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Assemblea Confcommercio, Meloni: “Emergenza giovani generazioni e necessità di ribaltare il calo demografico”
© Imagoeconomica
10 Giugno 2026

Assemblea Confcommercio, Meloni: “Emergenza giovani generazioni e necessità di ribaltare il calo demografico”

All’Auditorium Conciliazione di Roma il presidente della confederazione Carlo Sangalli ha descritto gli scenari attuali del Paese e ha chiesto al Governo di invertire la rotta sul fronte fiscale e contrattuale. Replica del premier: “Vogliamo fare di più per abbassare il carico sul ceto medio”. Mattarella: “Bisogna compiere scelte non facili”.

Un’economia reale che non si arrende davanti alla crisi, ma che chiede con forza un campo da gioco livellato. Su queste parole si basa il claim dell’Assemblea nazionale di Confcommercio. Davanti a un Auditorium della Conciliazione gremito di delegati, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, l’appuntamento è diventato l’occasione per discutere sugli aspetti macroeconomici che governano il nostro Paese. In un contesto internazionale sempre più frammentato, con i mercati instabili per via dei conflitti e contesti bellici non proprio rassicuranti, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, seguito dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha trasmesso all’Italia gli scenari odierni.

La doppia faccia della medaglia

I dati presentati da Sangalli descrivono due rotte: da un lato il settore terziario di mercato macina chilometri, dall’altro emergono fragilità strutturali del sistema-Paese. Oggi questo comparto è il vero motore economico nazionale: “Il nostro terziario di mercato – ha sottolineato il presidente di Confcommercio – si conferma il motore dell’economia italiana: dal 1995 ad oggi ha creato quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro e oggi contribuisce per il 53% al valore aggiunto“.

Ci sono però degli aspetti negativi. Confcommercio segnala una chiusura di oltre 156mila esercizi commerciali negli ultimi 13 anni. Un dato allarmante, manifesto delle città medio-grandi, invase da catene e da affitti brevi indiscriminati che penalizzano le strutture ricettive tradizionali. Sullo sfondo due problemi enormi: il calo demografico, un crollo senza precedenti (le stime ISTAT dicono che entro il 2050 la popolazione scenderà fino a 54,8 milioni di persone), e la partecipazione femminile al mercato del lavoro, che si attesta sotto gli standard europei.

La fiscocrazia

La volontà di invertire la rotta passa da interventi mirati sul fronte fiscale e contrattuale. Pur riconoscendo al Governo il merito di una gestione rigorosa dei conti pubblici, questi aspetti sono stati il cuore del pensiero di Sangalli: “Nel nostro Paese viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse e troppa burocrazia frenano imprese, investimenti e crescita”. Nelle richieste avanzate da Confcommercio c’è il taglio dell’aliquota IRPEF intermedia dal 35% al 33% per i redditi fino a 60mila euro, ritenuta fondamentale per poter sorreggere il ceto medio, il vero motore dei consumi interni.

Interviene Giorgia Meloni: “Questa non è la repubblica delle banane”

A raccogliere la sfida dalla platea è stato il presidente del Consiglio in persona. Giorgia Meloni ha iniziato il suo intervento ringraziando Confcommercio e la sua attività quotidiana, ritenendolo “una delle colonne e dei motori più identitari e dinamici della nostra nazione”. Nel suo intervento, il premier ha risposto punto su punto alle sollecitazioni della Confederazione, rivendicando la bontà delle mosse dell’esecutivo e definendo “disonesto” chi ignora i dati incoraggianti sull’occupazione e sulla tenuta macroeconomica del Paese.

Sul tema della concorrenza sleale e della legalità del mercato, Meloni ha usato toni netti: “Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole. Come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c’è crescita“. Il riferimento politico è alle recenti misure varate contro il fenomeno fraudolento delle attività apri e chiudi, nate spesso per evadere il fisco e scomparire nel nulla. Sulla sfida legata al carico fiscale elevato, ha lasciato presagire delle nuove misure: “Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio, dopo decenni di sacrifici”. Si è poi concentrata sull’inverno demografico e sull’occupazione giovanile: “Noi abbiamo un’emergenza che si chiama giovani generazioni, la capacità di offrire maggiori e ulteriori opportunità alle energie migliori che abbiamo. Dall’altra parte – ha concluso – c’è la necessità di ribaltare l’emergenza demografica, uno dei più grandi problemi economici”.

Il messaggio di Mattarella

All’assemblea è intervenuto anche il presidente della Repubblica Mattarella, che ha inviato un messaggio per la platea: “È significativo che la celebrazione degli ottanta anni di vita della Repubblica e degli ottanta anni di vita di Confcommercio si siano sovrapposti. Il ruolo delle formazioni sociali che sono state traino nelle trasformazioni del Paese ne esce in tutta evidenza”. Il capo dello Stato ha lodato lo slogan scelto dalla confederazione per l’evento, “Ricordare il futuro”: “Segna la ferma volontà di essere parte delle nuove trasformazioni che ci attendono, in una realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili”. In questo quadro, il presidente ha ricordato che il tessuto produttivo italiano si trova davanti a transizioni epocali che non possono essere gestite in solitudine, ma richiedono “un autentico dialogo tra istituzioni e società” per costruire un modello di sviluppo sostenibile sia sotto il profilo ambientale che sociale.

Da Mattarella è arrivato anche un monito indirizzato ai sindacati, presenti all’Auditorium: “Responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire all’affermazione della coesione sociale, con l’eliminazione – ha concluso il presidente della Repubblica – di tutte quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”. Un avviso che sposa la lotta al dumping salariale richiesta da Confcommercio, ma che ricorda a tutti gli attori al tavolo che la competitività non può mai essere pagata sulla pelle dei diritti.

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