
Manovra, tetto al gas e riforma dell’artigianato. Cosa ha approvato il Consiglio dei ministri
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2027, con il bilancio pluriennale fino al 2029. Il testo arriva con una settimana di ritardo sulla scadenza del 20 ottobre e ora passerà al Parlamento, che dovrà approvarlo in via definitiva entro la fine dell’anno per evitare l’esercizio provvisorio. Secondo fonti di governo, tra le misure c’è un fondo per i nuovi nati, proposto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e strutturato come un fondo previdenziale, in cui lo Stato verserà 100 euro l’anno per ogni bambino nato dal 2027, fino al compimento dei diciotto anni. Il resto del testo non è ancora stato diffuso nei dettagli. Nella stessa riunione il governo ha approvato un decreto legge per ridurre il costo dell’energia, il decreto legislativo che riforma la legge quadro sull’artigianato e quello sul riordino delle norme per i dehors di bar e ristoranti.
Il tetto al prezzo del gas
Il decreto legge sulle bollette introduce un tetto al prezzo del gas usato nelle centrali per produrre elettricità, fissato a 58,9 euro per megawattora. La misura avrà una durata di dodici mesi, prorogabili fino a un massimo di diciotto, ed è il risultato di una trattativa con la Commissione europea, che ha riconosciuto all’Italia un aiuto di Stato temporaneo sul modello della cosiddetta eccezione iberica concessa a Spagna e Portogallo nel 2022. Il meccanismo prevede che lo Stato copra per i produttori la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il tetto, con l’obiettivo di trasferire il beneficio sulle bollette elettriche di famiglie e imprese. Il gas, che in Italia determina buona parte del prezzo dell’elettricità, a metà ottobre veniva scambiato sul mercato all’ingrosso italiano intorno agli 89 euro per megawattora, ben sopra la soglia fissata dal governo.
Artigianato e dehors
La riforma dell’artigianato aggiorna la legge quadro del 1985 e punta a semplificare gli adempimenti burocratici e a dare alle imprese più libertà nell’organizzare la propria attività, consentendo per esempio di gestire produzione e amministrazione in sedi e territori diversi senza perdere la qualifica artigiana. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’aveva annunciata in mattinata all’assemblea di Confartigianato, spiegando che “In un’azienda artigiana deve continuare a contare di più chi ci lavora con le proprie mani”. Il secondo decreto legislativo riordina invece le norme sui dehors, cioè gli spazi all’aperto di bar e ristoranti, ma i dettagli del testo non sono ancora stati resi noti.






