
Il vertice di Donald Trump
Il summit della NATO in Turchia, ospitato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan nella capitale Ankara, prosegue con i tavoli di lavoro dedicati alla sicurezza internazionale e al conflitto tra Russia e Ucraina. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato un piano europeo congiunto da 70 miliardi di euro all’anno per il biennio 2026-2027 a sostegno di Kiev e, a margine dell’evento, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per confermare l’assistenza italiana, in particolare per la ricostruzione delle infrastrutture energetiche colpite. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha intanto anticipato che la dichiarazione finale del vertice definirà la Russia come una minaccia a lungo termine per l’intera Alleanza Atlantica.
L’attacco all’Iran
Le sessioni ufficiali sono state accompagnate dalle dichiarazioni alla stampa del presidente statunitense Donald Trump, che ha affrontato i temi caldi della difesa globale, i rapporti commerciali e la gestione delle basi militari nei Paesi membri, collegando i lavori del vertice con l’escalation in corso in Medio Oriente. Anche perché proprio nella notte appena passata le forze militari degli Stati Uniti hanno avviato massicci bombardamenti sul territorio dell’Iran all’interno dell’operazione denominata “Epic Fury”. Nel corso di un incontro con la stampa a fianco di Mark Rutte, Trump ha commentato lo sviluppo militare definendo il governo di Teheran “malato e bugiardo” e ha dichiarato formalmente concluso il cessate il fuoco. Il tycoon ha espresso insoddisfazione per il livello di supporto ricevuto dagli alleati europei nell’ambito di questa offensiva, come ampiamente dimostrato negli ultimi mesi con le dichiarazioni al vetriolo, soprattutto contro il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Critiche alla Meloni, ma anche un attestato di stima
In questo contesto, Trump ha espresso forti critiche verso l’Italia per la gestione e la concessione delle installazioni militari della penisola, rincarando la dose ad Ankara: “L’Italia è stata pessima con le sue basi”, in riferimento al mancato utilizzo delle strutture sul suolo italiano a Sigonella un paio di mesi fa. Sul piano dei rapporti politici con l’esecutivo di Roma, Trump ha comunque aggiunto una valutazione positiva sulla presidente del Consiglio, affermando che “la premier italiana mi piace”.
Gelo totale con la Spagna
L’attacco più duro però è stato indirizzato verso la Spagna. Trump ha accusato il governo di Madrid di essere un pessimo alleato sul piano militare e ha annunciato di aver dato ordine al segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, di interrompere i rapporti commerciali con gli spagnoli. La replica del presidente Pedro Sánchez è arrivata con una nota ufficiale in cui le affermazioni del leader della Casa Bianca vengono definite “la normalità” e in cui si ribadisce l’intenzione spagnola di mantenere eccellenti relazioni economiche e culturali con Washington.
Groenlandia: I want you!
Il presidente statunitense si è poi soffermato sul suo vecchio, ma manco troppo, pallino: la Groenlandia. Trump la brama per la sua posizione strategica e perché ricca di materiali utili alla transizione tecnologica e ha definito la questione “un grosso problema per gli USA”. Ha inoltre contestato la decisione storica di restituire l’isola alla Danimarca dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Cina, il tycoon stupisce
Una posizione differente è stata invece espressa nei confronti di Pechino. Trump ha lodato pubblicamente la Cina e si è definito un “grande fan del presidente Xi Jinping”. Il motivo del plauso risiede nella neutralità mostrata dal governo cinese nell’ambito della crisi in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno sottolineato positivamente il fatto che Pechino non sia entrata nel conflitto e non abbia inviato equipaggiamenti militari o armamenti a Teheran, pur importando circa il 50% del proprio fabbisogno petrolifero direttamente attraverso le rotte dello Stretto di Hormuz.





