
Meloni e Takaichi a Villa Pamphilj, l’asse Roma-Tokyo punta su difesa, spazio e Ponte sullo Stretto
La premier giapponese Sanae Takaichi ha incontrato lunedì 15 giugno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Villa Doria Pamphilj, a Roma, in una tappa che si inserisce nel tour europeo della leader di Tokyo in vista del vertice G7 di Evian, in programma fino al 17 giugno sotto la presidenza francese. Per Takaichi, al governo dal novembre 2025, si tratta del primo viaggio nel Vecchio Continente dopo l’assunzione dell’incarico. Prima di Roma, la premier giapponese ha fatto tappa a Londra, dove ha incontrato il primo ministro britannico Keir Starmer.
Il bilaterale ha consentito di fare un punto sull’avanzamento degli impegni presi in occasione della missione di Meloni a Tokyo lo scorso 16 gennaio e di individuare nuove iniziative da promuovere in vista del G20 di dicembre. Il 2026 è peraltro un anno simbolicamente rilevante per i due Paesi: cade il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, un traguardo che entrambi i governi vogliono segnare con risultati concreti.
Un partenariato strategico speciale
Le relazioni bilaterali erano già state elevate al rango di Partenariato Strategico Speciale nel corso del vertice di gennaio. L’incontro di oggi ha impresso un ulteriore impulso a questa cornice, con l’adozione di una dichiarazione congiunta sul settore spaziale che mira a rafforzare la collaborazione tra le rispettive agenzie, promuovere nuove sinergie tecnologiche e scientifiche e favorire lo sviluppo di partenariati industriali.
Sul fronte della difesa, il filo comune che unisce Roma e Tokyo è il Global Combat Air Programme (GCAP), il progetto per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione che vede Italia e Giappone impegnati insieme al Regno Unito. Un programma dalla portata industriale e strategica considerevole, che proietta la cooperazione tra i due Paesi ben oltre l’orizzonte bilaterale, inserendola in un quadro di sicurezza euro-atlantico e indo-pacifico. Meloni ha definito la sua omologa giapponese una “leader pragmatica a cui sono legata da una particolare sintonia politica”.
Mediterraneo e Indo-Pacifico, due regioni da collegare
Nelle dichiarazioni alla stampa che hanno fatto seguito al colloquio, Takaichi ha delineato con chiarezza la visione strategica del Giappone. “Nell’ambito della visione di un Indo-Pacifico libero e aperto”, ha dichiarato la premier, “la nostra strategia pone attenzione all’autonomia di ciascun Paese, per contribuire alla pace e alla stabilità complessiva”. E ha aggiunto: “Stiamo anche lavorando al collegamento tra Mediterraneo e Indo-Pacifico, in modo da rendere l’intera regione più forte e più prospera”.
Una dichiarazione che assume un peso particolare nel contesto geopolitico attuale, in cui le rotte marittime e i corridoi infrastrutturali tra le due regioni si confermano sempre più centrali nelle strategie di sicurezza economica delle grandi potenze. Italia e Giappone si sono impegnati a confermare la comune volontà di sostenere una pace giusta e duratura in Ucraina e in Medio Oriente, di contribuire alla stabilità dell’Indo-Pacifico e di rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, con particolare riguardo alle materie prime critiche.
Il Ponte sullo Stretto entra nell’agenda bilaterale
Il passaggio più inatteso delle dichiarazioni congiunte è stato quello dedicato al Ponte sullo Stretto di Messina. Takaichi ha espresso con chiarezza l’auspicio che il progetto si realizzi presto, sottolineando il coinvolgimento di imprese giapponesi: “Auspico che il Ponte sullo Stretto, al quale partecipano anche imprese giapponesi, diventi un grande progetto simbolo della cooperazione economica tra i nostri Paesi. Mi auguro che possa realizzarsi al più presto, facendo leva sul know-how e l’esperienza del Giappone”.
Non si tratta di un interesse improvvisato. Il general contractor che si è aggiudicato la gara internazionale per la realizzazione dell’opera comprende, accanto al gruppo italiano Webuild e alla spagnola Sacyr, la holding giapponese del Gruppo IHI, specializzata in infrastrutture di grande complessità. Un accordo formale di cooperazione tecnica tra Italia e Giappone sul tema era già stato siglato nel luglio 2025, durante la missione a Tokyo del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che aveva visitato il celebre ponte di Akashi come riferimento ingegneristico di eccellenza. La dichiarazione di Takaichi a Roma trasforma dunque un coinvolgimento industriale già in atto in una posizione politica esplicita del governo di Tokyo.
L’asse economico tra i due Paesi
Il vertice ha confermato la solidità degli scambi commerciali tra i due Paesi. Il Giappone è il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia e la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente. Nel 2025 l’interscambio ha raggiunto i 12,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 4,4 miliardi. Nel primo trimestre del 2026 i dati confermano il trend positivo: scambi per circa 3 miliardi di euro e un avanzo commerciale a favore dell’Italia di un miliardo. Rilevante anche la presenza delle imprese italiane in Giappone, dove operano 166 aziende con un fatturato complessivo di circa 3 miliardi di euro. Le due leader hanno voluto consolidare questo quadro attraverso strumenti di lavoro strutturati: dal tavolo bilaterale sulla sicurezza economica al dialogo intergovernativo sullo spazio, fino all’Italy-Japan Business Group, pensato per rendere più sistematica la collaborazione tra i due sistemi produttivi.





