
Falsi allarmi e frigoriferi impazziti, una notte di attacchi informatici
Le app di avvisi di emergenza di Russia e Ucraina sono state violate nella notte tra domenica e lunedì, poche ore dopo la fine della tregua che ha permesso l’arrivo di aiuti umanitari e lo sgombero di numerosi abitanti da Oleshky, la cittadina sul Dnipro occupata dai russi dal 2022. La tregua era stata mediata con il contributo di Papa Leone XIV e della First Lady americana Melania Trump e ha portato all’evacuazione di quasi 800 persone ridotte allo stremo dalla fame e dal freddo.
Un attacco unico?
La particolarità di questi attacchi hacker è che si sono verificati a poche ore di distanza l’uno dall’altro, ma non è ancora chiaro se siano collegati. Le applicazioni hanno mandato messaggi falsi alla popolazione: nel caso dell’Ucraina, l’applicazione ufficiale per le allerte aeree Air Alert ha inviato un messaggio invitando i cittadini a mettersi al riparo per via di “una minaccia radioattiva” e di “un attacco chimico”; a distanza di poche ore lo stesso comportamento lo ha avuto l’applicazione mobile del Ministero russo per le situazioni di emergenza che raccomandava ai cittadini di fare scorte di cibo e nascondersi per via di un attacco dei droni ucraini con delle testate nucleari. Entrambi i governi hanno rassicurato prontamente le loro popolazioni sostenendo di aver subito un cyberattacco e che il contenuto dei messaggi era falso.
Nessuno ha rivendicato l’attacco e, mentre il Centro per le comunicazioni strategiche dell’Ucraina ha attribuito la responsabilità alla Russia, il Cremlino non ha accusato nessuno. Secondo quanto riportato da Il Post, le notifiche sull’app russa usavano espressioni tipiche degli ucraini: in un’allerta sui bombardamenti nucleari, la Russia era definita “una palude”, termine con cui gli ucraini la chiamano spesso. Si tratta però di un elemento non verificato, che da solo non permette di attribuire l’azione: il linguaggio può essere imitato e le dichiarazioni delle parti in conflitto vanno lette come tali.
Dopo la Francia, il “trend” dei supermercati
Nelle stesse ore si sono registrati presunti cyberattacchi anche in Belgio e Svezia, sulla scia di quelli avvenuti in Francia a metà ottobre quando vennero colpiti gli impianti di refrigerazione di alcuni supermercati tra la notte di domenica e lunedì. La catena di supermercati Delhaize, in Belgio, ha confermato che l’incidente ha coinvolto circa 40 punti vendita. Attorno alle 4 del mattino diversi gestori dei negozi sono stati avvisati da Delhaize che le temperature di frigoriferi e congelatori erano aumentate vertiginosamente, arrivando anche a toccare, in alcuni casi, i 15 gradi. Invece in Svezia le temperature dei refrigeratori hanno raggiunto i 50 gradi rovinando tutta la merce fresca e costringendo i negozi colpiti a restare chiusi nelle prime ore per gestire la crisi. Gustaf Nilsson, portavoce dei supermercati del gruppo ICA, ha dichiarato di essere “a conoscenza del fatto che un numero limitato di punti vendita è stato interessato, durante la notte, da un incidente che ha coinvolto i sistemi di refrigerazione e congelamento”.
I media europei riportano che anche l’Estonia, il Lussemburgo e l’Irlanda sarebbero state colpite da un cyberattacco ai sistemi di refrigerazione dei supermercati. Secondo quanto riporta la TV pubblica estone Err, le temperature sarebbero state innalzate da remoto fino a 50 gradi. Sono attualmente in corso le indagini sulle cause che hanno portato a questi comportamenti anomali.



