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Dai geni alle terapie, il Premio GammaDonna 2026 va alla medicina di rete di Kazaam Lab
© GammaDonna
6 Novembre 2026

Dai geni alle terapie, il Premio GammaDonna 2026 va alla medicina di rete di Kazaam Lab

La docente di Informatica dell’Università di Palermo Simona Ester Rombo vince la XXII edizione con una piattaforma che usa l’intelligenza artificiale per orientare le cure. Riconoscimenti anche a Chiara Montaldi di Working Mom e a Paola Campanaro del Centro Clinico La Quercia.

È Simona Ester Rombo, professoressa di Informatica all’Università di Palermo e amministratrice delegata di Kazaam Lab, la vincitrice del Premio GammaDonna 2026, il riconoscimento che dal 2004 cerca e sostiene l’imprenditoria femminile innovativa. La finale si è svolta il 5 novembre a Torino, nella Sala Agnelli dell’Unione Industriali, al termine di un percorso che a settembre aveva selezionato sei finaliste, da Glutensens a Nazena e Kid Pass. La giuria ha premiato una tecnologia brevettata che mette in relazione geni, proteine, malattie e farmaci per aiutare i medici a individuare le terapie più adatte ai singoli pazienti, anche nelle patologie più complesse. Accanto a lei sono state premiate due imprenditrici che hanno costruito modelli di impresa intorno a temi sociali, Chiara Montaldi, fondatrice della startup romana Working Mom, con il Women Startup Award, e Paola Campanaro, fondatrice del Centro Clinico La Quercia di Vicenza, con il Giuliana Bertin Communication Award. Tre storie diverse, accomunate dalla capacità di trasformare competenze e ricerca in servizi concreti.

La ricerca che esce dal laboratorio

Kazaam Lab è uno spin-off accademico dell’Università di Palermo, fondato nel 2020 da Rombo dopo vent’anni di ricerca su algoritmi, big data e intelligenza artificiale, insieme a una biologa e a un architetto del software. La sua piattaforma unisce l’intelligenza artificiale alla network medicine, la medicina di rete, che invece di analizzare separatamente i singoli fattori biologici ne studia le interazioni. Il sistema costruisce una rete di conoscenze che collega geni, proteine, malattie e farmaci, e gli algoritmi non si limitano a trovare correlazioni tra i dati ma aiutano a ricostruire i meccanismi che possono essere all’origine di una malattia. L’obiettivo è estendere la medicina di precisione oltre gli ambiti in cui è oggi più consolidata, a partire dall’oncologia, con un approccio che vale per patologie diverse. La tecnologia è stata validata in collaborazione con il Policlinico di Palermo e con la Sapienza di Roma, e tra le applicazioni in sviluppo ci sono la prevenzione del cancro orale e il supporto alla pianificazione degli interventi di chirurgia plastica. Lo spin-off aveva già ricevuto il Premio America Innovazione della Fondazione Italia Usa. “Ricevere il Premio GammaDonna è un riconoscimento che va oltre Kazaam Lab: significa che la strada del trasferimento tecnologico, ovvero portare la ricerca fuori dai laboratori per incontrare i bisogni reali delle persone, è una strada che vale la pena percorrere”, ha commentato Rombo, spiegando che il premio arriva nel momento in cui l’impresa deve trasformare la ricerca in un prodotto pronto per il mercato, verso la certificazione e l’internazionalizzazione.

Asili in azienda e salute mentale

Il Women Startup Award è andato a Chiara Montaldi, avvocata con oltre dieci anni di esperienza in ambito legale e societario, che con Working Mom, startup innovativa e società benefit, ha portato i servizi per la prima infanzia direttamente nei luoghi di lavoro. Il modello prevede spazi per bambini da 0 a 3 anni realizzabili in aziende e coworking anche a partire da sei dipendenti, con costi fino all’80% inferiori a quelli di un nido tradizionale, un metodo pedagogico ispirato ai principi di Montessori e Steiner e una piattaforma digitale per gestire le politiche aziendali sulla genitorialità. Il primo spazio, a Roma, ha coinvolto oltre 400 famiglie nei primi mesi di attività. Il Giuliana Bertin Communication Award, istituito da Valentina Communication in memoria della fondatrice del Premio, è stato invece assegnato a Paola Campanaro, che a Vicenza ha costruito con il Centro Clinico La Quercia una realtà da cinque sedi e circa 70 professionisti, portando la salute mentale fuori dai confini della sanità con progetti come La Patente del Cellulare, nato nel 2016 per prevenire le dipendenze digitali. Campanaro ha voluto condividere il premio con la sua squadra, perché “dietro il Centro Clinico La Quercia c’è un vero alveare”, mentre per l’amministratore delegato di Valentina Communication Marco Parenti la fondatrice ha saputo “trasformare la propria esperienza imprenditoriale in una voce riconoscibile e in un progetto capace di generare cultura, oltre che servizi”.

Da riconoscimento a ecosistema

In ventidue edizioni il Premio GammaDonna ha accompagnato oltre duemila imprenditrici, in un Paese in cui le imprese a guida femminile hanno superato quota 1,3 milioni ma dove, secondo un’indagine presentata dall’associazione all’apertura delle candidature, il 76% delle imprenditrici dice di percepire stereotipi o commenti legati al genere da parte di investitori, clienti o partner. Per questo il premio non si limita a dare visibilità, ma offre alle finaliste un percorso di formazione, incontri con investitori e un possibile investimento della rete Angels4Women. “Quando siamo partiti, nel 2004, il nostro obiettivo era far emergere storie di innovazione che non venivano raccontate e dimostrare l’esistenza di un’imprenditoria femminile capace di innovare, competere e creare valore”, ha spiegato la presidente di GammaDonna Valentina Parenti, secondo cui oggi l’ambizione è “contribuire a creare le condizioni perché queste imprese possano crescere e moltiplicarsi” e trasformare il riconoscimento in “un’infrastruttura relazionale che genera know-how, connessioni e opportunità concrete per le imprese”. È lo stesso valore riconosciuto da Montaldi, per cui il premio “accompagna le imprese con competenze, relazioni e occasioni di accelerazione, aiutandole a crescere”. L’evento è stato realizzato con il contributo della Camera di commercio di Torino, della Fondazione Crt e di diversi partner privati, con il patrocinio della Commissione europea, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

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