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Cold ironing, nasce la mappa nazionale delle concessioni
© Imagoeconomica
2 Agosto 2026

Cold ironing, nasce la mappa nazionale delle concessioni

Con le nuove Linee guida 2026, le Autorità di Sistema Portuale dovranno affidare tramite gara pubblica il servizio che spegne i motori delle navi in porto: tariffe, contratti energetici di lungo periodo e sicurezza al centro delle regole.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a metà luglio ha compiuto un passo verso la modernizzazione e la sostenibilità del sistema portuale nazionale. Per farlo ha adottato delle Linee guida nazionali per rilasciare le concessioni di servizio di cold ironing (la decarbonizzazione degli ormeggi).

L’esigenza nasce dal fatto che il settore marittimo è responsabile del 3% delle emissioni globali di CO2, 1050 milioni di tonnellate l’anno. La soluzione è decarbonizzare più aspetti possibili del settore marittimo. Il cold ironing consente di fornire alle navi ormeggiate l’elettricità da terra necessaria ai servizi di bordo essenziali, con lo scopo di far spegnere completamente i motori, evitando così l’inquinamento durante l’ormeggio.

Il quadro normativo

Per far sviluppare il più possibile questa pratica, in Italia sono state adottate le “Linee guida Cold Ironing 2026” per orientare le Autorità di Sistema Portuale nel sistema di concessione del cold ironing. l documento qualifica il servizio come “servizio di interesse economico generale” (SIEG) ai sensi dell’art. 34-bis del decreto-legge 162/2019, il che obbliga le Autorità portuali ad affidarlo tramite gara pubblica, nel rispetto del Codice dei contratti pubblici e dei principi europei di trasparenza, concorrenza e non discriminazione. Le procedure potranno essere organizzate porto per porto o per lotti, a seconda del fabbisogno energetico di ciascuno scalo, e la durata delle concessioni è stata fissata indicativamente tra i 5 e i 10 anni.

Tariffe, sicurezza e coordinamento tra operatori al centro delle nuove regole

Le linee guida entrano nel dettaglio degli aspetti tecnici ed economici che i bandi dovranno disciplinare: dalla formula tariffaria, che tiene conto del costo dell’energia (con la componente elettrica che oggi pesa fino al 90% della tariffa finale), alla previsione di polizze assicurative obbligatorie e piani di continuità operativa per far fronte a guasti o interruzioni. Particolare attenzione è dedicata al coordinamento tra il futuro concessionario del cold ironing e gli altri operatori già presenti in banchina, terminalisti e concessionari demaniali, per gestire interferenze operative ed eventuali ricadute economiche reciproche. Le nuove regole, che si applicheranno solo ai bandi pubblicati dopo l’entrata in vigore del provvedimento, puntano a rendere più omogenea e prevedibile la diffusione di questa infrastruttura, considerata strategica per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e la competitività dei porti italiani.

Contratti a lungo termine e sconti mirati per abbattere i costi dell’energia

Per contenere la voce di costo, il Ministero incoraggia le Autorità di Sistema Portuale a favorire la stipula di contratti di approvvigionamento di lungo periodo (i cosiddetti PPA, Power Purchase Agreement), che permettono di bloccare il prezzo dell’energia per tutta la durata della concessione, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato elettrico. È inoltre prevista la possibilità di installare sistemi di accumulo per gestire i picchi di domanda e di integrare i punti di prelievo in configurazioni di autoconsumo diffuso, ottimizzando l’uso dell’energia prodotta localmente.

Sul fronte tariffario, le ADSP potranno applicare sconti differenziati agli utenti del servizio secondo il principio dello sconto-quantità, e prevedere riduzioni per specifiche categorie di traffico particolarmente strategiche, come i collegamenti di continuità territoriale con le isole o i servizi delle Autostrade del Mare, in linea con gli sconti già applicati ai servizi tecnico-nautici. Il documento richiede infine meccanismi di revisione periodica delle tariffe, per adeguare nel tempo il prezzo dell’energia ai livelli di mercato, contemperando la sostenibilità economica del concessionario con il contenimento dei costi per gli armatori.

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