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La S.I.I.V. punta su manutenzione predittiva e giovani. Parla il presidente Dell’Acqua
Gianluca Dell’Acqua, Presidente S.I.I.V, insieme a Claudio Andrea Gemme, AD ANAS
© S.I.I.V.
26 Ottobre 2026

La S.I.I.V. punta su manutenzione predittiva e giovani. Parla il presidente Dell’Acqua

Dai rapporti con ANAS, RFI ed ENAC alla prima prassi UNI sui tecnici di laboratorio, dal manuale sulle Smart Road alla commissione dei soci under 40. Il presidente della Società Italiana di Infrastrutture Viarie racconta il ruolo dell’associazione e le sue prossime sfide alla vigilia del XXI Convegno Nazionale

Fondata a Roma nel 1990, la Società Italiana di Infrastrutture Viarie riunisce docenti, ricercatori e tecnici del settore scientifico “Strade, ferrovie e aeroporti” provenienti da 29 università italiane, e da oltre trentacinque anni è uno dei principali luoghi di confronto tra atenei, amministrazioni e imprese che progettano, costruiscono e gestiscono le infrastrutture di trasporto del Paese. Per il biennio 2025-2026 la presidenza è affidata a Gianluca Dell’Acqua, Professore Ordinario dell’Università Federico II di Napoli, al quale abbiamo chiesto quale contributo può dare oggi la ricerca a una rete in gran parte costruita decenni fa.

La SIIV riunisce soprattutto il mondo universitario. Che contributo concreto può dare alle scelte di chi progetta e gestisce le infrastrutture in Italia? E che rapporti avete con il ministero, ANAS, RFI e i concessionari autostradali?

Tra i soci, circa 200, la S.I.I.V. non annovera solo accademici ma anche soci esperti tecnici di ANAS, RFI, ENAC, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Italcertifer, Aeroporti di Puglia, Comune di Bologna e di aziende leader del comparto infrastrutture). Il Consiglio Nazionale Ingegneri è socio collettivo S.I.I.V., abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con ENAV. Altri esperti non Universitari sono impegnati nei nostri Gruppi di Lavoro tematici (Aeroporti, Ferrovie, Asset Intermodali, ecc.).

Buona parte della rete stradale e ferroviaria italiana ha diversi decenni. Su cosa si concentra oggi la ricerca per la manutenzione, il monitoraggio e la sicurezza delle opere esistenti?

Gli studi più avanzati sono dedicati principalmente sulla transizione da una manutenzione reattiva a una manutenzione predittiva basata sulla digitalizzazione integrata e sull’analisi intelligente dei dati. Il focus non è più solo l’aggiunta di sensori, ma la creazione di un’architettura metodologica in grado di ridurre l’incertezza decisionale e ottimizzare il ciclo di vita delle strade, delle ferrovie e delle piste aeroportuali.

Le vostre ultime iniziative ruotano intorno alla transizione verde e digitale. Quanto sono già utilizzabili su larga scala materiali riciclati, smart road e sistemi di monitoraggio, e cosa ne rallenta la diffusione?

Sono già utilizzabili ma è necessario promuovere ed agevolare la diffusione della cultura e delle conoscenze scientifiche (compito statutario della SIIV); nel 2025 abbiamo pubblicato il primo manuale in lingua italiana per la progettazione delle Smart Road e stiamo per firmare un accordo con UNI (Ente Italiano di Normazione) per la redazione della prima PdR (prassi di riferimento) dedicata alla certificazione dei “Profili professionali del personale tecnico addetto alle prove sui materiali per sovrastrutture stradali, ferroviarie ed aeroportuali”.

In occasione del trentennale l’associazione si è data anche l’obiettivo di avvicinare i giovani a un settore in cui ne arrivano pochi. Come pensate di rendere queste professioni più attrattive, e quali sono i prossimi passi della S.I.I.V.?

Nel 2025 abbiamo costituito la Commissione permanente “S.I.I.V.-Futura” composta dai nostri Soci under 40; i colleghi della S.I.I.V.-FUTURA hanno realizzato un programma didattico di alta formazione offerto gratuitamente a tutti gli allievi delle Scuole di Dottorato delle Università Italiane.

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