
Il fondo americano Castlelake rileva Easyjet
Dopo Ita Airways qualche mese fa, il panorama del trasporto aereo europeo cambia ancora volto. Ora tocca alla compagnia low-cost britannica EasyJet, che ha annunciato di aver raggiunto un accordo di principio per la sua acquisizione da parte di Castlelake, società d’investimento statunitense. Le cifre dell’operazione ballano tra i 5,2 e i 5,5 miliardi di sterile, circa 6 miliardi di euro, segnano il culmine di un lunghissimo corteggiamento finanziario e aprono a scenari inediti per quanto riguarda il futuro del vettore con sede a Luton, vicino a Londra.
Il “sì” dopo 4 offerte rifiutate
Alla quinta offerta, finalmente il sì. Dopo quattro rifiutate (le proposte oscillavano tra le 5,60 e 6,50 sterline per azione) e le accuse agli americani di una svalutazione, è arrivato l’ok del consiglio di amministrazione. La cifra finale sono 6,90 sterline per azione, che hanno accontentato il board e che rappresentano un premio del 73% rispetto ai valori di fine maggio, quando Castlelake, che detiene già il 2,14% delle quote, ha manifestato i primi interessi. La notizia ha immediatamente scatenato l’entusiasmo dei mercati, facendo volare il titolo in Borsa con un balzo del 10%.
La nota di Castlelake
In una nota ufficiale, Castlelake ha voluto rassicurare l’ambiente e chiarire le proprie intenzioni di lungo periodo sul posizionamento del marchio: “Abbiamo immenso rispetto per EasyJet e i suoi dipendenti, e abbiamo intenzione di supportare la sua crescita futura e la sua trasformazione in una compagnia aerea europea più forte e resiliente a beneficio di tutte le parti interessate, qualora la transazione – ha concluso la nota – dovesse andare a buon fine”.
Un’operazione strategica
L’interesse del fondo non è infatti casuale. Nonostante le recenti difficoltà di EasyJet, il patrimonio tecnico della compagnia fa gola, vista la flotta del vettore inglese. I 208 Airbus A320, moderni e appetibili, si sposano perfettamente con il core business di Castlelake, leader nel comparto del leasing aeronautico. A ciò si aggiunge il valore strategico degli slot aeroportuali posseduti dal vettore, in primis negli hub di Londra, Ginevra e Milano.
Il nodo UE
La finalizzazione dell’accordo non sarà tuttavia immediata. Il primo scoglio formale è fissato per il prossimo 3 agosto 2026, data in cui l’assemblea degli azionisti dovrà decidere se accettare ufficialmente la proposta. Nel frattempo, i passeggeri possono stare tranquilli: l’operatività della stagione estiva e i voli per le vacanze non subiranno alcuna modifica.
La vera partita si giocherà sul tavolo delle normative comunitarie, perché le regole dell’Unione Europea vietano espressamente che una compagnia aerea continentale sia controllata per la maggioranza da un’entità extraeuropea. Per aggirare l’ostacolo e preservare l’operatività di EasyJet Europe (la controllata creata nel 2017 post-Brexit), Castlelake ha strutturato un veicolo societario controllato per il 49% dal fondo americano e per il 51% da investitori privati europei, tra i quali si fa strada l’ipotesi del colosso marittimo MSC. Una struttura complessa che lo stesso CdA di EasyJet ha definito “opaca” per la mancata trasparenza su tutti i nomi coinvolti, e che dovrà ora superare il severo scrutinio delle autorità antitrust di Bruxelles.




