
Anas e la scommessa sui dati: un modello predittivo per anticipare il rischio sulle strade italiane
È durata una notte intera, tra le sale della biblioteca del Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza di Roma. La nona edizione di Stats under the Stars, la maratona scientifica organizzata da young-sis, la componente giovani della Società Italiana di Statistica, ha avuto quest’anno un protagonista inatteso nel mondo accademico: ANAS, la società del Gruppo FS che gestisce oltre 32mila chilometri di strade statali e autostrade in concessione.
L’hackathon scientifico SUS 2026 ha messo a confronto team universitari provenienti da tutta Italia su una sfida costruita con dati reali aggregati forniti dalla stessa ANAS: flussi di traffico, tassi di incidentalità sulle principali direttrici e contatti con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, utilizzati come indicatore dello stato percepito della rete da parte degli utenti. L’obiettivo non era descrivere ciò che è già accaduto, ma anticiparlo: sviluppare modelli statistici avanzati capaci di correlare queste informazioni, individuare criticità latenti e supportare decisioni più efficaci e fondate su evidenze oggettive.
I risultati sono stati presentati e premiati il giorno seguente durante il Joint Meeting SIS-FENStatS 2026, il congresso internazionale che ha riunito la 53esima Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica e il primo Convegno delle Società di Statistica Europee. Un palcoscenico di rilievo scientifico internazionale, scelto non a caso per sancire anche formalmente la nuova alleanza tra il gestore stradale e il mondo della ricerca.
I team premiati e la menzione speciale ad Anas
La giuria scientifica ha assegnato i riconoscimenti a quattro team universitari. Il premio per la Miglior Previsione è andato a “La fittata è fatta” dell’Università di Padova. “Bayesian Chainsaw” dell’Università degli Studi di Trieste si è aggiudicato il Premio Miglior Overall, mentre “StayimBRUTTIti” della Sapienza ha conquistato il Premio per il Miglior Report. Una Menzione Speciale ANAS è stata attribuita al team “RCS”, anch’esso della Sapienza.
Ma la novità più significativa della serata riguarda ANAS stessa. Nel corso del congresso, la SIS ha conferito all’azienda la menzione speciale “Pioneer in Data Culture”, motivata dall’aver valorizzato la cultura del dato come strumento di innovazione, integrando analisi, comunicazione strategica e attenzione alla reputazione aziendale nello sviluppo delle infrastrutture pubbliche. Il riconoscimento è stato ritirato dal direttore della Comunicazione di ANAS, Marco Ludovico.
Dati come risorsa strategica
Dietro l’iniziativa c’è una visione precisa su come debba evolvere la gestione di una rete stradale complessa come quella italiana. “Oggi i dati costituiscono una risorsa strategica per comprendere i fenomeni della mobilità e supportare decisioni tempestive e fondate su evidenze oggettive”, ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di ANAS La collaborazione con la SIS, ha aggiunto, “ci consente di valorizzare il patrimonio informativo di cui disponiamo e di sperimentare nuovi modelli predittivi capaci di anticipare criticità e individuare soluzioni innovative”.
Il punto non è banale. ANAS dispone di una mole di dati che, se adeguatamente analizzata, può trasformarsi in uno strumento di prevenzione attiva: sapere dove e quando il rischio di incidente è più elevato, quali tratte generano il maggior numero di segnalazioni da parte degli utenti, come i flussi di traffico si modificano al variare delle condizioni climatiche o delle stagioni, consente di allocare risorse, programmare interventi e comunicare con gli utenti in modo più efficace.
La sfida dell’hackathon ha testato esattamente questa capacità: quanto i modelli statistici avanzati riescono a trasformare dati eterogenei in previsioni affidabili? I risultati dei team universitari offrono una prima risposta sperimentale, che ANAS potrà ora approfondire nell’ambito del protocollo d’intesa con la SIS.
Un’alleanza strutturale con la ricerca
Il protocollo firmato tra ANAS e la Società Italiana di Statistica non si esaurisce nell’hackathon. L’accordo definisce una collaborazione continuativa orientata a tre obiettivi: rafforzare la cultura del dato all’interno dell’azienda, promuovere l’innovazione metodologica e sviluppare nuovi strumenti a supporto della sicurezza stradale e della gestione delle infrastrutture.
Si tratta di un modello che guarda a pratiche già consolidate in altri Paesi europei, dove i gestori delle reti infrastrutturali lavorano stabilmente con università e centri di ricerca per affinare i propri sistemi di monitoraggio e previsione. In Italia l’iniziativa assume un valore particolare in un momento in cui la messa in sicurezza del patrimonio stradale è tornata al centro del dibattito pubblico, tra i piani di manutenzione straordinaria avviati negli ultimi anni e le risorse del PNRR destinate alle infrastrutture.
L’obiettivo dichiarato da Gemme è trasformare conoscenza e innovazione in benefici concreti per i cittadini, contribuendo a una mobilità più sicura, efficiente e moderna. La strada, in questo caso, parte dai dati.




