Passa al contenuto principale
Seguici su:
Tieniti aggiornato:
Facciamo il punto
RemTech Expo: un momento di confronto tra tutela ambientale e infrastrutture
Silvia Paparella, general manager di RemTech Expo
© Imagoeconomica
19 Settembre 2026

RemTech Expo: un momento di confronto tra tutela ambientale e infrastrutture

Sono stati numerosi i temi trattati durante la XX edizione di RemTech Expo, evento che ogni anno riunisce esperti, ministri, ricercatori per un confronto sui temi ambientali.

Si è svolta, dal 16 al 18 settembre, a Ferrara Expo la XX edizione Di RemTech Expo, hub Tecnologico Ambientale internazionale, inaugurata da un robot umanoide che ha accompagnato il taglio del nastro. L’evento ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e professionisti con l’obiettivo di dare risposte alle domande di rigenerazione, risanamento e sicurezza dei territori. Tanti i temi trattati, dalla tutela ambientale passando per la qualità delle infrastrutture fino alla salute, gli oltre 10mila visitatori, le 300 imprese, i 500 esperti e i 200 appuntamenti hanno confermato la crescita esponenziale della kermesse.

Sisma 2016

Alla fiera era presente anche la Struttura commissariale Sisma 2016 con Guido Castelli, che ha presentato i modelli di gestione della ricostruzione e prevenzione del rischio sismico. Ci sono stati diversi momenti di approfondimento dedicati a temi centrali per il futuro della ricostruzione: dalla prevenzione e conoscenza del rischio sismo alla sostenibilità ambientale, ma anche dibattiti sulla capacità dei territori di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e un momento di confronto sui modelli di gestione della legge 40 del 2025, le attenzioni maggiori sono state dedicate all’incontro di giovedì 17 dal titolo “Clima che cambia: Centroamerica-Italia. Geologia, agroecologia e modelli socio-economici a sostegno dei territori a rischio”. Qui sono stati trattati gli effetti della variabilità climatica, la vulnerabilità dei territori e la costruzione di nuovi modelli capaci di conciliare resilienza, sostenibilità economica e sociale e adattamento ai cambiamenti climatici.

Altro appuntamento catalizzatore è stato il panel di venerdì 18 “Legge quadro in materia di ricostruzione post calamità. I primi quattro casi applicativi e confronto con altre strutture commissariali di missione”, che ha visto la partecipazione di Guido Castelli, commissario straordinario al Sisma 2016. Il dibattito si è svolto attorno all’attuazione della legge 40 del 18 marzo 2025 e al confronto tra le esperienze maturate nelle diverse ricostruzioni post calamità.

Rischio idrogeologico

Un momento interessante si è svolto durante la tavola rotonda “Oltre la Carta Idrogeologica d’Italia: dati, monitoraggio e applicazioni per la tutela delle acque sotterranee”, con l’intervento della Dott.ssa Fernanda Moroni, dirigente dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po che ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle acque sotterranee per il distretto del fiume: un territorio di circa 86mila chilometri quadrati, con 20mila abitati, nel quale la risorsa idrica svolge un ruolo fondamentale per i cittadini, per il settore agricolo e quello produttivo.

Ampio spazio è stato dedicato al progetto MidAS-Po, realizzato con 9 università e ARPAE Emilia-Romagna, e che ha consentito di sviluppare il primo modello concettuale e numerico del flusso delle acque sotterranee del Po che interessa circa 35mila chilometri quadrati nella Pianura Padana. Si tratta di una sorta di potente lente d’ingrandimento capace di spingersi fino a 700 metri di profondità, che aggrega dati geologici di decine di migliaia di pozzi e corsi d’acqua.

Facciamo il punto