
La Germania accusa la Russia di guerra ibrida
Nella notte tra il 1° e il 2 settembre 2026, i rapporti tra la Russia e i Paesi membri dell’Unione europea e della NATO hanno registrato un forte e immediato inasprimento a seguito delle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal governo tedesco a Berlino. I ministri dell’Interno e degli Esteri, rispettivamente Alexander Dobrindt e Johann Wadephul, insieme al cancelliere Friedrich Merz, hanno attribuito direttamente a Mosca la responsabilità di un attacco sventato all’aeroporto di Lipsia-Halle. Tra il 4 e il 14 agosto, infatti, tre droni carichi di esplosivo sono stati individuati nell’area dello scalo nei pressi di velivoli cargo Antonov impiegati per i trasporti logistici verso l’Ucraina.
L’indagine tedesca
Attraverso gli accertamenti giudiziari e le analisi dei servizi di sicurezza tedeschi sono stati rilevati la configurazione tecnica dei vettori, i meccanismi di innesco e il tipo di sostanza esplosiva: tutti elementi ritenuti riconducibili a standard e modalità già adottati dall’intelligence del Cremlino. Dobrindt ha riferito che l’operazione è stata condotta da agenti di livello operativo attivi su mandato diretto di strutture statali russe e ha definito l’episodio un attacco ibrido coordinato, precisando che la Germania non si considera in guerra, ma rimane bersaglio di azioni ostili continue.
Le contromisure tedesche e la risposta russa
A seguito dell’indagine, la Germania ha disposto la chiusura immediata del consolato generale della Federazione Russa a Bonn, la chiusura del centro culturale Russisches Haus a Berlino Est, la convocazione dell’ambasciatore russo e l‘inasprimento dei controlli d’ingresso per i cittadini russi. Immediata la reazione di Mosca, con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova e il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev che hanno respinto le accuse e hanno definito la ricostruzione tedesca un pretesto privo di prove e un’invenzione motivata da posizioni antirusse, oltre a preannunciare contromisure nei confronti di Berlino.
I servizi di sicurezza e le autorità di polizia tedesche ed europee hanno collegato l’evento di Lipsia ad altri recenti incidenti registrati nei Paesi europei, tra cui l’incendio sviluppatosi presso uno stabilimento per la produzione di droni in Polonia, il rinvenimento di dispositivi esplosivi nei pressi di un impianto analogo situato in Slovacchia e le detonazioni che hanno danneggiato parzialmente una centralina elettrica in Brandeburgo, vicino alla centrale a carbone di Jänschwalde, a ridosso del confine polacco.
Condanne da NATO e UE
Sui fatti di Lipsia si sono espresse ufficialmente le istituzioni internazionali e gli alleati europei. Per la NATO, il segretario generale Mark Rutte ha espresso piena solidarietà alla Germania, confermando che l’Alleanza considera le azioni ibride contro i paesi membri come minacce alla sicurezza collettiva. Per l’Unione europea, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che gli attacchi non rimarranno senza risposta, preannunciando discussioni comunitarie sull’adozione di nuove sanzioni e sul rafforzamento della protezione delle infrastrutture critiche. Per l’Italia, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno confermato il pieno sostegno a Berlino, ribadendo che le azioni di contrasto ibrido dirette verso un Paese membro riguardano l’intera comunità alleata e richiedono una gestione unitaria della sicurezza.

