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Nucleare, AIEA: entro il 2060 la capacità globale potrebbe più che triplicare
Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’AIEA
© Imagoeconomica
18 Settembre 2026

Nucleare, AIEA: entro il 2060 la capacità globale potrebbe più che triplicare

I dati sul nucleare emersi dalla 70° conferenza generale dell’AIEA, che si è svolta a Vienna dal 14 al 18 settembre nelle conclusioni del direttore generale Grossi ha presentato le proiezioni nel lungo periodo.

Si conclude oggi a Vienna la 70° conferenza generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, che ha riunito ministri, alti funzionari e rappresentati dei 181 Stati membri per discutere delle opportunità e delle sfide del settore nucleare, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione internazionale per un utilizzo sicuro delle tecnologie nucleari. Guidata dal direttore generale, Rafael Mariano Grossi, l’AIEA ha fatto sapere che la capacità globale di energia nucleare potrebbe più che triplicare entro il 2060, complici i paesi che considerano questa fonte di energia una soluzione per soddisfare la crescente domanda dell’elettricità e una modalità per garantire la sicurezza energetica. Il direttore generale ha, poi, annunciato le nuove proiezioni contenute nella 46° relazione annuale “Stime sull’energia, l’elettricità e l’energia nucleare per il periodo fino al 2060”.

Proiezioni al rialzo

Questo è il sesto anno consecutivo che l’Agenzia vede al rialzo le sue proiezioni sull’espansione dell’energia nucleare. Le previsioni che, in precedenza, si riferivano al periodo fino al 2050 sono state estese fino al 2060 quest’anno. In particolare, il rapporto evidenzia che nel 2025 erano in funzione 413 reattori nucleari in tutto il mondo, che fornivano una capacità generativa di nucleare globale pari a 377,1 GW(e). Nello scenario più ottimistico, la capacità riesce a raggiungere i 1045 GW(e) entro il 2050, per aumentare a 1284 GW(e) entro il 2060. Ma viene proiettato anche uno scenario pessimistico in cui si prevede una crescita fino a 696 GW(e).

“Le proiezioni dell’AIEA mostrano il ruolo crescente dell’energia nucleare nel soddisfare il crescente fabbisogno mondiale di elettricità. Per realizzare questo potenziale, sarà essenziale investire in nuove capacità nucleari e nell’estensione della vita utile dei reattori”, ha affermato il Direttore Generale Grossi.

Anche sul fronte dell’energia ci sono delle novità: sebbene la produzione di quella nucleare sia aumentata dell’1,1% nel 2025, quella elettrica globale è cresciuta più rapidamente (del 2,7%). Questo perché la quota dell’energia nucleare nella produzione globale di energia elettrica è diminuita dall’8,7% del 2024 all’8,4% del 2025. Il motivo di questa diminuzione sta nel fatto che la produzione nucleare non ha tenuto il passo con la crescita globale della produzione di energia elettrica.

Gli Small Modular Reactor

Sono previste proiezioni al rialzo anche per il ruolo degli SMR, i reattori modulari di piccole dimensioni. Nello scenario più ottimistico, entro il 20260, il 28% di tutta la nuova capacità nucleare aggiunta proviene dagli SMR. Nello scenario al ribasso si raggiunge il 23%. Nel rapporto viene incluso anche la ripartizione della diffusione dei piccoli reattori modulari nelle diverse regioni e si prevede una forte adozione in Nord America.

Per quanto riguarda i reattori nucleari attualmente in funzione, il rapporto evidenzia che due terzi dei reattori sono in funzione da oltre 30 anni, mentre il 45% da oltre 40 anni. Nella proiezione più ottimistica, circa un terzo delle capacità del 2025 verrebbe dismessa entro il 2060, mentre nello scenario più pessimistico la percentuale scenderebbe quasi a due terzi. Alcune misure di compensazione sono già iniziate: 7 reattori con una capacità di 2,8 GW(e) sono stati dismessi nel 2025 e 3 nuovi reattori con capacità di 3,0 GW(e) sono stati collegati alla rete. Inoltre, sono iniziati i lavori di costruzione di 12 nuovi reattori che dovrebbero aggiungere una capacità complessiva di 14,3 GW(e).

Le critiche

Non sono mancate le accuse e le critiche da parte degli Stati che non hanno preso parte alla conferenza. In particolare il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran, Behrouz Kamalvandi, ha respinto la richiesta di Grossi di accedere ai siti nucleari iraniani danneggiati durante l’attacco congiunto USA-Israele, spiegando che “il nemico cerca di ottenere informazioni dai siti per alimentare le proprie aggressioni; in tali circostanze, proteggere le informazioni relative agli impianti nucleari è di fondamentale importanza”, aggiungendo anche “non nutriamo alcuna fiducia nel capo dell’AIEA, a meno che non decida di cambiare radicalmente il suo approccio. Egli si dedica a manovre politiche anziché a una condotta professionale, e le sue dichiarazioni sono di natura politica”.

Anche la Corea del Nord è tornata a parlare alla comunità internazionale, ribadendo che il proprio status di potenza di armi nucleari è assoluto e irreversibile. A scatenare questa reazione è stata proprio la Conferenza generale, dove i Paesi membri hanno sollecitato la denuclearizzazione di Pyongyang. Kim Yo Jong, sorella del supremo leader nordcoreano e direttrice del Dipartimento degli Affari Generali del partito dei lavoratori, ha deriso le richieste dell’AIEA definendole “solo rumore”, aggiungendo anche che “Per quanto disperatamente l’AIEA e l’Occidente si riuniscano per parlare di denuclearizzazione secondo uno scenario prestabilito, non avranno alcun effetto sulla volontà e sulla capacità della Corea del Nord di proteggere gli interessi supremi dello Stato”.

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