
La corsa ai Data Center: l’infrastruttura dell’economia digitale
Se la digitalizzazione è il processo che trasforma il mondo in dati, l’AI ne è il motore; quest’ultima analizza enormi quantità di dati per individuare modelli, prendere decisioni autonome e migliorare progressivamente le proprie prestazioni. Insieme, agiscono come motore e acceleratore della trasformazione digitale, necessitando di un luogo fisico per esistere: i Data Center.
I Data Center sono il cuore pulsante dell’economia digitale, in quanto ospitano, elaborano e proteggono enormi quantità di dati. Permettono il funzionamento di cloud computing, AI, e-commerce e servizi online 24/7, garantendo continuità operativa e una sicurezza per le imprese e PA.
Un settore in piena corsa
Il mercato dei data center è in forte espansione. Negli Stati Uniti sono stati investiti, nel 2025, oltre 60 miliardi di dollari per la creazione di questi hub. In Europa, sempre nello stesso anno, sono stati investiti un totale di circa 48 miliardi di euro, contribuendo così alla creazione di posti di lavoro altamente qualificati ed entrate fiscali per le amministrazioni locali.
In questo panorama l’Italia si inserisce come un’entità in forte ascesa. Ad oggi conta oltre 200 strutture all’attivo e una potenza di circa 609 MW IT a inizio 2026, concentrata in particolare a Milano. Il settore, con oltre 7 miliardi di euro investiti nel triennio 2023-2025, mira a trasformare il Paese in un hub digitale strategico, con Milano che punta a superare 1 GW entro il 2028.
La svolta normativa: La Legge Delega
Fino ad oggi, la realizzazione di questi centri in Italia è avvenuta in un vuoto normativo, tra labirinti burocratici e incertezze amministrative. Un’importante lacuna che la proposta di legge, presentata dall’onorevole Giulia Pastorella (Azione), mira a colmare.
Approvata alla Camera il 24 febbraio scorso, con 243 voti favorevoli, la “Delega al Governo per la disciplina, la realizzazione e lo sviluppo dei centri di elaborazione dati” segna un significativo punto di svolta. Il testo è composto da quattro articoli, che mirano a semplificare il processo di realizzazione di questi data center:
- Definendo una normativa di carattere generale.
- Fornendo la definizione di “centro di elaborazione di dati”.
- Delegando all’Esecutivo anche la definizione di un codice ATECO dedicato, appunto, all’attività di costruzione dei Data Center, con la previsione di procedimenti amministrativi semplificati e unici.
Una sfida ambientale
La sfida non è solo burocratica, ma anche ambientale. La norma punta a fornire “soluzioni energetiche pulite con la sperimentazione di sistemi di teleriscaldamento e di raffreddamento, per la riduzione del consumo d’acqua, al fine di favorire la competitività dell’Italia nel settore”, ma anche a prevedere “l’adozione di un procedimento semplificato per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) riferite ai progetti medesimi”.
Nel testo è previsto anche un ampliamento delle competenze delle Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), per garantire un corretto controllo sull’utilizzo dei sistemi Cloud e la vigilanza sui protocolli di sicurezza.
Non si tratta solo di snellire la burocrazia, ma di dare una svolta significativa al posizionamento dell’Italia in un mercato già avviato, contribuendo a creare più posti di lavoro e maggiori investimenti; restituendo anche nuova vita a siti dismessi attraverso l’innovazione.




