
Ottanta anni di ANCE, l’edilizia rivendica il ruolo di motore dell’economia italiana
Si sono celebrati ieri a Roma gli ottant’anni dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, fondata nel 1946 e da allora rappresentante storico del comparto delle costruzioni italiano. L’anniversario è stato accompagnato da un videomessaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato il peso del settore nell’economia nazionale e il contributo dei costruttori alle trasformazioni del paese negli ultimi otto decenni. “Auguri per i vostri primi ottant’anni nei quali avete accompagnato le profonde trasformazioni dell’Italia”, ha detto la premier, ricordando che l’edilizia e le costruzioni generano oggi il dodici per cento del Prodotto interno lordo, configurandosi come uno dei principali motori della crescita economica del paese. Meloni ha riconosciuto il ruolo cruciale di ANCE nella fase di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, definendo determinante il contributo dell’associazione per rispettare le ultime scadenze del PNRR, oltre al sostegno fornito allo sviluppo infrastrutturale e all’occupazione del settore negli ultimi anni.
Le risorse del Piano Casa
Al centro delle celebrazioni si è inserito anche il confronto sul nuovo Piano Casa, presentato come una delle priorità più urgenti per il comparto. Secondo le stime di ANCE, le risorse complessive attivabili per affrontare l’emergenza abitativa potrebbero arrivare a circa dieci miliardi di euro entro il 2034, combinando 7,3 miliardi di fondi nazionali e 3,3 miliardi provenienti dai fondi europei della politica di coesione. Solo nel 2027, secondo le previsioni dell’associazione, le risorse attivabili si attesterebbero già attorno a un miliardo di euro. “È un piano tanto atteso, un’emergenza di cui eravamo consapevoli, ne parliamo da anni e per fortuna se ne sono accorti sia l’Europa che il Paese”, ha dichiarato la presidente di ANCE Federica Brancaccio in conferenza stampa, sottolineando però la centralità dei tempi di attuazione. “L’emergenza è tale che le risposte devono essere veloci, se non si parte non si arriva mai a conclusione”. Brancaccio ha inoltre chiesto al governo di fissare scadenze precise anche sul fronte della governance, segnalando la necessità dei decreti attuativi nonostante la nomina di un commissario, e ha invitato a non saltare la fase delle gare pubbliche nonostante le numerose deroghe previste dal provvedimento.
La richiesta di flessibilità territoriale
La presidente di ANCE ha citato anche l’ipotesi di un’accelerazione della cassa attraverso un mutuo con un’istituzione finanziaria, che permetterebbe di rendere disponibile già nel 2027 più di un miliardo di euro. Tra i dati più incoraggianti diffusi dall’associazione figura la possibilità che acquisto e affitto diventino accessibili per il venti per cento delle famiglie italiane, anche se Brancaccio ha avvertito che gli interventi risultano concretamente realizzabili solo in alcune aree del Paese, in ragione delle forti differenze del mercato immobiliare libero tra territorio e territorio.
Per questo motivo, secondo ANCE, le percentuali attualmente previste dal Piano Casa per gli investimenti privati, settanta per cento da destinare all’edilizia convenzionata e il restante trenta per cento al mercato libero, dovrebbero essere rese più flessibili in base alla fattibilità economica dell’intervento, sia per gli investitori che per acquirenti e affittuari. Brancaccio ha proposto di affidare un ruolo più attivo agli enti territoriali, che conoscono meglio le esigenze dei propri territori e potrebbero valutare l’opportunità di concedere agevolazioni differenziate. “Serve un approccio più flessibile per garantire interventi sostenibili per imprese e famiglie su tutto il territorio”, ha concluso la presidente di ANCE.





