
Dolomiti Energia cresce sui mercati anche se la siccità alpina pesa sui conti del primo trimestre
Il settore energetico italiano attraversa una fase di trasformazione rapida e non priva di contraddizioni. La crescita delle rinnovabili non è più solo un tema ambientale ma un elemento essenziale per la resilienza del sistema elettrico nazionale e per la competitività industriale, eppure le condizioni climatiche continuano a introdurre variabili imprevedibili. Ne sa qualcosa Dolomiti Energia, il gruppo multiutility trentino che ha chiuso il primo trimestre 2026 con risultati che fotografano esattamente questa doppia velocità: ricavi in crescita, ma margini compressi da una delle stagioni idriche più avare degli ultimi anni. Tra gennaio e aprile 2026 la produzione idroelettrica nazionale è diminuita del 10,8% rispetto al 2025, con un valore inferiore a quello dei due anni precedenti, e sulle Alpi orientali il calo è stato ancora più marcato: secondo i dati del gruppo, l’idraulicità ha segnato un -33%, trascinando verso il basso l’EBITDA consolidato a 96,7 milioni di euro, contro i 117,5 milioni dello stesso periodo del 2025. Il risultato d’esercizio si è fermato a 43,2 milioni, con una flessione del 34%.
Nuovi business, nuovi margini
Il quadro non è però solo difensivo. I ricavi complessivi hanno raggiunto 670,1 milioni di euro, in crescita del 4%, sostenuti dalla tenuta dei business regolati e da un dato che merita attenzione: le attività legate alla flessibilità del sistema elettrico hanno registrato un incremento della marginalità del 12% nel trimestre. È una voce destinata a diventare sempre più rilevante in un mercato dove, in alcune fasce orarie con elevata produzione fotovoltaica, i prezzi dell’energia scendono fino a livelli prossimi allo zero, rendendo cruciale la capacità di gestire accumuli e bilanciamento della rete. Su questo fronte, Dolomiti Energia ha sottoscritto un contratto di tolling per un sistema di accumulo a batterie da 25 MW con il gruppo Metlen e ha firmato con il GSE il contratto Energy Release 2.0, che coinvolge oltre 250 aziende energivore per un consumo complessivo di circa 4 TWh all’anno. La produzione da eolico e fotovoltaico ha registrato un +18% rispetto al primo trimestre 2025, con un portafoglio di impianti in esercizio e costruzione che supera i 230 MW. Parallelamente prosegue la crescita commerciale, con la base clienti che per il sesto trimestre consecutivo ha segnato un incremento, raggiungendo gli 830 mila utenti, nuovo massimo storico.





