
Decreto FerX, firmato il provvedimento per le rinnovabili mature
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il decreto FerX definitivo, il nuovo meccanismo di sostegno alle fonti rinnovabili mature destinato a mobilitare oltre 37 GW di nuova capacità produttiva. La firma arriva a dieci giorni dal via libera della Commissione europea, che l’8 giugno ha autorizzato il regime di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro, giudicandolo compatibile con il mercato interno. Il testo dovrà ora superare il vaglio contabile della Ragioneria Generale dello Stato e la registrazione della Corte dei Conti, prima di essere pubblicato sul sito del MASE ed entrare in vigore il giorno successivo.
I numeri del decreto
Il provvedimento fissa un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile. Gli impianti oltre i 10 GW saranno assoggettati al regime di autorizzazione unica, fatta eccezione per quelli in capo agli enti locali finanziati dal PNRR. Per gli impianti sopra 1 MW, che parteciperanno alle aste competitive bandite dal GSE, sono riservati 16,5 GW per l’eolico, 10 GW per il fotovoltaico, 0,63 GW per l’idroelettrico e 0,02 GW per gli impianti a gas residuati dai processi di depurazione. Dieci GW di fotovoltaico sono invece riservati agli impianti fino a 1 MW di potenza, che accedono direttamente al meccanismo di supporto senza passare dalle aste.
Prezzi di riferimento e tempistiche
Il decreto stabilisce i prezzi di riferimento per ciascuna tecnologia: 80 euro/MWh per il fotovoltaico, con una forbice tra 65 e 95 euro; 85 euro/MWh per l’eolico, tra 70 e 95 euro; 90 euro/MWh per l’idroelettrico, tra 80 e 105 euro; 85 euro/MWh per gli impianti a gas da depurazione, tra 75 e 100 euro. Sono previste correzioni al prezzo di aggiudicazione, con un incremento di 27 euro/MWh per i fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit o amianto e di 10 euro/MWh per gli impianti realizzati su specchi d’acqua.
Sul fronte realizzativo, i tempi massimi per gli interventi a valle delle aste vanno dai 36 mesi per eolico e fotovoltaico, fino a 48 mesi per le nuove costruzioni e i potenziamenti collegati agli impianti a gas da depurazione, e 54 mesi per le nuove costruzioni nell’idroelettrico.
I prossimi passi
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto, il MASE dovrà approvare, su proposta del Gestore dei Servizi Energetici guidato da Vinicio Mosè Vigilante, le regole operative per l’accesso al meccanismo, comprese le modalità per gli impianti entro 1 MW e il calendario delle procedure competitive. Entro i successivi trenta giorni sarà pubblicato l’avviso per la presentazione delle richieste di qualifica preliminare: solo i soggetti qualificati potranno poi presentare la manifestazione di interesse per la singola asta, fase attesa per fine estate, che richiederà il versamento di una cauzione provvisoria pari al 5% dell’investimento. La prima asta dovrebbe tenersi all’inizio dell’autunno 2026.








