
Piano Mattei: l’Italia accelera in Africa con quattro nuovi partner strategici
A due anni dal suo lancio ufficiale, il Piano Mattei per l’Africa entra in una nuova fase operativa. Durante l’ultima cabina di regia tenutasi a Palazzo Chigi a marzo 2026, il governo ha ufficializzato l’estensione del programma a quattro nuovi paesi: Gabon, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo e Zambia. Salgono così a 18 le nazioni africane coinvolte in un progetto che mira a superare la logica dell’assistenzialismo in favore di un “partenariato paritario” ispirato alla visione di Enrico Mattei.
Una strategia in sei pilastri
Il Piano non è solo un accordo diplomatico, ma una struttura operativa che si muove su direttrici precise per favorire lo sviluppo locale e la stabilità regionale:
- Istruzione e formazione: Creazione di centri d’eccellenza per arginare la “fuga dei cervelli”.
- Sanità: Rafforzamento dei sistemi sanitari locali, come il recente progetto approvato per il Ciad.
- Agricoltura: Implementazione di tecnologie di precisione e contrasto all’insicurezza alimentare (es. progetti in Burkina Faso e Kenya).
- Acqua: Gestione delle risorse idriche e potabilizzazione.
- Energia: Sviluppo di filiere per i biocarburanti e infrastrutture per la transizione ecologica.
- Infrastrutture fisiche e digitali: Potenziamento della connettività satellitare e della logistica.
I numeri e i finanziamenti del 2026
La sostenibilità economica del Piano poggia su un mix di risorse pubbliche e investimenti multilaterali. Nel marzo 2026, il Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo ha approvato un nuovo pacchetto di iniziative dal valore di 246 milioni di euro.
A queste si aggiungono le leve finanziarie consolidate:
- Fondo Italiano per il Clima: Il motore principale per i progetti di transizione energetica.
- Cassa Depositi e Prestiti (CDP): Coinvolta con linee di credito fino a 400 milioni di euro in 5 anni per le PMI africane.
- Conversione del debito: La Presidenza del Consiglio ha confermato l’intenzione di convertire circa 235 milioni di euro di crediti bilaterali in progetti di sviluppo concreto sul territorio africano nei prossimi dieci anni.
Tra geopolitica e tecnologia
L’edizione 2026 del Piano Mattei pone un’enfasi senza precedenti sull’innovazione. A Roma è stato lanciato il primo AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile, pensato per formare specialisti africani nell’uso dell’intelligenza artificiale applicata all’agricoltura e alla gestione dei rischi naturali.
L’obiettivo geopolitico resta chiaro: posizionare l’Italia come il ponte naturale tra l’Europa e l’Africa, collaborando con l’iniziativa europea Global Gateway. Tuttavia, la sfida rimane quella della messa a terra dei progetti: il passaggio dalle dichiarazioni d’intenti ai cantieri aperti sarà il vero termometro del successo di questa strategia nel lungo periodo.




