
Il CIPESS approva i 358 milioni da destinare a 9 porti
La rete portuale nazionale si rinnova e si ammoderna. Il CIPESS, Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ha approvato il piano di 357,6 milioni di euro destinato al Fondo per le infrastrutture portuali. Si tratta di un provvedimento nato dallo schema di decreto approvato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha il compito di definire una programmazione pluriennale che va dal 2025 al 2035 e che andrà a impattare in maniera diretta su nove scali strategici lungo tutto il territorio italiano.
I due binari paralleli
Il piano d’azione si muove su due binari paralleli. Da un lato ci sono 47,85 milioni di euro destinati a tre opere del tutto nuove; dall’altro 309,8 milioni impiegati per rifinanziare undici interventi già programmati in passato ma rimasti fermi o privi della necessaria copertura economica. Un approccio che punta non solo sull’espansione, ma soprattutto sul recupero e sulla velocizzazione dei progetti già pronti dal punto di vista tecnico e amministrativo, che consentono alle Autorità di Sistema Portuale di accelerare l’avvio delle gare e dei cantieri.
La geografia degli investimenti
Ma entriamo nel dettaglio e vediamo qual è la geografia degli investimenti. Tra i nuovi cantieri spicca il porto di Venezia, a cui vanno 28,5 milioni di euro per la realizzazione di due nuovi accosti dedicati a navi fino a 340 metri di lunghezza e di un terminal passeggeri nell’area del Canale Nord a Marghera, tassello chiave per la riorganizzazione del traffico crocieristico nel nodo lagunare. A Trieste (Noghere) vengono destinati 12,35 milioni per il completamento del Terminal Ro-Ro e per l’approfondimento dei fondali, mentre in Sicilia la Piattaforma Logistica Intermodale di Tremestieri, nel comune di Messina, riceve 7 milioni per sbloccare l’infrastruttura.
L’Adriatico Centrale si conferma il vero baricentro del pacchetto dei rifinanziamenti: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale incassa infatti da sola circa 106 milioni di euro ripartiti su sette progetti tra Marche e Abruzzo. Nel porto di Ancona le risorse serviranno all’approfondimento dei fondali della banchina 26 e dell’area commerciale, alla demolizione parziale del molo Nord per migliorare la sicurezza delle manovre e al banchinamento del molo Clementino per l’accoglienza delle grandi navi da crociera. In Abruzzo, lo scalo di Ortona ottiene 42 milioni complessivi per il potenziamento della banchina di riva, gli interventi al Molo Martello e le relative opere di sviluppo. Torna operativo anche il finanziamento da 11 milioni di euro a Pesaro per la vasca di colmata dei sedimenti di dragaggio, opera fondamentale per la manutenzione dei fondali.
Il piano comprende inoltre interventi cruciali per l’accessibilità terrestre e la connettività intermodale: a Napoli i fondi rafforzeranno la rete viaria e ferroviaria a servizio del porto, a Piombino sosterranno i collegamenti stradali con lo scalo, mentre a Gioia Tauro serviranno a potenziare la capacità e la funzionalità del canale portuale.
Gli esclusi
Dal quadro complessivo restano tuttavia esclusi due interventi inseriti nelle bozze iniziali: le vasche di colmata di San Benedetto del Tronto (18 milioni) per criticità legate alla progettazione esecutiva e il porto canale di Pescara (21,2 milioni). Nonostante questi nodi ancora da sciogliere, il via libera del CIPESS segna un passaggio determinante. Come sottolineato dal MIT, l’obiettivo primario è trasformare la disponibilità finanziaria in cantieri operativi nel minor tempo possibile, consolidando il ruolo dei porti italiani come motore dello sviluppo economico e snodo cruciale delle catene logistiche internazionali.




