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Falsi allarmi bomba e frigoriferi hackerati, l’Europa scopre la fragilità dei suoi sistemi
5 Novembre 2026

Falsi allarmi bomba e frigoriferi hackerati, l’Europa scopre la fragilità dei suoi sistemi

Almeno quindici voli europei dirottati o scortati dai caccia in un solo giorno per minacce false, alcune arrivate con mail in italiano. Gli investigatori ipotizzano un coordinamento europeo, mentre due gruppi filorussi rivendicano gli attacchi ai frigoriferi dei supermercati.

Giovedì 5 novembre, per la seconda volta in tre giorni, i cieli europei sono stati attraversati da un’ondata di falsi allarmi bomba. Un volo Aer Lingus partito da Dublino e diretto a Roma è stato dirottato sulla base militare francese di Évreux sotto la scorta dei caccia, un Finnair da Helsinki è atterrato a Fiumicino accompagnato dagli Eurofighter dell’Aeronautica militare, un Wizz Air partito da Malpensa per Varsavia è stato fatto atterrare a Vienna, e altri aerei sono stati controllati a Malpensa, Bruxelles, Sofia, Plovdiv e Praga. Tutte le verifiche degli artificieri hanno dato esito negativo. Già martedì 3 novembre almeno sette voli, tra cui due Ryanair diretti a Fiumicino da Lisbona e Dublino, avevano subito minacce analoghe e, lo stesso giorno, una nave da crociera era stata evacuata per precauzione nel porto greco di Syros. Inoltre, tra il primo e il 2 novembre, i sistemi di refrigerazione di oltre cento supermercati in diversi Paesi europei, Italia compresa, sono stati manomessi da attacchi informatici che hanno fatto salire la temperatura dei frigoriferi. Per i falsi allarmi gli inquirenti ipotizzano un coordinamento a livello europeo, per i frigoriferi è arrivata la rivendicazione di due gruppi filorussi, ma un legame tra le due vicende al momento non è dimostrato.

La mail in italiano e i “combattenti dello Stato Maschile”

Per i voli diretti a Roma l’allarme è partito all’alba di giovedì da una mail anonima in italiano, con oggetto “segnalazione minaccia”, arrivata ad Aeroporti di Roma e ad altre società dello scalo di Fiumicino. Il testo, in un italiano approssimativo che secondo alcuni potrebbe essere frutto di una traduzione automatica, indicava i due voli da Helsinki e da Dublino e annunciava che “sui seguenti voli sono stati piazzati degli ordigni esplosivi”. La chiusura era “Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso”, con la firma dei “combattenti dello Stato Maschile”. Una mail anonima, sempre in italiano, era arrivata anche a un ufficio di Malpensa, con l’indicazione precisa dei voli, della compagnia, dell’origine e dell’orario di atterraggio. A Fiumicino il volo Finnair con 144 passeggeri e sette membri dell’equipaggio è atterrato intorno alle 9.30 sotto scorta, mentre l’Aer Lingus con 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio ha invertito la rotta ed è atterrato in Francia, dove l’ufficio del primo ministro Sébastien Lecornu ha fatto sapere che i passeggeri erano stati messi in sicurezza. Negli altri Paesi le minacce sono arrivate per canali diversi, via mail ai ministeri o, nel caso bulgaro, attraverso segnalazioni giunte ai piloti dalle compagnie. In Bulgaria si sono alzati due MiG-29, in Ungheria un Gripen, in Italia e in Francia i caccia delle rispettive aeronautiche. La polizia ceca ha definito “bassa” la credibilità delle minacce, aggiungendo però di non sottovalutarle.

I frigoriferi dei supermercati sotto attacco

Nella notte tra il primo e il 2 novembre i sistemi di controllo della temperatura di oltre cento supermercati sono stati manomessi in Belgio, Lussemburgo, Svezia, Irlanda ed Estonia, con catene come Carrefour, Delhaize, Ica, Coop e SuperValu, e attacchi sono stati segnalati anche in Finlandia e in decine di aziende alimentari dei Paesi Bassi. In alcuni casi i congelatori sono stati portati fino a 50 gradi, costringendo a buttare tonnellate di merce. In Italia gli attacchi hanno colpito punti vendita in Sicilia, tra Palermo, Catania e Ragusa. Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, ha confermato almeno quattro supermercati colpiti, spiegando che “L’attacco è avvenuto alle quattro del mattino”, mentre secondo altre fonti della grande distribuzione i negozi sarebbero una dozzina. All’Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono arrivate segnalazioni anche da un’azienda di ristorazione collettiva in Toscana e da un produttore di surgelati in Emilia-Romagna.

Secondo il direttore generale dell’ACN Andrea Quacivi, ascoltato dalla commissione d’inchiesta sul sistema bancario, gli attacchi sono stati facilitati dal fatto che i frigoriferi hanno “software non aggiornati o non più aggiornabili perché fuori mercato, e che presentano così delle vulnerabilità intrinseche“, oltre che dalla pratica di gestirli da remoto. Mercoledì è comparsa sui social una rivendicazione in video da parte di due gruppi filorussi. “La rivendicazione va registrata”, ha commentato il direttore del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica Ivano Gabrielli, secondo cui è “in linea con quello che viene di solito fatto” da gruppi di questo tipo, anche se resta “la possibilità che si siano intestati un attacco di quel tipo” senza averlo condotto. “Ora sono in corso tutti gli approfondimenti complessi che attacchi come questo determinano”, ha aggiunto.

Le indagini e le reazioni

Sui falsi allarmi indagano la Polizia di frontiera aerea e la Polizia postale, che nelle prossime ore trasmetteranno le prime informative alle procure competenti. Gli inquirenti ipotizzano un coordinamento a livello europeo e hanno attivato i canali di cooperazione internazionale per individuare i server da cui sono transitate le mail e risalire agli indirizzi IP dei responsabili. Secondo quanto ricostruito finora, i messaggi sarebbero partiti da caselle compromesse o da servizi di posta che garantiscono l’anonimato, come Proton Mail. Non si escluderebbe inoltre un collegamento con mail precedenti che annunciavano esplosivi su altri voli e in circa 280 scuole italiane, costrette nei giorni scorsi a evacuazioni. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, secondo una nota del MIT, “segue con particolare attenzione la questione legata ai ripetuti allarmi bomba” ed è in contatto con ENAC per i voli che atterrano in Italia e con ENAV per quelli che sorvolano il Paese. Dalle compagnie arrivano segnali di preoccupazione e l’amministratore delegato di Air France-Klm Ben Smith ha detto di non ricordare “un simile livello di coordinamento”, mentre Finnair si è limitata a osservare che “Purtroppo il traffico aereo è talvolta oggetto di minacce”. La vicedirettrice dell’ACN, Nunzia Ciardi, ha avvertito che in una fase di tensioni internazionali e di guerra ibrida “tutte le infrastrutture critiche, intese nella loro accezione più ampia e non soltanto come quelle che erogano servizi essenziali, penso ai supermercati, possono diventare bersaglio di attacchi che non solo spaventano, ma anche destabilizzano un Paese”, e ha chiesto un’alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini perché “Una parte della cybersicurezza ricade su ciascuno di noi”.

Le ipotesi, tra emulazione e guerra ibrida

Per i falsi allarmi nessuna autorità ha ancora indicato un responsabile e le ipotesi sul tavolo sono diverse: la prima è l’emulazione, perché una singola minaccia può scatenare una catena di imitazioni; la seconda è un individuo o un gruppo che moltiplica le minacce; la terza sono operazioni di guerra ibrida condotte da attori statali o da loro sostenitori. La firma dei “combattenti dello Stato Maschile” potrebbe indicare una matrice ideologica misogina, ma potrebbe anche essere un depistaggio, e il fatto che il testo sembri tradotto automaticamente lascia aperta la possibilità che l’autore non sia italiano. Alcuni elementi suggeriscono comunque una certa organizzazione, come l’invio quasi simultaneo delle minacce in più Paesi, l’uso di caselle compromesse o anonime e la conoscenza precisa di voli e orari, informazioni peraltro facilmente reperibili online. Sono gli stessi elementi che hanno spinto gli inquirenti a ipotizzare un coordinamento europeo. Per gli attacchi ai frigoriferi la rivendicazione filorussa sposta l’attenzione verso Mosca ma, come ricordato dalla Polizia postale, potrebbe anche trattarsi di gruppi che si attribuiscono operazioni compiute da altri e non c’è alcuna prova di un collegamento con i falsi allarmi. La coincidenza temporale si inserisce in un quadro che le autorità europee osservano da mesi, fatto di sorvoli di droni, sabotaggi e attacchi informatici a infrastrutture civili, che Berlino ha attribuito a Mosca per l’attacco con droni fallito all’aeroporto di Lipsia ad agosto e su cui il ministro della Difesa Guido Crosetto insiste da tempo parlando di guerra ibrida condotta da Russia e Iran. Se questa lettura fosse confermata, l’obiettivo non sarebbe tanto causare danni materiali quanto dimostrare la vulnerabilità dei sistemi europei, costringere i governi a mobilitare risorse e alimentare un clima di insicurezza a costi bassissimi per chi attacca.

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