
Caro carburanti, prorogato fino al 26 agosto lo sconto sulle accise
Il Governo corre ai ripari per frenare l’ennesima stangata sui distributori. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato il nuovo decreto per sbloccare il meccanismo delle accise mobili, con la proroga fino al 26 agosto dello sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio. L’intervento scatta in un momento cruciale, che coincide con il controesodo delle vacanze ed è finanziato sfruttando il maggior gettito IVA incassato dallo Stato proprio a seguito dell’aumento delle quotazioni del greggio. Un’operazione di sterilizzazione fiscale mirata ad attutire l’impatto sui portafogli degli automobilisti e sulle imprese del trasporto, pur nella consapevolezza che le sole risorse nazionali rischiano di coprire soltanto una finestra temporale limitata se i mercati internazionali rimarranno in subbuglio.
I numeri
L’emergenza, del resto, è certificata dai numeri. I rilievi ufficiali del MIMIT indicano che la benzina in modalità self-service ha ampiamente superato la quota dei 2 euro al litro, salendo nei tratti autostradali oltre i 2,08 euro. La situazione appare ancora più critica per il gasolio, che sulla rete autostradale ha sfondato persino il muro dei 2,20 euro al litro. Un’impennata dei listini che si fa sentire con particolare durezza proprio nei giorni segnati dai grandi spostamenti estivi, trasformando il rientro dalle ferie in un salasso per milioni di famiglie.
A preoccupare non è soltanto il conto finale per chi si mette al volante, ma la ricaduta a catena sull’intera economia reale. In Italia, infatti, circa l’84% delle merci viaggia su strada: un aumento così prolungato ed elevato dei prezzi del gasolio incide in maniera diretta sui costi operativi delle aziende di autotrasporto e della logistica. Il rischio concreto è quello di innescare una nuova fiammata inflazionistica che parte dai carburanti e si scarica sui prezzi dei beni di prima necessità, a cominciare dai prodotti agroalimentari sugli scaffali dei supermercati, penalizzando il potere d’acquisto dei cittadini e la competitività delle imprese.
La proposta di Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna
Per evitare che la bolletta energetica soffochi la ripresa economica, l’esecutivo italiano guarda quindi oltre i confini nazionali. Le contromisure interne sull’IVA e sulle accise sono considerate tamponi momentanei che da soli non bastano a fermare la speculazione internazionale. Per questo motivo l’Italia, insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, ha deciso di unire le forze per lanciare un’iniziativa congiunta a livello comunitario.
I ministri dell’Economia dei sei Paesi hanno sottoscritto una lettera formale indirizzata alla presidenza dell’Ecofin, chiedendo di inserire ufficialmente all’ordine del giorno della prossima riunione di Dublino la reintroduzione di una tassa straordinaria sugli extra-profitti dei colossi petroliferi. Nel documento inviato a Bruxelles, i governi denunciano come le compagnie energetiche stiano registrando margini di profitto eccezionali, soprattutto sulle attività di raffinazione, con utili sproporzionati rispetto al reale costo della materia prima. L’obiettivo dell’asse a sei è approvare un contributo straordinario di solidarietà europeo da destinare al sostegno di famiglie e imprese, redistribuendo le rendite accumulate dalle compagnie petrolifere.


