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Rilanciata la cooperazione bilaterale tra Italia e Portogallo
© Imagoeconomica
21 Luglio 2026

Rilanciata la cooperazione bilaterale tra Italia e Portogallo

Dopo più di dieci anni ritorna in Italia un capo di governo portoghese. L’incontro, che si è svolto a Palazzo Chigi, ha lo scopo di rilanciare una cooperazione bilaterale storica e duratura su più fronti: difesa, cantieristica e marittimo.

Erano più di dieci anni che un primo ministro portoghese non veniva in visita in Italia e io voglio leggere questa occasione come un importante segnale della volontà comune di rilanciare la relazione tra le nostre nazioni” lo ha detto Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, dopo l’incontro con il premier portoghese Luís Montenegro, che si è svolto il 20 presso Palazzo Chigi. L’incontro ha lo scopo di rilanciare la cooperazione bilaterale in vari settori tra i due paesi.

Le specifiche

Il Portogallo ha scelto l’industria navale italiana per rilanciare la propria flotta militare. Lisbona, infatti, acquisterà tre fregate FREMM EVO (Fregate Europee Multi-Missione Evolution) prodotte da Fincantieri, per un investimento stimato compreso tra i 3 e i 3,9 miliardi di euro. Lo scopo è quello di rilanciare la cooperazione bilaterale a partire dalla difesa “uno dei settori nei quali certamente possiamo fare un salto di qualità è quello dell’industria della difesa”, ha dichiarato Meloni, definendo la scelta portoghese “un riconoscimento dell’eccellenza dell’industria italiana” e “la dimostrazione che l’Europa può rafforzare la sua autonomia investendo nelle capacità industriali e tecnologiche delle sue aziende”. Durante l’incontro i ministri degli Esteri dei due Paesi hanno firmato un documento che punta a rendere più stabile e strutturato il dialogo politico tra i governi, mentre i due premier hanno discusso anche di possibili collaborazioni in Africa e di un’estensione della cooperazione alla cantieristica civile e ai settori legati all’economia del mare.

Le nuove unità andranno a sostituire le tre fregate della classe Vasco da Gama attualmente in servizio nella Marina portoghese, costruite oltre trent’anni fa e ormai prossime al termine della loro vita operativa. La flotta lusitana comprende oggi cinque unità principali: Vasco da Gama, Álvares Cabral e Corte Real e due della classe Bartolomeu Dias.

Una cooperazione solida

Storicamente i rapporti fra Italia e Portogallo sono sempre stati solidi e duraturi. Entrambi i Paesi condividono una forte vocazione marittima, geostrategica ed economica. Già in epoca medievale e rinascimentale, mercanti e banchieri genovesi, fiorentini e veneziani ebbero un ruolo di rilievo nel finanziare e sostenere le esplorazioni portoghesi verso l’Africa e l’Asia. Nell’Ottocento e Novecento, i due paesi hanno vissuto percorsi paralleli: entrambi periferie geografiche dell’Europa industriale, entrambi segnati da lunghe fasi di instabilità politica e da esperienze autoritarie, fascismo e regime salazarista portoghese.  

La svolta arriva nel secondo dopoguerra con l’ingresso nella NATO e nella Comunità Economica Europea. Da allora i due paesi si sono trovati spesso nello stesso campo nei dibattiti europei, accumunati da economie di dimensioni medie, da un forte legame con il Mediterraneo allargato e da sfide simili in tema di debito pubblico e crescita economica. Nonostante quest’affinità storica, i rapporti politici e diplomatici sono rimasti piuttosto discreti: la visita del premier portoghese segna una svolta significativa, dopo più di dieci anni per la prima volta un capo di governo lusitano viene in visita in Italia. Montenegro ha sottolineato come le relazioni economiche tra Italia e Portogallo abbiano raggiunto “il valore più alto degli ultimi anni“, avvicinandosi ai dieci miliardi di euro di interscambio, e ha espresso l’auspicio di poter presto ricevere Meloni a Lisbona.

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