
Strade, ferrovie e aeroporti, a Imola la S.I.I.V. mette in pista la mobilità sostenibile
Per due giorni la pista che ha ospitato la Formula 1 fa da sfondo a un altro tipo di velocità, quella con cui le infrastrutture italiane devono cambiare. Si è aperto nella sala Museo Checco Costa dell’autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola il ventunesimo convegno nazionale della Società Italiana Infrastrutture Viarie, l’associazione che riunisce il mondo accademico del settore “Strade, ferrovie e aeroporti”. L’edizione 2026, organizzata dall’Università di Bologna, è cominciata con i saluti istituzionali, tra cui quelli previsti dal programma del rettore Giovanni Molari, del sindaco di Imola Marco Panieri e del presidente della S.I.I.V. Gianluca Dell’Acqua, e mette attorno allo stesso tavolo docenti, amministrazioni pubbliche e gestori delle reti. Il filo conduttore è la mobilità sostenibile, declinata in tre sessioni che seguono la divisione storica della disciplina, e il territorio di riferimento è quello dell’Emilia-Romagna, regione che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti anche con le alluvioni del 2023 e del 2024.

Strade, città e veicoli connessi
La mattinata è stata dedicata alle infrastrutture urbane e alla mobilità sostenibile, con la moderazione del vicepresidente della S.I.I.V. Andrea Simone, dell’Università di Bologna. “Tradurre la conoscenza e le conoscenze sulla sicurezza delle infrastrutture stradali e sulla mobilità sostenibile in strumenti per il raggiungimento degli obiettivi di accessibilità, equità ed economicità richiede un confronto continuo tra università, amministrazioni pubbliche e professionisti”, è la premessa da cui è partito. Federica Ropa, che in Regione guida l’area Viabilità, Logistica, Vie d’acqua e Aeroporti, ha illustrato le strategie dell’Emilia-Romagna, dalla ricostruzione delle strade danneggiate dalle alluvioni alla sicurezza stradale, fino all’intermodalità delle merci con il porto di Ravenna e al sistema degli aeroporti di Bologna, Parma, Forlì e Rimini. Per il Comune di Bologna, Giovanni Ginocchini ha raccontato l’esperienza di Bologna Città 30, la nuova rete tranviaria e il Passante trasformato in smart road. Giuseppina Gualtieri, presidente e amministratrice delegata di Tper, ha indicato in oltre 269 milioni di euro gli investimenti previsti entro il 2030 per rinnovare flotte e infrastrutture, 140 dei quali per nuovi mezzi, e ha presentato i progetti di autobus elettrici e a idrogeno. Massimiliano Campanella, responsabile della struttura territoriale Emilia Romagna di ANAS, si è soffermato su monitoraggio delle opere, pavimentazioni più durevoli e materiali riciclati, citando il progetto sulla statale 337 della Val Vigezzo premiato con la certificazione Envision Platinum. Benedetto Carambia di Movyon, la società tecnologica del gruppo Autostrade per l’Italia, ha infine presentato FALCO, la piattaforma che usa droni e intelligenza artificiale per controllare le infrastrutture, e le prospettive della mobilità connessa, dal dialogo tra veicoli e strada alla tecnologia Cyber Tyre di Pirelli.

Ferrovie, la rete e il gemello digitale
Nel pomeriggio, dopo la visita all’autodromo, la sessione sulle ferrovie è stata moderata dai responsabili del gruppo di lavoro della S.I.I.V., Gaetano Bosurgi dell’Università di Messina e Giuseppe Loprencipe della Sapienza. Marco Toccafondi, di Rete ferroviaria italiana, ha illustrato il piano per la rete dell’Emilia-Romagna, un programma da 16,6 miliardi di euro, di cui 8,8 già finanziati, tra raddoppi e velocizzazioni delle linee, adeguamento agli standard europei dei corridoi TEN-T e collegamenti merci verso il porto di Ravenna. Alberto Filoni, amministratore delegato di Trenitalia Tper, ha raccontato il rinnovo della flotta regionale, con investimenti per 1,3 miliardi e i nuovi treni Pop e Rock, più accessibili e capaci di consumare il 30% di energia in meno rispetto ai convogli precedenti, oltre ai servizi straordinari per grandi eventi come la Fiera di Rimini e il Gran Premio di Formula 1 di Imola. Gianluca Benamati, amministratore unico di Ferrovie Emilia Romagna, si è soffermato sull’elettrificazione delle linee Parma Suzzara Poggio Rusco e Ferrara Codigoro e sul progetto Stazioni più sicure, con controllo degli accessi, illuminazione e videosorveglianza. A chiudere è stato Claudio Cristallini di Bentley Systems, che ha mostrato come un gemello digitale dell’infrastruttura, costruito su piattaforme di dati condivisi, possa accompagnare un’opera dalla progettazione alla costruzione, fino al monitoraggio e alla manutenzione.

Aeroporti e intermodalità
L’ultima sessione, moderata da Paola Di Mascio della Sapienza, è stata dedicata agli aeroporti. Ad aprirla è stato Costantino Pandolfi dell’ENAC, che ha presentato il Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 e i suoi quattro pilastri, sostenibilità, capacità infrastrutturale, digitalizzazione e intermodalità. Pietro Paolo Bonfiglio, direttore territoriale dell’ENAC per l’Emilia-Romagna, ha posto il tema del rapporto con le comunità locali, chiedendo di superare una gestione settoriale degli scali e di coinvolgere i residenti nelle decisioni su rumore, impatto ambientale e ricadute economiche. Per l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, che nel 2025 ha superato gli 11 milioni di passeggeri, Silvia Lombardi ha descritto uno scalo che si trasforma in ecosistema, tra decarbonizzazione, tutela della biodiversità e collegamenti con il treno. Il caso più concreto è stato quello di Marconi Express, la monorotaia senza conducente che in circa cinque chilometri collega l’aeroporto alla stazione centrale e che nel 2025 ha trasportato circa 1,8 milioni di passeggeri. Secondo il presidente e amministratore delegato Massimiliano Cudia, i 1.904 pannelli fotovoltaici lungo il tracciato coprono già circa il 35% del fabbisogno energetico, e tra i prossimi passi ci sono una biglietteria basata sull’intelligenza artificiale e una maggiore integrazione tra treno e aereo. La giornata si è chiusa con la consegna dei premi di laurea della S.I.I.V., mentre domani, dopo l’assemblea dei soci, sarà la volta della S.I.I.V. Arena, dove dottorandi e giovani ricercatori provenienti da diverse sedi accademiche presenteranno e “difenderanno” le proprie ricerche.



