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Quali sono gli effetti del risiko bancario sul singolo risparmiatore?
© Imagoeconomica
16 Giugno 2026

Quali sono gli effetti del risiko bancario sul singolo risparmiatore?

Riduzione degli sportelli e della concorrenza locale, che si traduce in rincari per i cittadini. L’indagine di Bankitalia evidenzia che, a fronte di canoni fissi stabili, aumentano le spese variabili come prelievi (+1,41€) e bonifici (+0,95€).

Nelle ultime settimane, complici le offerte arrivate per l’acquisizione di Banca Monte dei Paschi di Siena, il termine “risiko bancario” ha subìto un certo abuso. Si tratta di acquisizioni, solitamente dai grandi gruppi, di altre banche, come per esempio le offerte arrivate per rilevare la totalità di MPS da parte di Banco BPM e di Intesa Sanpaolo. In Italia siamo passati dai 510 gruppi bancari presenti nel 2014 ai 134 odierni. Operazioni mastodontiche, che però lasciano tanti interrogativi sulla vita quotidiana dei risparmiatori. Quando questi colossi del credito si fondono, cosa succede? Qual è il reale impatto economico sulle tasche degli italiani?

Il report di Bankitalia

La risposta si nasconde in un report pubblicato nel 2025 dalla Banca d’Italia, “Indagine sul costo dei conti correnti”, che evidenzia un profondo paradosso. Se da un lato la spesa complessiva media per la gestione di un conto tradizionale a sportello nel 2024 è rimasta quasi invariata a 101,1 euro, rispetto ai 100,7 euro del 2023, la stabilità è solo apparente ed è il risultato di un drastico ricalcolo delle singole voci tariffarie. Gli istituti tradizionali, infatti, hanno ridotto i costi fissi medi a 65,4 euro, per difendersi dall’espansione a macchia d’olio delle banche digitali (tipo Revolut o Hype). Il canone di base medio è sceso a 51,9 euro (rispetto ai 55,7 euro dell’anno precedente) e la percentuale di clienti costretti a pagarlo è passata dal 69,6% al 66,2%.

La desertificazione degli ATM

La strategia bancaria è chiara: aumento dei costi sulle singole operazioni quotidiane per compensare lo sconto sui costi fissi. Le spese variabili sono cresciute di 5,2 euro in un solo anno e si sono attestate a quota 35,7 euro. Una dinamica che si interseca alla perfezione con il risiko bancario e la progressiva chiusura delle filiali. L’acquisizione di MPS, sia da parte di Banco BPM o da parte di Intesa Sanpaolo, e il passaggio di centinaia di sportelli al nuovo gruppo porteranno a un taglio netto delle agenzie troppo vicine o doppie, il tutto per ridurre i costi di gestione. Per i correntisti, questa scomparsa degli sportelli fisici si traduce in meno scelta e nell’obbligo di prelevare agli sportelli bancomat di altre banche. L’impatto di questa desertificazione è lampante nei dati pubblicati da Bankitalia: c’è stato un rincaro sulle commissioni per i prelievi da altri ATM di ben 1,41 euro su base annua, mentre l’importo per i bonifici eseguiti online o con l’app è salito di 0,95 euro.

Una soluzione: il digitale

Il consolidamento del settore riduce la libertà di scelta sul territorio e, inevitabilmente, penalizza chi è ancora legato alla filiale vicino a casa, come le persone anziane. Per risparmiare, una mossa per difendersi dai rincari è passare al conto digitale. Un conto corrente online in media costa 30,6 euro all’anno e garantisce un risparmio di circa 70 euro rispetto a un conto tradizionale a sportello. Questa convenienza sta cambiando le abitudini di tutti, tanto che ormai anche il 76,3% di chi possiede un conto tradizionale preferisce fare le operazioni da computer o smartphone.

La questione penali

Questa enorme situazione di volatilità si ripercuote soprattutto su chi sta attraversando un periodo di difficoltà economica. La crescita dei colossi bancari porta con sé un aumento delle penali per i clienti, come dimostrato dalla crescita della Commissione di istruttoria veloce, una multa fissa che la banca applica ogni volta che il conto va in rosso o supera il fido. La penale è aumentata in media di 2,5 euro, passando da 13,7 a 16,2 euro per singolo sforamento. Chi finisce in questa trappola, inoltre, fa sempre più fatica a uscirne: i giorni medi passati con il conto in bilancio negativo sono letteralmente decollati, da 63,7 a 80,4 giorni nell’arco dell’anno.

Questa partita di risiko bancario tra Banco BPM e Intesa Sanpaolo per MPS continuerà ad accelerare la chiusura delle filiali storiche nelle città italiane. Per i risparmiatori il pericolo reale è che questa mancanza di concorrenza sul territorio si possa trasformare in una serie di rincari silenziosi sulle operazioni quotidiane.

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