
Carburanti, il Governo estende il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre
Un Consiglio dei ministri durato appena quindici minuti, che sono bastati per approvare una misura tampone e scongiurare un ulteriore impatto sui prezzi dell’energia e sulla rete dei trasporti. È questa la sintesi dell’intervento varato dal Governo per contrastare il caro carburanti: un nuovo decreto legge che proroga fino al prossimo 5 settembre lo sconto fiscale sulle accise relative al gasolio.
La misura garantisce un taglio di 17 centesimi al litro sul diesel, per un valore finanziario stimato attorno ai 130 milioni di euro. L’intervento è stato necessario per mitigare gli effetti dei recenti rialzi dei prezzi dei combustibili, esacerbati dalle incertezze geopolitiche nello stretto di Hormuz e dalla volatilità dei mercati petroliferi internazionali.
La strategia del Governo
A tracciare la linea politica dell’esecutivo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha spiegato che la proroga rappresenta un passaggio intermedio in vista di una soluzione più stabile e strutturata. L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere le fasce sociali più vulnerabili, il ceto medio e il tessuto produttivo rappresentato dalle partite Iva, senza però ricorrere a strappi fiscali unilaterali sul comparto energetico. A questo proposito, Tajani ha ribadito la ferma contrarietà dell’esecutivo all’introduzione di una tassa straordinaria sugli extraprofitti delle società petrolifere, sottolineando come il contributo delle aziende debba nascere da un aperto confronto di settore e non da imposizioni calate dall’alto. Secondo il ministro, la strada maestra resta il dialogo costruttivo con il sistema produttivo, analogo al modello già adottato nei mesi scorsi per il comparto bancario e assicurativo.
Le critiche del Codacons e dei consumatori
Nonostante l’intervento dell’esecutivo, la misura non ha placato le proteste delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha espresso un giudizio fortemente critico sul provvedimento, definendolo del tutto inadeguato a fronteggiare l’impennata dei listini. Secondo i dati diffusi dalle organizzazioni di tutela dei consumatori, il prezzo del gasolio ha registrato un incremento costante fin dall’inizio dell’estate, accumulando un rincaro di circa 23,8 centesimi al litro e portando il costo medio di un pieno a salire di quasi 12 euro. In questo contesto, il taglio da 17 centesimi viene giudicato insufficiente a riassorbire gli aumenti subiti dagli automobilisti, specialmente sulla rete autostradale dove in modalità servito si registrano vertici superiori ai 2,7 euro al litro.
A destare le maggiori perplessità è tuttavia la scelta di limitare la proroga al solo diesel, escludendo la benzina. Un’omissione che lascia scoperte circa 17 milioni di vetture. Con la benzina che sfiora ormai i 2,1 euro al litro in autostrada e che ha subito un rincaro di quasi 20 centesimi da luglio ad oggi, il rischio evidenziato dalle associazioni è quello di una stangata di fine estate sulle spese delle famiglie italiane al rientro dalle vacanze.
Le prospettive per settembre
La scadenza del 5 settembre impone una nuova corsa contro il tempo. Nelle prossime settimane il ministero dell’Economia e delle Finanze dovrà valutare i margini di manovra del bilancio statale per capire se e come estendere l’alleggerimento fiscale al comparto carburanti in vista dell’autunno, quando il tema del caro energia tornerà al centro del dibattito politico ed economico.



