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G7, ultimo giorno a Evian fra intelligenza artificiale e nuova stretta su Mosca
© Imagoeconomica
17 Giugno 2026

G7, ultimo giorno a Evian fra intelligenza artificiale e nuova stretta su Mosca

Si chiude il vertice francese con un’intesa su più armi a Kiev e sanzioni rafforzate alla Russia. Nel pomeriggio il bilancio di Macron, mentre cresce l’attesa per un nuovo faccia a faccia Trump-Zelensky.

Il G7 di Évian-les-Bains si avvia oggi verso la conclusione con una giornata che intreccia economia globale, intelligenza artificiale e gli esiti delle trattative geopolitiche maturate nelle ultime ore. Dopo due giorni dedicati ai principali fronti di crisi internazionali, i leader delle sette maggiori economie mondiali hanno aperto la mattinata con una sessione di lavoro allargata ai Paesi partner, al Fondo monetario internazionale e all’Ocse, dedicata alle prospettive della crescita economica mondiale.

La giornata dell’intelligenza artificiale

Il momento più atteso resta il pranzo di lavoro che riunisce i leader del G7, i Paesi invitati e i vertici delle principali aziende tecnologiche. Al centro del confronto la diffusione dell’intelligenza artificiale in modo sicuro, rapido ed efficace, con un’attenzione particolare alla protezione dei minori online.

Più armi a Kiev e nuove sanzioni a Mosca

La notte ha portato il documento più atteso della tre giorni francese. Nella dichiarazione congiunta sulle questioni geopolitiche, i leader del G7 si sono detti uniti nel sostegno all’Ucraina nella difesa di libertà, sovranità e integrità territoriale, impegnandosi ad aumentare la fornitura di sistemi di difesa aerea, intercettori e capacità a lungo raggio. Annunciata anche una nuova stretta sulla Russia, con sanzioni rafforzate sui settori del petrolio e del gas, in un quadro che vede gli alleati occidentali provare a ricompattarsi dopo mesi di tensioni interne.

Resta apertissimo il capitolo dei contatti diretti tra Kiev e Washington. Dopo l’incontro di lavoro tra Trump e Zelensky della giornata precedente, non è escluso un nuovo faccia a faccia nelle prossime ore, mentre il presidente ucraino ha parlato di squadre tecniche al lavoro su più livelli durante tutto il summit.

Iran, Hormuz e gli altri dossier

Il vertice ha registrato un’apertura comune sull’accordo raggiunto da Washington con Teheran, accolto con favore dai leader del G7 come passo sotto la guida statunitense, con la disponibilità a contribuire alla sua attuazione. Sostegno condiviso anche all’iniziativa franco-britannica per la riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz, dove la tensione resta comunque alta nonostante l’intesa diplomatica. Spazio anche ai richiami alla denuclearizzazione della Corea del Nord, alla fine delle violenze in Cisgiordania e al sostegno per il disarmo di Hezbollah in Libano.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Nel tardo pomeriggio ci sono state le conferenze stampa dei protagonisti del vertice. Il presidente di casa, Emmanuel Macron ha prima elogiato l’accordo tra USA e Iran, poi si è concentrato sulla situazione in Ucraina: “Tutti hanno potuto constatare che l’Ucraina ha resistito molto meglio di quanti alcuni avrebbero potuto pensare, che la Russia si trova in una situazione difficile e tutti noi abbiamo affermato che aumenteremo il nostro sostegno all’Ucraina”. Macron ha parlato di sviluppo di meccanismi di collaborazione e ha anche detto che “non c’è una volontà seria della Russia di parlare di pace”.

Soddisfatto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “È stato un vertice significativo, ma voglio dirvi soprattutto che ho trovato un ottimo clima. Credo che chiaramente abbia influito positivamente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, per il quale chiaramente tutti quanti ci siamo congratulati col Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Però – ha concluso – è un fatto che abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata su tutti i temi che sono stati trattati”.

Verso la chiusura

Il vertice, il cinquantaduesimo della storia del G7, si chiude in un clima di relativo allineamento tra gli alleati occidentali, dopo settimane di incertezza sulla tenuta del fronte comune su Ucraina e dazi commerciali. Le conferenze del pomeriggio, a partire da quella di Macron, hanno chiarito i contorni definitivi degli impegni assunti, soprattutto dal punto di vista geopolitico.

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