
La crisi del GNL colpisce ancora l’Italia, il Qatar blocca 3 nuovi carichi
Non c’è ancora una data per il ritorno alla normalità nei flussi di gas naturale liquefatto (GNL) che dal Qatar viaggiano verso le coste italiane. Nelle ultime ore, il colosso statale QatarEnergy ha notificato a Edison una nuova proroga dello stato di “forza maggiore” e ha prorogato il blocco delle consegne fino alla fine di settembre 2026. La decisione comporta la cancellazione di ulteriori tre carichi di GNL destinati al terminale Adriatic LNG di Cavarzere, al largo delle coste venete, portando il totale dei navi-tanker mai salpate a quota ventiquattro dall’inizio dell’emergenza.
Le cifre
La mossa di Doha non rappresenta un fulmine a ciel sereno, ma il prolungamento di una crisi innescata ad aprile e legata a stretto filo all’instabilità geopolitica nel Medio Oriente, con la conseguente chiusura e insicurezza di alcune tra le rotte marittime più strategiche del pianeta, a partire dallo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i numeri in gioco iniziano a pesare per la sicurezza energetica nazionale, perché questo taglio temporaneo delle forniture incide su un volume complessivo stimato in circa 3 miliardi di metri cubi di gas naturale. Si tratta di una cifra imponente: equivale a quasi la metà della quota annuale, pari a 6,4 miliardi di metri cubi, prevista dallo storico contratto di lungo termine firmato nel 2009 tra la società energetica milanese e QatarEnergy, della durata complessiva di venticinque anni. Il rigassificatore Adriatic LNG, una delle infrastrutture chiave per la diversificazione degli approvvigionamenti italiani post-crisi russa, si trova così a dover rinunciare a un flusso costante su cui il Paese ha fatto affidamento per oltre un decennio.
Le rassicurazioni di Edison
Nonostante la dimensione del buco di forniture, da Edison arrivano rassicurazioni decise: l’impatto sugli utenti finali, sia industriali sia domestici, al momento è pari a zero. La società, attraverso un comunicato stampa, ha confermato di essere “pienamente in grado di onorare tutti gli impegni commerciali assunti con i propri clienti”. Per compensare il mancato arrivo delle navi qatarine, il gruppo energetico ha attivato un piano di emergenza sui mercati internazionali del gas. Al 28 luglio, Edison ha già provveduto a sostituire autonomamente 17 dei carichi bloccati, riattivando un volume di circa 1,6 miliardi di metri cubi di GNL tramite acquisti spot e contratti alternativi sul mercato globale. Un’operazione di coperture rapide che evita shock immediati all’offerta interna, ma che impone una gestione operativa complessa e soggetta alle fluttuazioni dei prezzi sui listini europei.
Lo stoccaggio per il prossimo inverno
Se nell’immediato la risposta di Edison e la flessibilità del sistema italiano permettono di scongiurare carenze, la proroga dello stop fino a inizio ottobre riaccende i riflettori sul quadro energetico in vista dell’autunno e del prossimo inverno. L’attenzione si sposta sul livello dei depositi di stoccaggio. Attualmente l’Italia si trova in una posizione di relativa forza, con una percentuale di riempimento dei propri depositi strategici che supera il 74%, nettamente al di sopra della media europea (ferma intorno al 55%) e della Germania, che fatica a superare la soglia del 50%. Tuttavia, la corsa per raggiungere la quota di sicurezza del 90% entro il tardo autunno potrebbe farsi più complessa e onerosa se la concorrenza tra Paesi europei ed asiatici per accaparrarsi le spedizioni di GNL disponibili dovesse intensificarsi, spingendo al rialzo i prezzi della materia prima nei mercati TTF.






