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ARERA, i clienti domestici italiani pagano il 13% in più rispetto all’area euro
Nicola Dell’Acqua, presidente di ARERA
© Imagoeconomica
1 Luglio 2026

ARERA, i clienti domestici italiani pagano il 13% in più rispetto all’area euro

La Relazione Annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta nel 2025 redatta da ARERA restituisce un quadro italiano influenzato dalla guerra in Medio Oriente. I clienti domestici pagano l’energia elettrica il 13% in più rispetto ai paesi dell’area euro

Nel 2025 le famiglie italiane hanno pagato l’energia elettrica il 13% in più rispetto alla media dell’area euro, e il gas naturale il 7% in più. È quanto emerge dalla “Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta nel corso del 2025” presentata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. La presentazione fotografa un’Italia fortemente influenzata dal contesto geopolitico attuale.

Un quadro frammentato

Sul fronte elettrico, il 2025 ha portato a una moderata riduzione dei prezzi per i clienti domestici italiani (-1,6% a 35,12 centesimi di euro per kWh). A monte il quadro resta critico: il PUN (prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica) è stato di 115,9 €/MWh (+7% rispetto al 2024). È il più alto tra le principali borse europee, soprattutto se confrontati con Francia (61,1€/MWh) e Spagna (65,3€/MWh), a causa della forte dipendenza da gas. Al fine di far fronte a queste variazioni, l’ARERA ha istituito l’Unità di Vigilanza Energetica al fine di monitorare in tempo reale prezzi all’ingrosso e al dettaglio. La panoramica energetica e ambientale italiana è stata caratterizzata da segnali contrastanti: nel settore elettrico si è registrato un calo dell’1,5% nella produzione delle rinnovabili, mentre il termoelettrico è cresciuto del 5,2%, trainando la crescita della produzione complessiva (+2,4%). Nel settore gas i consumi sono in ripresa, salendo al 2%, ma anche l’import. Il GNL rappresenta un terzo dell’import complessivo, che è cresciuto del 44% in un anno.

GNL un terzo dell’import

Diversamente dall’elettricità, il gas naturale ha visto un aumento sostenuto dei prezzi per le famiglie italiane: +4,8% nel 2025, portando la spesa a 13,71 centesimi di euro per kWh. A pesare è stata la componente fiscale e degli oneri di sistema, cresciuta del 17,9%. Il risultato: prezzo del gas domestico superiore del 7% rispetto alla media europea. Sul fronte dell’approvvigionamento, l’Italia ha visto crescere le importazioni (+3,6%), grazie al raddoppio dei flussi da USA e all’aumento del GNL (+44%), che attualmente copre un terzo dell’import complessivo.

Servizio idrico, investimenti in crescita

Sul fronte acqua per il periodo 2024-2029 sono stati programmati 29,6 miliardi di euro di investimenti, pari a 90 euro per abitante all’anno, in aumento rispetto agli anni passati. Al giorno d’oggi la famiglia tipo in Italia spende 388 euro l’anno per il servizio idrico, con un forte divario territoriale: dai 299 euro del Nord-Ovest ai 479 del Centro Italia. Il dato più critico resta quello delle perdite di rete: il 42,5% dell’acqua immessa negli acquedotti si disperde prima di arrivare ai rubinetti, con perdite che arrivano a toccare il 50,6% nel Sud Italia e nelle Isole.

Bonus sociali: 4,3 milioni di famiglie ne usufruiscono

Per quanto riguarda la tutela del consumatore, il ricorso ai bonus sociali resta un pilastro del sostegno alle famiglie in difficoltà. Nel 2025 sono 4,3 milioni i nuclei familiari che ne hanno beneficiato, per un valore complessivo di oltre un miliardo di euro tra bonus elettrico e gas. In crescita anche il bonus per disagio fisico, destinati a chi utilizza macchinari salvavita (+11,45%). A calare invece è il ricorso allo sportello telefonico dell’Autorità (-30% per le chiamate), mentre il Servizio Conciliazione ha gestito oltre 30mila domande, con un tasso di accordo del 65% e oltre 24 milioni di euro recuperati dai clienti attraverso le procedure conciliative.

Switching e mercato libero

Nonostante si registri un calo rispetto al 2024, l’attività dello switching (cambiare operatore) resta elevata: 20,8% in termini di clienti e 21% in termini di volumi. Questo è favorito da un mercato libero, in cui le diverse aziende competono fra loro. A detenere il primato di operatore dominante c’è Enel con una quota del 22,3%, al secondo posto A2A con un 10%, seguita dal gruppo Edison con un 7,5%.

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