Breaking news infrastrutture - Piano Casa Italia: decreto da 950 milioni slitta al 10 marzo per rilanciare edilizia pubblica e fondi privati

Il viceministro Rixi annuncia il primo decreto-legge del Piano Casa con 950 milioni per ristrutturare alloggi ERP e integrare capitali privati, post-convegno ANCE. Obiettivo: combattere emergenza abitativa, rigenerare città inclusive contro crisi demografica e climatica.

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Giovedì 05 Marzo 2026
Roma - 05 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il viceministro Rixi annuncia il primo decreto-legge del Piano Casa con 950 milioni per ristrutturare alloggi ERP e integrare capitali privati, post-convegno ANCE. Obiettivo: combattere emergenza abitativa, rigenerare città inclusive contro crisi demografica e climatica.

Il Piano Casa Italia accelera con il primo intervento normativo da 950 milioni di euro, annunciato dal viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi al convegno ANCE "Città da vivere". Il decreto-legge, inizialmente previsto per il 6 marzo, slitta al Consiglio dei Ministri del 10 marzo su indicazione del ministro Matteo Salvini, focalizzandosi su due pilastri per l'edilizia residenziale pubblica e un terzo per fondi privati integrativi.

 

Rixi ha sottolineato come il governo abbia già stanziato circa 6 miliardi, salendo a quasi 8 con i nuovi fondi, per recuperare migliaia di alloggi inagibili e assegnarli a famiglie in difficoltà entro il 2027. L'intervento attinge da risorse PNRR, puntando a 60mila unità abitative inutilizzate, in linea con l'impegno europeo sull'emergenza casa.

 

La presidente ANCE Federica Brancaccio ha evidenziato l'urgenza di coniugare crescita urbana e inclusione: metà della popolazione mondiale vive in città, quota al 60% entro il 2030, ma normative del 1942 ostacolano risposte a cambiamenti climatici e abitativi. Modelli come Milano attraggono ricchezza ma generano tensioni sociali, con infermieri e insegnanti esclusi dal diritto ad abitare.

 

Giovanni Deleo di Assimpredil ANCE ha evoluto il concetto da "diritto alla casa" a "diritto ad abitare", includendo accessibilità, qualità vita e ecosistema urbano. Servono governance trasparente, tecnologie e regole moderne per rigenerazione, contro disuguaglianze in crescita a Roma e Milano dove redditi medi non bastano per l'acquisto.

 

Esperti come Piergiorgio Galeone e Flavio Monosilio notano competizione tra città: Roma e Milano superano livelli pre-2008 in Pil e occupazione, mentre Napoli e Palermo rischiano declino. Irene Tinagli, presidente commissione UE, richiama il piano europeo del dicembre 2025 per domanda e offerta abitativa.

 

Stefano Betti ANCE invoca strumenti per il 2050, lamentando il 77° tentativo di legge sulla rigenerazione urbana fermo in Parlamento. Rixi conclude: serve cambio culturale per riqualificare quartieri dopoguerra e aree industriali, con squadra tra governo e territori per città sostenibili.


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