
Al via la Conferenza dei servizi per il nuovo stadio dell’AS Roma
Se dal lato manageriale prettamente sportivo la Roma non riesce a ingaggiare l’esterno d’attacco tanto voluto dall’allenatore Gian Piero Gasperini, dal lato infrastrutturale la società dei Friedkin compie passi da gigante, finalmente. Ieri è stata avviata la Conferenza dei servizi decisoria, che apre il capitolo amministrativo chiave per il progetto dello stadio nel quartiere Pietralata. Un’opera non solo destinata a ridefinire il futuro del club giallorosso, ma l’intero assetto urbanistico del quadrante nord-est della Capitale. L’obiettivo è uno ed è molto ambizioso, viste anche le difficoltà burocratiche italiane nel realizzare opere del genere: consegnare ai tifosi romanisti un impianto moderno da oltre 60mila posti, di cui 23mila solo alla Curva sud, e porre le basi per essere uno dei cinque impianti che ospiteranno i Campionati europei di calcio nel 2032.
Il tavolo istituzionale e le dichiarazioni dei protagonisti
A testimoniare la portata strategica dell’opera è stato il tavolo istituzionale d’alto livello tenutosi presso la presidenza del Consiglio, che ha visto seduti allo stesso tavolo Governo, Regione e Campidoglio. Il clima di piena collaborazione ha ricalcato la sinergia già sperimentata per i grandi eventi della Capitale.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha sottolineato il valore che l’impianto avrà per la vita cittadina, ponendo l’accento anche sui finanziamenti collaterali dedicati alla mobilità: “Con la prospettiva degli Europei 2032 è impossibile non essere favorevoli a questo progetto. I tempi e i costi saranno rispettati”. Salvini ha poi annunciato un impegno concreto sulla vicina stazione: “Con Ferrovie dello Stato mettiamo 35 milioni di euro per rendere più sicura e moderna la stazione Tiburtina, dove metteremo tornelli, videocamere e spazi commerciali meglio gestiti, realizzando inoltre un percorso pedonale per arrivare direttamente allo stadio”.
Per il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, l’operazione rappresenta il simbolo di una svolta infrastrutturale non più rinviabile per il Paese: “Questo governo ha voluto dare un’accelerata cogliendo la sfida di Euro 2032. Abbiamo voluto costruire una piattaforma commissariale capace di dare un senso non solo al progetto dello stadio della Roma, ma anche alle ambizioni di altre città sullo stesso fronte. Un progetto come questo custodisce le emozioni del calcio, ma deve fondarsi su un impianto moderno e integrato”.
Sulla stessa linea d’entusiasmo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha rimarcato il salto di qualità dell’iter amministrativo grazie alla sinergia con la struttura commissariale: “Si tratta di un fondamentale salto in avanti per la realizzazione dell’opera. Siamo molto contenti dell’unità e della collaborazione di tutte le Istituzioni, esattamente come è avvenuto per il Giubileo. Oltre alla realizzazione dello stadio, la società giallorossa investirà più di 100 milioni di euro per la riqualificazione dell’intero quadrante”.
Sessa definisce la roadmap
A tracciare la rotta strettamente operativa è stato il commissario straordinario di governo per gli impianti di EURO 2032, l’ingegnere Massimo Sessa. Durante la seduta, Sessa ha firmato le ordinanze con cui il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sono stati ufficialmente nominati sub-commissari per accelerare le procedure. La parola d’ordine resta tuttavia la responsabilità. I poteri commissariali rappresentano una garanzia per contrarre i tempi burocratici, con l’obiettivo di chiudere la Conferenza entro 60-90 giorni, ma la prudenza rimane d’obbligo. Imprevisti e ricorsi sono sempre possibili in percorsi amministrativi così complessi, soprattutto quando s’intrecciano con le istanze del territorio e i nodi legati agli espropri o alle rimostranze dei comitati locali. “I comitati saranno ascoltati in Conferenza dei Servizi”, ha spiegato Sessa. “Sono aperto a un confronto per trovare un punto di equilibrio nel rispetto di tutti, ma anche nel rispetto di un’opera che deve procedere nei tempi previsti”.
Una struttura all’avanguardia attiva 7 giorni su 7
Ciò che sta prendendo forma a Pietralata supera la concezione tradizionale dell’impianto sportivo. L’infrastruttura è concepita per superare il vecchio modello di oggetto isolato vissuto soltanto durante i novanta minuti del match casalingo. La visione condivisa dai Friedkin e dalle istituzioni guarda alle strutture polifunzionali americane ed europee: un’area urbana integrata, attiva sette giorni su sette, capace di attrarre investimenti, eventi, commercio e servizi per la collettività.

Il parere del CNAPPC sui criteri di sostenibilità e sulla rigenerazione urbana
Un ruolo cruciale è svolto dai criteri di sostenibilità imposti dalle direttive UEFA e richiamati anche dal presidente del CNAPPC, Consiglio Nazionale degli Architetti, Alessandro Panci: “Gli interventi dovranno quindi favorire l’accessibilità, la mobilità pedonale e ciclabile, l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’incremento delle aree verdi e il recupero degli spazi esistenti, limitando il consumo di suolo”. E continua: “La sua reale eredità dipenderà tuttavia dalla capacità di realizzare infrastrutture, servizi, piazze, parchi e attrezzature pubbliche utilizzabili stabilmente dalla popolazione. EURO 2032 – ha concluso – potrà così diventare un catalizzatore di rigenerazione urbana, contribuendo a rendere le città italiane più accessibili, connesse, inclusive e sostenibili”.
Una sfida sotto tutti gli aspetti
Il vero banco di prova della Conferenza dei servizi sarà la gestione dei flussi e l’accessibilità all’area. Se la vicinanza alla stazione Tiburtina e alle fermate della metropolitana linea B, Quintiliani e Tiburtina, costituisce un punto di forza unico, la sfida consisterà nell’evitare il paralizzarsi della viabilità ordinaria. Parcheggi di scambio, svincoli d’accesso dall’A24 e dalla Tangenziale est, oltre alla garanzia della viabilità d’emergenza verso il vicino ospedale Sandro Pertini, sono i dossier caldi al vaglio dei tecnici. Se la tabella di marcia non subirà battute d’arresto, la chiusura positiva della Conferenza consentirà di arrivare al progetto definitivo e alla posa della prima pietra entro il 2027. La sfida per Roma non è soltanto consegnare una casa moderna al popolo giallorosso, ma dimostrare la capacità di pianificare e realizzare grandi infrastrutture lasciando in eredità alla Capitale un quartiere moderno, connesso e sostenibile.







