
Il traffico costa 15 miliardi all’anno alle città italiane
Mobilità sostenibile, accessibile e intelligente. Attorno a questi tre aggettivi si è sviluppato un confronto che ha messo insieme accademia, istituzioni, imprese e operatori del settore sul tema del trasporto urbano. Il panel, moderato da Vittorio Ferla, si è aperto con l’intervento di Ennio Cascetta, docente del Massachusetts Institute of Technology e presidente del Cluster Tecnologico Trasporti, secondo cui la mobilità è l’infrastruttura che determina la capacità delle città di trasformare la densità in valore economico e benessere. Cascetta ha richiamato il divario tra le città italiane e quelle europee: a Roma circolano circa 70 automobili ogni 100 abitanti, a Napoli 65, a Milano 60, contro 40 a Madrid, 35 a Parigi e 30 a Berlino. Un dato che riflette decenni di investimenti sbilanciati e un modello urbano centrato sull’auto privata. Solo tra possesso e congestione, ha ricordato, si perdono circa 15 miliardi di euro l’anno nelle grandi aree metropolitane italiane.
Ferro, dati e inclusione sociale
Manolo Cipolla, presidente di Cotral e consigliere di amministrazione di RFI, ha richiamato il ruolo strategico del trasporto ferroviario regionale nel Lazio, ricordando come il rilancio delle linee esistenti rappresenti una condizione essenziale per decongestionare le arterie urbane e metropolitane.
Manuela Morgante, consigliera del Consiglio di amministrazione di Seri Industrial, ha posto l’accento sul ritardo italiano nell’elettrificazione del trasporto pubblico rispetto agli obiettivi europei, citando il caso della Cina, che ha trasformato il proprio mercato degli autobus elettrici in pochi anni. Morgante ha richiamato anche i rischi legati alla dipendenza tecnologica e alla gestione dei dati dei veicoli connessi, sottolineando la funzione sociale del trasporto pubblico come leva di inclusione, soprattutto per le donne.
Il sistema delle gare e la trasparenza dei costi
Un intervento critico è arrivato da Marco Ponti, responsabile di Bridges Research Onlus e già ordinario di Economia al Politecnico di Milano, che si è concentrato su uno dei nodi più controversi del trasporto pubblico locale, quello delle gare per l’affidamento dei servizi, che secondo Ponti spesso non si fanno oppure si fanno solo in modo formale, con rinnovi tramite proroghe o affidamenti diretti che riducono al minimo la competizione tra operatori. Ponti ha quindi richiamato il tema della trasparenza dei costi, sottolineando che spesso il cittadino non ha percezione del reale livello di sussidio pubblico necessario a mantenere il servizio.
Mobilità condivisa e governance del sistema
Marco Costa, mobility sales e parking manager di Enilive, ha descritto l’evoluzione del servizio Enjoy, attivo tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze, passato da un sistema free floating a una piattaforma integrata con stazioni di servizio, aeroporti e stazioni ferroviarie, con l’obiettivo di offrire un servizio digitale operativo 24 ore su 24 e integrato con il trasporto pubblico locale.
Gianluca Severi ha riportato il focus sulla digitalizzazione, sottolineando che il problema non è la tecnologia, già disponibile, ma la capacità delle amministrazioni di trasformare i dati in servizi per i cittadini. In chiusura, Claudio Cipollini ha riportato il dibattito sulla governance del sistema, evidenziando come senza un’integrazione reale tra Comune, Regione e operatori ferroviari la mobilità non possa funzionare in modo efficace, e ha richiamato il potenziale delle infrastrutture esistenti, che con sistemi avanzati come l’ERTMS potrebbero trasformarsi in una rete metropolitana diffusa.




