
Cantieri nel Lazio: 41 morti negli ultimi 5 anni, l’allarme della Filca Cisl
Il settore delle costruzioni nel Lazio attraversa una fase di espansione senza precedenti, trainata dai grandi cantieri per le infrastrutture del futuro. Questa crescita però non sembra arrestare la scia di sangue che colpisce la manodopera regionale: dal 2003 a oggi, sono 255 gli operai che hanno perso la vita sul lavoro. I dati elaborati dalla Filca Cisl del Lazio non parlano di fatalità, ma di una situazione strutturale che non accenna a diminuire. Negli ultimi cinque anni si contano 41 infortuni mortali nei cantieri del territorio. La distribuzione provinciale evidenzia la criticità dell’area romana, ma il fenomeno colpisce duramente tutta la regione:
- Roma e provincia: 29 decessi negli ultimi 5 anni (153 dal 2003).
- Frosinone: 5 decessi (41 dal 2003).
- Latina: 3 decessi (37 dal 2003).
- Viterbo e Rieti: 2 decessi ciascuna negli ultimi 5 anni.
La causa principale resta la caduta dall’alto, responsabile di 19 morti, ovvero oltre il 46% dei casi. Seguono gli incidenti causati dall’essere colpiti da materiali, dal crollo di strutture e dal coinvolgimento di mezzi pesanti come gru e ruspe.
Il rischio degli over 60 e dei lavoratori stranieri
Un dato allarmante riguarda l’età delle vittime. 11 operai deceduti negli ultimi 5 anni (quasi il 27%) avevano oltre 60 anni, con lavoratori costretti sui ponteggi a pochi giorni dalla pensione. Parallelamente, emerge la fragilità dei lavoratori stranieri per i quali si rende necessario superare le barriere linguistiche nella formazione. Per Francesco Agostini, segretario generale Filca Cisl Lazio, la sicurezza deve smettere di essere un lusso o una voce di bilancio sacrificabile. Il sindacato ha presentato un’agenda in dieci punti per tutelare il lavoro nei cantieri:
- Rafforzamento del coordinamento: integrare l’attività di vigilanza tra ispettorati del lavoro, Asl e Casse Edili per superare la frammentarietà dei controlli.
- Estensione del Durc di congruità: rendere obbligatorio il documento in tutti gli appalti, pubblici e privati, per contrastare il dumping contrattuale.
- Aggiornamento formativo: revisionare i contenuti della formazione obbligatoria ogni tre anni per adeguarli a nuove tecnologie e normative.
- Meccanismi premiali: introdurre agevolazioni fiscali e punteggi aggiuntivi negli appalti per le imprese che superano gli standard minimi di sicurezza.
- Formazione economica: aumentare le ore di formazione obbligatoria e prevedere rimborsi per chi sceglie percorsi di aggiornamento volontari.
- Orientamento per i giovani: creare filiere negli ITS per legare il settore delle costruzioni all’innovazione digitale e alla sicurezza.
- Monitoraggio permanente: istituire tavoli tecnici per verificare l’attuazione reale dei protocolli siglati, oltre la semplice firma.
- Clausole non negoziabili: garantire il rispetto del Durc di congruità come condizione vincolante per l’accesso a tutti i cantieri pubblici regionali.
- Integrazione linguistica: lanciare campagne di comunicazione mirate ai lavoratori stranieri per abbattere le barriere nella comprensione delle norme.
- Incentivi tecnologici: prevedere sgravi fiscali specifici per le aziende che investono in nuove tecnologie applicate alla sicurezza sul lavoro.
In un Lazio che corre per costruire le infrastrutture di domani, la qualità del lavoro e la protezione della vita umana devono restare i pilastri invalicabili di una civiltà matura.




