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Il Cipess sblocca lo svincolo di Scopoli. Tredici anni dopo, la Valle del Menotre avrà il suo accesso alla SS77
© Quadrilatero SpA
11 Giugno 2026

Il Cipess sblocca lo svincolo di Scopoli. Tredici anni dopo, la Valle del Menotre avrà il suo accesso alla SS77

Con 34 milioni di euro approvati il 10 giugno dal Cipess, il semisvincolo Menotre/Scopoli sulla statale 77 Val di Chienti passa dalla fase autorizzativa a quella operativa. I lavori potrebbero partire nel 2027 e durare due anni.

C’è una data che la Valle del Menotre non dimentica: il 28 luglio 2016, giorno in cui venne inaugurato il nuovo tracciato a quattro corsie della strada statale 77 Val di Chienti, l’arteria che collega Foligno a Civitanova Marche scavalcando gli Appennini al valico di Colfiorito. Fu un momento atteso per decenni, il completamento di una delle opere del progetto Quadrilatero Marche-Umbria, pensato per raccordare le due regioni e inserirle nei grandi corridoi europei. Ma quella stessa inaugurazione consegnò alla valle umbra un paradosso destinato a durare: la nuova superstrada tagliava il territorio per circa diciotto chilometri senza prevedere alcuna uscita intermedia in territorio umbro. Per raggiungere Foligno, i residenti di Scopoli, Rasiglia e dei borghi limitrofi erano costretti a percorrere il vecchio tracciato della statale oppure a uscire a Colfiorito, svincolo che si trova già in territorio marchigiano. Un’anomalia strutturale che pesava soprattutto nelle emergenze sanitarie: il tragitto verso l’ospedale di Foligno, lungo la tortuosa SS77 storica, era decisamente più lungo e impervio di quanto un’arteria a quattro corsie avrebbe dovuto consentire.

Il percorso amministrativo verso il via libera

Da allora, la battaglia per realizzare uno svincolo che collegasse la nuova quattro corsie con la SS77 storica in località Scopoli non si è mai interrotta. Il comitato promotore guidato dall’avvocato Alessio Fiacco ha portato avanti la richiesta con costanza, trovando nel tempo ascolto presso il Comune di Foligno e la Regione Umbria. Il progetto ha però incontrato ostacoli significativi: tra questi, le perplessità del Ministero della Cultura legate all’impatto paesaggistico di un’opera che si inserisce in una valle dal valore ambientale rilevante. Solo con l’insediamento della giunta regionale di centrodestra guidata da Donatella Tesei la questione è tornata in primo piano come priorità infrastrutturale. Il 4 febbraio 2026 la giunta regionale ha approvato l’intesa sulla localizzazione del semisvincolo. Il 18 febbraio 2026 la Conferenza di servizi istruttoria presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il suo parere favorevole al progetto definitivo, con il consenso unanime di tutti gli enti coinvolti, dal Ministero della Cultura a quello della Difesa. Il 10 giugno 2026 il Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ha approvato il progetto con una dotazione di 34 milioni di euro. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario di Stato con delega al Cipess, Alessandro Morelli.

Cosa prevede il progetto

Il semisvincolo Menotre/Scopoli prevede la realizzazione di due rami distinti di innesto: uno per l’ingresso e uno per l’uscita in direzione Foligno, più una nuova rotatoria sulla viabilità storica esistente. La configurazione è quella di un semisvincolo, non di un’uscita bidirezionale completa, pensata per ottimizzare i flussi verso la città senza appesantire eccessivamente l’intervento. L’opera si inserisce nel tratto umbro della SS77Var, tra Foligno e Colfiorito, risolvendo la discontinuità che oggi costringe gli utenti della valle a percorrere interamente il vecchio tracciato. L’intervento coinvolge i soggetti attuatori già operativi sull’asse viario: la società Quadrilatero Marche-Umbria, che gestisce questa porzione della rete nell’ambito del progetto omonimo, e Anas, che subentra nelle fasi di gara e di esecuzione. Con l’approvazione del Cipess, il dossier esce formalmente dalla fase autorizzativa ed entra in quella operativa.

Dalla carta ai cantieri: i tempi stimati

L’approvazione del Cipess non significa l’immediato avvio dei lavori. Il percorso che porta al primo cantiere prevede ancora alcuni passaggi tecnico-amministrativi non trascurabili. Quadrilatero dovrà acquisire e validare il progetto esecutivo secondo le norme vigenti; successivamente le procedure per la gara d’appalto verranno trasferite ad ANAS. Le previsioni indicano che la gara potrebbe essere pubblicata indicativamente a inizio 2027. Considerando che il cronoprogramma prevede 730 giorni per il completamento dei lavori, ovvero circa due anni, l’opera potrebbe essere ultimata non prima del 2029. Sono tempi che il territorio conosce e che ha già metabolizzato nell’attesa di questo momento, ma che confermano come tra il via libera istituzionale e il nastro inaugurale intercorra ancora un arco temporale significativo. Nel frattempo, i residenti della valle continueranno a fare i conti con la viabilità attuale.

Le reazioni politiche e istituzionali

L’approvazione del Cipess ha suscitato reazioni positive trasversali nel panorama politico umbro, sia pure con le distinzioni proprie della dialettica tra maggioranza e opposizione. Enrico Melasecche, capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa regionale ed ex assessore alle infrastrutture nella precedente giunta di centrodestra, ha espresso soddisfazione ricordando il lavoro svolto in quel mandato per tenere vivo il dossier. Ha sottolineato come il progetto, bocciato in una fase precedente, sia stato riportato in vita grazie all’impegno congiunto di istituzioni regionali, Comune di Foligno e Comitato della Valle del Menotre. Il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini è stato indicato tra i protagonisti di questo percorso, al pari del lavoro dell’avvocato Fiacco e del comitato promotore. L’assessore regionale alle infrastrutture Francesco De Rebotti aveva già evidenziato, in sede di Conferenza di servizi a febbraio, il valore di una convergenza istituzionale unanime come segnale della solidità tecnica del progetto.

Un tassello del Quadrilatero ancora da chiudere

La vicenda dello svincolo di Scopoli si inserisce nella storia più ampia del progetto Quadrilatero Marche-Umbria, uno dei grandi interventi infrastrutturali del centro Italia rimasto per anni incompiuto in alcune sue componenti. Il progetto originario, concepito tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila e finanziato con formule innovative di project finance deliberate dal Cipe, prevedeva il potenziamento delle due arterie principali, la SS77 e la SS76-318, oltre alla realizzazione della Pedemontana delle Marche. L’apertura del tratto appenninico della SS77 nel luglio 2016 aveva segnato il completamento dell’opera principale, ma aveva lasciato aperta proprio la questione degli allacci al territorio umbro attraversato dalla statale. Lo svincolo di Scopoli è quindi, sotto questo profilo, non una semplice aggiunta locale ma il completamento funzionale di un’infrastruttura nazionale che rischiava di attraversare il territorio senza realmente servirlo. La sua realizzazione consentirà per la prima volta alla valle umbra del Menotre di avere un accesso diretto alla grande viabilità costruita per unire il Tirreno all’Adriatico.

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