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Veneto: Stefani invoca lo scudo europeo contro lo shock dei costi
Alberto Stefani, Presidente regione Veneto
© imagoeconomica
23 Marzo 2026

Veneto: Stefani invoca lo scudo europeo contro lo shock dei costi

Il Governatore sposa la linea di Confindustria Vicenza: “Sospendere il Patto di Stabilità è urgente per salvare la manifattura dal collasso energetico”.

Il sistema industriale veneto lancia un grido d’allarme che punta dritto a Bruxelles. Il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto con decisione sull’emergenza energetica che sta stringendo d’assedio il comparto produttivo, definendo prioritaria la proposta di congelare le regole fiscali europee per fronteggiare la crisi. Secondo il Governatore, la tenuta sociale ed economica del territorio è a rischio a causa di fattori esogeni che minano la competitività delle imprese, specialmente quelle più energivore.

Vicenza come “termometro” della crisi globale

Stefani ha sottolineato come il Veneto, e in particolare l’area di Vicenza, rappresenti un osservatore privilegiato delle turbolenze globali, agendo da vero e proprio “termometro” della crisi. L’impennata strutturale dei prezzi dell’energia non è più considerata un fenomeno transitorio, ma una minaccia concreta ai livelli occupazionali e alla capacità produttiva di una delle principali locomotive d’Europa.

“È necessario un cambio di passo deciso a livello europeo – ha detto Stefani -. La richiesta di Confindustria Vicenza di sospendere il Patto di stabilità è non solo condivisibile, ma urgente. In situazioni eccezionali come quella che stiamo vivendo, servono strumenti straordinari. Siamo di fronte a uno shock energetico di natura esterna che rischia di colpire direttamente la capacità produttiva europea, con ricadute immediate su occupazione, consumi e tenuta sociale.

Le imprese energivore sull’orlo del baratro

Il Veneto è una delle locomotive industriali del Paese e dell’Europa, e territori come Vicenza rappresentano un termometro avanzato delle tensioni economiche globali. L’aumento strutturale dei costi energetici non è più sostenibile per le nostre imprese, in particolare per quelle energivore, e rischia di compromettere competitività, produzione e livelli occupazionali.

Così come avvenuto durante la pandemia, l’Europa deve dimostrare di saper reagire con unità e determinazione, mettendo al centro la salvaguardia del proprio tessuto produttivo. Difendere l’industria europea significa difendere il lavoro, la crescita e la coesione sociale. Il Veneto è pronto a fare la propria parte, ma serve un’Europa altrettanto pronta a intervenire con strumenti adeguati e tempestivi”.

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