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Ex Ilva, Campi Flegrei e Codice della strada, cosa ha approvato il Consiglio dei ministri
© Imagoceconomica
14 Ottobre 2026

Ex Ilva, Campi Flegrei e Codice della strada, cosa ha approvato il Consiglio dei ministri

Il Cdm ha approvato il decreto per i lavoratori dell’ex Ilva, un piano decennale da un miliardo per i Campi Flegrei e il nuovo Codice della strada. Via libera anche alle intese sull’autonomia con quattro Regioni e al Documento programmatico di bilancio.

Lavoro, prevenzione sismica, sicurezza stradale, autonomia regionale e conti pubblici. Sono i temi del Consiglio dei ministri che si è riunito ieri sera a Palazzo Chigi, sotto la presidenza di Giorgia Meloni. Il governo ha approvato un decreto-legge con misure urgenti per i lavoratori dell’ex Ilva e del suo indotto, un altro decreto-legge con un piano straordinario per i Campi Flegrei, il nuovo Codice della strada in esame preliminare, le intese definitive per l’autonomia differenziata di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto e il Documento programmatico di bilancio per il 2027, da inviare alla Commissione europea entro il 15 ottobre. Tra gli altri provvedimenti ci sono anche la riforma dello statuto del Friuli Venezia Giulia, in esame preliminare, e un decreto legislativo correttivo della riforma fiscale.

Il sostegno ai lavoratori dell’ex Ilva

Il decreto sull’acciaieria di Taranto, proposto dalla presidente del Consiglio insieme ai ministri Adolfo Urso, Marina Calderone e Gilberto Pichetto Fratin, prevede un’integrazione al reddito, con contributi figurativi, dal primo ottobre 2026 al 30 giugno 2027 per i lavoratori delle imprese dell’indotto costrette a sospendere o ridurre l’attività, misura estesa ai dipendenti di Acciaierie d’Italia Servizi Marittimi. Per i dipendenti in amministrazione straordinaria arrivano risorse aggiuntive per la cassa integrazione, anche per la formazione nelle bonifiche, e la possibilità di essere impiegati in lavori di pubblica utilità. Chi assumerà a tempo indeterminato ex lavoratori di Acciaierie d’Italia e Ilva tra il primo novembre 2026 e il 31 dicembre 2027 avrà l’esonero totale dai contributi e un contributo per ogni assunto. Il decreto consente inoltre ai commissari di mantenere accesi gli impianti dell’area a caldo in attesa delle motivazioni della Cassazione e comunque non oltre il 15 dicembre, trasferisce all’azienda l’ultima tranche da 40,5 milioni del finanziamento già previsto e avvia un piano di investimenti per le aree ex Ilva. La ministra del Lavoro ha parlato di “una protezione importante” anche per l’indotto, mentre FIM, FIOM e UILM hanno proclamato altre 48 ore di sciopero, giudicando insufficienti le risposte del governo.

Un piano decennale per i Campi Flegrei

Per l’area flegrea, dove vivono circa 85mila persone in 15mila edifici, il governo ha nominato il presidente della Regione Campania commissario straordinario fino al 31 dicembre 2036 per i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Napoli e Pozzuoli. Il decreto istituisce due fondi da 50 milioni l’anno per dieci anni, uno per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici privati e pubblici e uno per l’assistenza a famiglie e imprese, con priorità per scuole, università, servizi essenziali ed edilizia popolare. Sono previsti contributi fino a 30mila euro per riparare i danni lievi, con domande entro il 31 dicembre 2026, un contributo per l’adeguamento sismico delle abitazioni principali che sale al 100% per i nuclei con reddito inferiore a 28mila euro e la possibilità di trasferirsi volontariamente dalle zone più esposte. Per chi vive in immobili sgomberati dopo le scosse del 31 luglio e del primo agosto sono sospese fino al 31 dicembre 2027 le rate dei mutui. “Non è una legge sull’emergenza, ma sulla prevenzione”, ha spiegato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, secondo cui “lo Stato non promette una possibile eliminazione del rischio” ma una “convivenza consapevole con il rischio”.

Il nuovo Codice della strada

Il testo proposto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, destinato a sostituire il codice del 1992, punta su digitalizzazione, tutela degli utenti più vulnerabili, nuove forme di mobilità e revisione delle sanzioni. Patente e libretto potranno essere mostrati in formato digitale, il rinnovo decennale delle patenti per auto e moto varrà fino a 65 anni anziché 50 e il limite d’età per la guida professionale con patenti del gruppo 2 salirà da 68 a 70 anni, con controlli ogni due anni. Le multe per eccesso di velocità saranno calcolate per ogni chilometro orario oltre il limite, i tempi di notifica delle violazioni accertate a distanza scenderanno da 90 a 45 giorni e i motociclisti dovranno indossare protezioni per schiena e mani in autostrada. Il codice disciplina anche la guida automatizzata, con un controllore a bordo pronto a intervenire, e introduce obblighi di visibilità notturna per i pedoni sulle strade extraurbane non illuminate. Il testo passerà ora al parere del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari prima dell’approvazione definitiva.

Il bilancio e lo scostamento

Il Documento programmatico di bilancio, presentato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e da inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre, conferma il quadro del Documento programmatico di finanza pubblica e prevede per il 2027 una crescita della spesa netta del 3,3%, che scende all’1,9% al netto della clausola nazionale di salvaguardia per difesa ed energia. Poche ore prima del Consiglio dei ministri Camera e Senato avevano approvato a maggioranza assoluta lo scostamento di bilancio, con 219 voti favorevoli a Montecitorio e 109 a Palazzo Madama, che autorizza circa 28,8 miliardi di deficit aggiuntivo nel biennio 2027-2028, pari all’1,5% del prodotto interno lordo, da destinare a energia e difesa. Per effetto di queste spese il deficit è previsto al 3,5% del PIL nel 2027, prima di scendere al 3,3% nel 2028. Giorgetti ha definito lo scostamento “un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di sostenibilità e prudenza”, precisando che “non si tratta di scostamenti indiscriminati in numero e quantità”. L’uso della clausola per l’energia, consentito solo per investimenti strutturali e non per sussidi o tagli generalizzati delle accise, attende ancora il via libera definitivo del Consiglio dell’Unione Europea, mentre il governo chiede a Bruxelles di tenere conto dell’aumento dell’inflazione nell’applicazione delle regole di bilancio. La questione accompagna la vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, in vista del quale la presidente del Consiglio rende oggi le comunicazioni alle Camere.

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