
Il piano di FS tra PNRR e nuove nomine: 25 miliardi investiti, la sfida è trasformare i cantieri in affidabilità
4 milioni di dati al secondo da processare, 1.300 cantieri, 10mila treni al giorno in circolazione e 2 milioni di passeggeri trasportati quotidianamente. Sono i numeri riportati da Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato, in merito alla grande macchina che guida e che racconta in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera. Strisciuglio annuncia che, in autunno, saranno completate le nomine nel gruppo, in combinazione con la definizione del piano industriale.
Il PNRR come nuova ripartenza
Il dato più significativo che emerge riguarda gli investimenti legati al PNRR: 25 miliardi di euro spesi tra infrastrutture e treni, nel rispetto delle scadenze. Per Strisciuglio la chiusura del piano non rappresenta un punto d’arrivo ma l’inizio di una nuova fase. Il nodo centrale riguarda i cantieri, l’AD riconosce il fastidio dei viaggiatori di fronte ai ritardi, ma inquadra il fenomeno in un contesto preciso: dal 2009 i collegamenti dell’AV sono più che raddoppiati, nella tratta Milano-Roma se ne contano 150 al giorno. La chiave di lettura che offre è quella di una trasformazione in corso: “Negli ultimi anni c’è stato un grande investimento su nuove infrastrutture, nuove tecnologie, nuovi treni, manutenzione, digitalizzazione. Erano investimenti necessari e in molti casi non immediatamente percepibili da chi viaggia. La sfida è trasformare quegli investimenti in benefici per i passeggeri”.
Gli investimenti
Tra gli esempi concreti riguardo agli investimenti, cita la linea Napoli-Bari, che dal 1° luglio è stata riattivata: oggi collega le due città in 3 ore e mezza e in 5 arriva a Lecce. Un investimento che ha visto l’impegno di 7mila persone tra ingegneri, tecnici e operai. Un altro esempio che cita è la Brescia-Verona-Padova, che si inserisce “nel corridoio europeo che collega la Penisola Iberica all’Europa orientale che progressivamente porterà anche allo sdoppiamento tra AV e rete regionale”. Anticipa, inoltre, l’arrivo della Palermo-Catania-Messina come prossimo tassello del potenziamento del Sud, presentato come scommessa per rafforzare la competitività dei territori.
Non manca un richiamo al posizionamento internazionale: il confronto con Francia, Germania e Spagna sull’Alta Velocità viene usato per rivendicare un modello di mobilità che FS considera “efficiente e affidabile”.


