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Manovra 2027, 23,5 miliardi e più di metà in deficit. I numeri certi e le misure ancora in bilico
© Imagoeconomica
28 Ottobre 2026

Manovra 2027, 23,5 miliardi e più di metà in deficit. I numeri certi e le misure ancora in bilico

La legge di bilancio per il 2027 vale 23,5 miliardi, ma oltre metà sarà finanziata in deficit grazie alla deroga europea per difesa ed energia. Le banche pagheranno circa 5 miliardi. Pochi soldi per il fisco, il taglio dell’IRPEFal ceto medio resta in bilico.

Con il via libera del Consiglio dei ministri la manovra per il 2027 entra nella sua fase decisiva. Il governo di Giorgia Meloni la presenta come un intervento concentrato su giovani, famiglie e salari, ma i numeri ufficiali raccontano soprattutto di uno spazio di bilancio stretto. Secondo il Documento programmatico di bilancio, approvato dal governo a metà ottobre e destinato a Bruxelles, la manovra vale circa 23,5 miliardi di euro nel 2027, poco meno dell’1% del prodotto interno lordo. Di questi, solo 10,3 miliardi sono coperti con nuove entrate o tagli di spesa, mentre circa 13 miliardi saranno finanziati in deficit. Il margine in più arriva dalla clausola europea che consente di spendere di più per la difesa e, nel caso italiano, anche per l’energia, senza che questa spesa venga conteggiata nei limiti previsti dalle regole di bilancio dell’Unione. Il testo definitivo non è ancora stato pubblicato e molte delle misure circolate nelle ultime settimane potrebbero cambiare.

Dove vanno i soldi

La voce più consistente riguarda le famiglie e la spesa sociale, a cui il documento destina circa 5 miliardi nel 2027; seguono la difesa, con circa 4,5 miliardi, il sostegno alle imprese, compreso quello al prezzo dell’elettricità, con 3,4 miliardi, le infrastrutture con 3,1 e la sanità con 2,4. Alle misure fiscali vanno appena 2,2 miliardi, a cui si aggiungono quasi 2 miliardi una tantum per pagare gli effetti di alcune sentenze. È proprio la ristrettezza della voce fiscale a spiegare le difficoltà della maggioranza sull’IRPEF e l’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% ai redditi fino a 60mila euro, che sarebbe costata da sola circa 2,7 miliardi, è stata ridimensionata. Secondo le ultime ricostruzioni, la soglia potrebbe fermarsi a 55mila euro, oppure il taglio per il ceto medio potrebbe saltare del tutto e lasciare spazio a una detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi. Su questo punto le versioni non coincidono e servirà il testo per capire.

Giovani, lavoro e famiglie

L’unica misura confermata da fonti di governo dopo il Consiglio dei ministri è il fondo per i nuovi nati, un conto previdenziale in cui lo Stato verserà 100 euro l’anno per ogni bambino nato dal 2027 fino ai diciotto anni. Il resto del pacchetto per i giovani, annunciato dalla stessa Meloni come una risposta al tema dei salari, è ancora affidato alle bozze. Tra le ipotesi più citate ci sono una tassazione agevolata al 5% per i giovani assunti con contratto stabile, con soglie di reddito ancora in discussione, l’allargamento della no tax area per gli under 25 e deduzioni maggiorate per le imprese che assumono, fino al 140% per gli under 35 e al 180 per le giovani madri. Sul lavoro dovrebbe proseguire l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti dei contratti, con un prelievo ridotto anche per straordinari notturni e festivi. Per la casa il governo punta a confermare la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni della prima abitazione, che altrimenti scenderebbe al 36%.

Sanità e pensioni

Alla sanità il documento assegna 2,4 miliardi aggiuntivi, meno della metà dei 5,5 chiesti dal ministro della Salute Orazio Schillaci, mentre le Regioni ne reclamavano oltre 18 per il triennio. Tra le proposte discusse c’è una carta da 300 a 500 euro per gli over 75 con redditi bassi, da usare per le spese che il servizio sanitario non copre, come il dentista. Sulle pensioni la Lega ha ottenuto un fondo da poco meno di un miliardo per consentire l’uscita a 64 anni con almeno 36 anni di contributi, ma le regole saranno definite solo con un provvedimento successivo, atteso per gennaio. Per trovare risorse il governo valuta di rivedere l’adeguamento all’inflazione degli assegni medio alti.

Chi paga

Banche e assicurazioni verseranno circa 5 miliardi nel 2027 e quasi 11 nel triennio, una cifra superiore ai 10 miliardi dell’accordo dello scorso anno. “Le banche contribuiranno con una cifra importante a questa legge di bilancio”, ha rivendicato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Dai tagli alle dotazioni dei ministeri dovrebbero arrivare circa 1,2 miliardi e dal settore dei giochi circa 700 milioni, mentre altri 3,4 miliardi di coperture devono ancora essere dettagliati. Sono stati rinviati di sei mesi la sugar tax e la plastic tax, e si valuta un aumento delle accise sulle sigarette.

I conti e l’Europa

Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede un deficit del 3,4% del prodotto interno lordo nel 2027, che senza la clausola per difesa ed energia sarebbe del 2,8, e un debito pubblico in leggera crescita al 138,5%, con una crescita economica stimata ad appena lo 0,8%. La deroga permette di spendere fino a 0,3 punti di prodotto interno lordo in più per ciascuna delle due voci nel 2027 e nel 2028, circa 14,4 miliardi l’anno, ma va autorizzata a livello europeo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha invitato alla prudenza, spiegando che il governo porterà a casa “quello che è possibile, non l’impossibile”. Il calendario è stretto: la Commissione europea darà il suo parere entro il 30 novembre, la Camera dovrebbe votare entro metà dicembre e il Senato entro la fine dell’anno, per evitare l’esercizio provvisorio.

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