
MSC punta a controllare l’Interporto di Bologna
MSC è pronta a entrare nel capitale dell’Interporto di Bologna, con l’obiettivo di arrivare a controllarne fino al 70%. La compagnia della famiglia Aponte tratterebbe l’ingresso tramite le quote non scelte dell’aumento di capitale da 8 milioni di euro lanciato a fine 2024. Finora sono stati sottoscritti circa 2 milioni da Città Metropolitana di Bologna, Camera di Commercio e Mercitalia Rail, i restanti 6 milioni sarebbero il primo tassello dell’operazione di MSC.
Prossimi passi
Il prossimo passo riguarderebbe la quota del Comune di Bologna, azionista di maggioranza che detiene il 35%, che ha deciso di uscire dalla società dopo anni di perdite e un richiamo dalla Corte dei conti dell’Emilia-Romagna. Non si esclude che MSC punti anche al 17% di Intesa Sanpaolo.
Il 22 luglio è prevista l’assemblea dei soci, che dovrebbe dare mandato al presidente Stefano Caliandro di cercare un acquirente per quelle quote non sottoscritte. Il vero interesse di MSC sarebbe il nuovo terminal ferroviario che Interporto sta realizzando su aree adiacenti a quelle di RFI: investimento di circa 50 milioni, coperto in parte da fondi pubblici (Fondo sviluppo e coesione e quelli provenienti dal MIT), che serviranno per realizzare una struttura con cinque binari da 750 metri e un piazzale da oltre 30mila metri quadrati. Il completamento è previsto entro il 2032. Inoltre, il terminal rafforzerebbe i collegamenti con Gioia Tauro e con Livorno, una mossa che confermerebbe la trasformazione di MSC da compagnia navale a integratore logistico globale.
Perché Bologna?
La scelta sul capoluogo emiliano è ben specifica: la città è il nodo logistico più baricentrico d’Italia, da cui si raggiunge rapidamente il Nord-Est manifatturiero, la Pianura Padana, il centro Italia e i principali corridoi europei. Quindi sarebbe un hub capace di alimentare contemporaneamente i traffici dei porti liguri, quelli adriatici via Ravenna e le connessioni ferroviarie verso il Nord Europa, compreso lo scalo belga di Zeebrugge, snodo chiave per i collegamenti via mare con il Regno Unito.
MSC ci aveva già provato
Non è la prima volta che il gruppo prova questa strada: a Padova, MSC aveva partecipato tramite la controllata Medlog, insieme a Rail Hub Milano, alla gara per diventare socio logistico del terminal intermodale dell’interporto locale, persa a favore della cordata PSA Italia-Logtainer. Le due società, MSC e Contship, hanno presentato un ricorso al TAR del Veneto contro l’aggiudicazione, con sentenza attesa per l’autunno 2026. Bologna rappresenterebbe quindi il secondo tentativo di entrare nella rete degli interporti italiani.
Per l’Interporto di Bologna l’ingresso di un socio industriale come MSC significherebbe un cambio di fase netto rispetto agli anni delle perdite di bilancio e dell’incertezza sull’azionariato pubblico. Bisogna solo aspettare il 22 luglio per capire quali condizioni verranno poste per il passaggio di quote e se anche Intesa Sanpaolo deciderà di uscire dal capitale, portando così il gruppo a diventare il principale player. Questo potrebbe avere effetti contrastanti sui vettori stradali: da un lato potrebbe aumentare i volumi movimentati e generare nuove opportunità di trasporto nell’ultimo miglio; dall’altro una supply chain così integrata potrebbe rafforzare il potere contrattuale di un unico soggetto nei confronti dei trasportatori.





