
TAV Torino-Lione, l’infrastruttura che divide il territorio
Il progetto TAV Torino-Lione, da oltre trent’anni, è al centro di forti proteste e manifestazioni a causa di motivi economici, ambientali e di impatto sul territorio. Queste proteste vengono sostenute e portate avanti al Movimento No TAV. Nella giornata di sabato 25 luglio, in Val di Susa (Piemonte), ci sono stati dei violenti scontri durante il corteo No TAV. Sono 450 le persone, di cui una parte provenienti da Francia, Germania e Belgio. Sono 126 gli agenti rimasti feriti durante gli scontri: 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della guardia di finanza. La manifestazione è iniziata verso le 13:00 da Venaus, radunando circa 20mila partecipanti, vista anche la coincidenza con il Festival Alta Felicità, l’evento culturale che ogni anno attira migliaia di giovani, famiglie e simpatizzanti contro le TAV.
L’iniziativa ha subito una spaccatura lungo il percorso: mentre il corteo principale ha proseguito con il suo percorso, una frangia radicale si è distaccata verso le aree sensibili dell’infrastruttura. È scaturita una violenta guerriglia urbana, concentrata maggiormente nel sito strategico di Chiomonte. I violenti disordini non hanno lasciato indifferenti il mondo della politica: il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sono arrivati questa mattina all’aeroporto di Torino Caselle e sono immediatamente andati nella zona per effettuare un sopralluogo d’urgenza al cantiere. Presenti anche il capo della Polizia Vittorio Pisani, il questore di Torino Massimo Gambino e il prefetto Donato Cafagna.
I danni
I violenti assalti hanno provocato devastazioni in diversi siti della Torino-Lione, colpendo le aree di San Didero, Salbertrand, Susa e Chiomonte. Secondo le stime fornite dalla società TELT, società incaricata di realizzare la linea TAV Torino-Lione, i danni materiali per il solo cantiere di Chiomonte ammontano a circa 1 milione di euro. I manifestanti, che sono riusciti a penetrare all’interno del cantiere, hanno appiccato diversi incendi che hanno distrutto allestimenti esterni, barriere di sicurezza e recinzioni. Tra i danni anche la distruzione totale di due camionette del Reparto Mobile della Polizia, date alle fiamme. Le operazioni nei siti sono state momentaneamente interrotte per consentire la bonifica dai detriti e il ripristino dei servizi logistici essenziali per la galleria. I disordini hanno avuto ripercussioni anche sul traffico della Val di Susa, costringendo la società Sitaf a chiudere momentaneamente la circolazione di alcuni svincoli sulla A32 Torino-Bardonecchia.
Il cantiere
L’asse della Torino-Lione si estende per circa 65 chilometri tra le stazioni di Susa, Piemonte e Saint-Jean-de-Maurienne. Il fulcro dell’intera struttura è il Tunnel di base del Moncenisio (57,5 chilometri complessivi, di cui 12,5 in territorio italiano), che si appresta a diventare la galleria ferroviaria più lunga al mondo. Complessivamente il progetto richiede: lo scavo di 162 chilometri di gallerie, considerando la struttura a doppia canna a singolo binario, le quattro discenderie e i 200 bypass di sicurezza.
I primi scavi a Chiomonte sono iniziati nel 2012, segnando l’avvio dei cantieri dopo oltre vent’anni di iter progettuali e accesi dibattiti politici. I dati ufficiali di TELT indicano che l’avanzamento dei lavori si attesta attorno al 30% dell’opera totale, con circa 50 chilometri di gallerie già scavate. Esiste una forte asimmetria tra il versante italiano e quello francese: in Francia sono già attivi diversi fronti di scavo in sotterraneo, in Italia lo scavo del tunnel principale ancora non è iniziato. Nel cantiere di Chiomonte si stanno completando le opere propedeutiche e la galleria Maddalena 2 per permettere il posizionamento e la partenza della prima grande fresa meccanica.
Secondo il cronoprogramma ufficiale l’obiettivo prevede: il completamento dello scavo delle gallerie entro il 2031, la posa delle tecnologie ferroviarie nel 2032 e l’entrata in servizio della linea nel 2033.




