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Tregua a due velocità: accordo USA-Iran, ma in Libano la guerra non si ferma
© Imagoeconomica
8 Aprile 2026

Tregua a due velocità: accordo USA-Iran, ma in Libano la guerra non si ferma

Mentre sembra restare in vigore l’accordo di 14 giorni per il congelamento delle ostilità dirette tra Washington e Teheran, Israele intensifica le operazioni contro Hezbollah nel sud del Libano.

L’8 aprile 2026 passerà alla storia come una giornata di profonda ambivalenza per le sorti del Medio Oriente, con la diplomazia e le armi che marciano su binari opposti. Mentre all’alba Washington e Teheran hanno ufficializzato una tregua bilaterale di quattordici giorni, il Libano è rimasto escluso da ogni forma di cessate il fuoco, subendo una delle ondate di raid più violente dall’inizio del conflitto. L’intesa tra le grandi potenze, mediata dal Pakistan, ha garantito l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz e un primo allentamento delle sanzioni petrolifere, ma non ha fermato i caccia israeliani che, a partire dalle dieci di questa mattina, hanno colpito duramente Beirut, Tiro e Sidone, causando oltre duecento vittime.

Colpito un mezzo del contingente italiano

Il fragile equilibrio della giornata è stato ulteriormente scosso da un incidente che ha coinvolto il contingente italiano di UNIFIL. Alcuni colpi d’arma da fuoco sono caduti a breve distanza da un convoglio della missione internazionale impegnato in operazioni logistiche. Nonostante l’assenza di feriti tra i militari italiani, l’episodio ha scatenato un’immediata reazione diplomatica a Roma, dove il Ministero degli Esteri ha chiesto chiarimenti urgenti a Israele per quella che appare come una pericolosa pressione sulle forze di interposizione delle Nazioni Unite.

La conferenza stampa di Netanyahu

Il chiarimento definitivo sulla strategia di Tel Aviv è arrivato alle 19:15, durante la conferenza stampa del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Il Premier ha confermato che Israele non si considera parte in causa nell’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Netanyahu ha ribadito che la libertà d’azione delle forze di difesa israeliane non verrà limitata e che le operazioni in Libano proseguiranno senza sosta fino a quando le infrastrutture militari di Hezbollah non saranno state smantellate.

Gli scenari

In questo scenario si delineano prospettive incerte per le prossime settimane. Se da un lato il canale diplomatico tra Washington e Teheran sembra tenere, con l’obiettivo di stabilizzare i prezzi del greggio e ridurre il rischio di uno scontro diretto nel Golfo, dall’altro la situazione in Libano rischia di diventare il terreno di uno scontro per procura sempre più cruento. La tregua atomizzata, che protegge le grandi potenze ma ignora il fronte libanese, mette alla prova la tenuta dei rapporti tra gli Stati Uniti e il loro principale alleato nella regione. La comunità internazionale guarda ora ai colloqui di Islamabad come all’ultima spiaggia per trasformare questo cessate il fuoco parziale in una stabilità duratura, prima che la scadenza dei quattordici giorni riporti l’intera area verso un conflitto totale.

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