglio dei ministri per 14 progetti di impianti fotovoltaici ed eolici, con una potenza complessiva di 530 MW. I progetti erano rimasti bloccati a causa dei pareri discordanti tra il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e le Soprintendenze del ministero della Cultura, che avevano sollevato criticità legate alla tutela del paesaggio. Gli impianti sono dislocati su quattro regioni: Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna.

Gli impianti pugliesi e l’impianto lucano

In Puglia sono stati approvati sette impianti. Il parco fotovoltaico “Apricena 02” (25,76 MW, con accumulo da 50 MW) sorgerà nei comuni di Apricena e San Paolo di Civitate, in provincia di Foggia. Nei comuni di Bovino, Castelluccio dei Sauri e Deliceto verrà realizzato l’impianto agrivoltaico “Deliceto HV” da 63,78 MWp. A Manfredonia troveranno posto due impianti: il parco eolico “Borgo Fonte Rosa 2”, con 10 aerogeneratori da 4,7 MW ciascuno, e un impianto agrivoltaico da 28,1 MW. Nei comuni di Cerignola e Ascoli Satriano sorgerà un parco eolico con 10 aerogeneratori da 6 MW, mentre sempre a Cerignola verrà realizzato l’impianto agro-fotovoltaico “CER01” da 44,715 MW. Completa il quadro pugliese l’impianto agrivoltaico “ASC05” da 55,40 MW, nei comuni di Ascoli Satriano e Cerignola.

In Basilicata, nel comune di Spinazzola, verrà costruito un impianto fotovoltaico da circa 56,31 MW, collegato alla stazione elettrica di smistamento di Genzano di Lucania.

Immagine generata dall’intelligenza artificiale

Gli impianti laziali

Nel Lazio i tre impianti approvati si trovano nell’area romana, ad Ardea e nel Viterbese. A Roma verrà realizzato un impianto agrivoltaico da 25,3 MW, mentre nel comune di Ardea sorgerà l’impianto agrivoltaico “Ardea 26” da 14,032 MW. Il “Parco Eolico Energia Viterbo”, con 13 aerogeneratori per una potenza complessiva di 78 MW, verrà invece costruito nei comuni di Montefiascone e Viterbo.

Immagine generata dall’intelligenza artificiale

Gli impianti sardi

In Sardegna sono stati approvati tre impianti. Nei comuni di Jerzu e Ulassai sorgerà l’impianto eolico “Boreas” da 60 MW. Nel comune di Uta, vicino a Macchiareddu, verrà costruito il “Cacip_25”, un impianto fotovoltaico da 25,29 MW. A Serramanna, infine, prenderà forma l’impianto agrivoltaico “Serramanna 2” da 27,14 MW.

Immagine generata dall’intelligenza artificiale

Il nodo burocratico, quando MASE e Soprintendenze non trovano l’accordo

Lo sblocco dei 14 impianti arriva in un contesto in cui la burocrazia continua a frenare la transizione energetica italiana. È quanto emerge dal rapporto Scacco matto alle rinnovabili pubblicato a inizio anno da Legambiente: in Italia 7 progetti rinnovabili su 10 restano intrappolati nelle procedure autorizzative. Su 1.781 impianti in attesa di valutazione nelle procedure VIA PNRR-PNIEC ben 1.234, quasi il 70%, sono fermi in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica, alcuni da anni. Il principale ostacolo è il conflitto tra le Soprintendenze, che esprimono pareri negativi per ragioni paesaggistiche, e il MASE, spesso favorevole ai progetti. Quando i due enti non trovano l’accordo, la decisione finale spetta alla Presidenza del Consiglio, con i tempi ulteriormente dilatati. I progetti ancora in attesa di una determina sono 160, 45 in più rispetto all’anno precedente. A complicare ulteriormente il quadro è l’assenza di un quadro regolatorio chiaro: emblematico il caso dell’ex cava di Ariano Irpino, bloccata da un vincolo archeologico nonostante i permessi ottenuti, per mancanza di una normativa adeguata.

Eppure i segnali incoraggianti non mancano. Nel 2025, per la prima volta nella storia, l’eolico e il solare hanno superato in Europa la produzione da fonti fossili, generando 841 TWh, pari al 30,1% dell’elettricità dell’UE. L’Italia ha contribuito con 65,7 TWh. Per centrare gli obiettivi climatici al 2030, tuttavia, il nostro Paese dovrà installare oltre 11 GW di nuova potenza rinnovabile ogni anno: un ritmo che rende urgente, più che mai, sciogliere i nodi burocratici che ancora frenano la corsa alle rinnovabili.

A sostenere questa accelerazione arriva anche una misura europea di grande portata. La Commissione Europea ha annunciato un regime da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Il programma finanzierà la realizzazione di nuovi impianti eolici onshore, solari, idroelettrici e alimentati a biogas, per un totale di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, pari al 48% dell’attuale capacità installata. I fondi saranno erogati tramite contratti bidirezionali per differenza della durata di 20 anni, con un incentivo per ogni kWh prodotto e immesso in rete.

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