
Edge Data Center, la nuova frontiera delle infrastrutture digitali
Non è necessario che i data center siano enormi, se ne possono costruire di più piccoli che hanno il compito di elaborare e archiviare i dati in prossimità dei luoghi nei quali vengono utilizzati. Si chiamano Edge Data Center, data center in “formato ridotto”, sui quali molte aziende hanno deciso di investire per porre le basi dei loro dati. I motivi sono semplici: piccoli, vicini ed economici.
Come funzionano?
Per soddisfare le diverse esigenze le strutture dei data center sono andate differenziandosi. La trasmissione ed elaborazione di enormi volumi di dati in strutture centrali comporta dei tempi di latenza non compatibili con diverse applicazioni come telecomunicazioni, gaming, guida autonoma, gestione intelligente della città e molto altro. Ecco la necessità di avere una trasmissione di dati verso dei data center più piccoli e più vicini agli utenti finali, con lo scopo di ridurre significativamente la latenza e migliorare l’efficienza complessiva, contribuendo anche a una maggiore stabilità energetica del sistema.
I vantaggi
Ad aprile 2026 gli EDC sono usciti dalla fase sperimentale affermandosi come infrastruttura portante dell’economia digitale. Secondo l’analisi condotta da Mordor Intelligence, società di ricerche di mercato e consulenza strategica, gli investimenti nel settore dei data center porterà il mercato globale da 18,08 miliardi di dollari nel 2025 a 62,18 miliardi nel 2031, con un tasso di crescita del 22,87% annuo.
Dietro l’espansione dei data center c’è un cambio strutturale nel modo in cui le varie imprese pensano e progettano le applicazioni e processi: l’obiettivo è ridurre la latenza sotto i 10 millisecondi, ridurre i costi energetici e rispettare le regole sulla sovranità dei dati. La latenza è diventata il nuovo vincolo industriale, le risposte in tempo reale diventano cruciali e non vengono tollerati ritardi del cloud centralizzato rafforzando ulteriormente il ruolo che hanno gli EDC. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, già nel 2024, i data center erano responsabili dell’1,5% del consumo elettrico globale. Quota che è destinata a crescere nel corso degli anni per l’aumento della domanda energetica legata all’AI. Gli EDC emergono come un’alternativa sostenibile, grazie alla capacità di ridurre il consumo energetico per via della loro integrazione con le fonti rinnovabili.
Lo sviluppo in Italia
La base portante degli Edge Data Center è la fibra ottica, che consente di offrire questo servizio in maniera stabile e veloce. Open Fiber, azienda leader nel settore della fibra ottica, ha deciso di puntare su queste nuove infrastrutture per offrire la possibilità ai clienti di ospitare le proprie attrezzature al loro interno, in ambienti protetti e connessi alla rete nazionale. L’installazione di un nuovo grande data center, solitamente comporta movimenti di protesta nei luoghi dove vengono costruiti; un EDC, invece, ha una potenza elettrica inferiore a 1 MW e viene raffreddato senza l’utilizzo dell’acqua. L’installazione di questi data center avviene in aree già urbanizzate, senza l’impiego di nuovo suolo, spesso in capannoni già esistenti, riducendo spese e consumi. Open Fiber ha deciso di costruire gli EDC nelle aree periferiche e nel meridione, con la loro attivazione entro la fine del 2026: saranno costruiti ad Ancona, Mugnano di Napoli e Modugno. In questo modo lo sviluppo della rete EDC permette di colmare il divario digitale che è presente ancora in molte zone, permettendo anche l’impiego di nuove tecnologie per le piccole e medie imprese, attraendo nuovi investimenti tecnologici.

