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Saipem favorita per il maxi-contratto offshore del giacimento Dorra, in gioco oltre 10 miliardi
© Imagoeconomica
3 Giugno 2026

Saipem favorita per il maxi-contratto offshore del giacimento Dorra, in gioco oltre 10 miliardi

Il consorzio formato da Saipem e dall’indiana Larsen & Toubro sarebbe in pole position per aggiudicarsi due pacchetti EPC, uno offshore e uno onshore, relativi allo sviluppo del giacimento di gas Dorra, situato al confine tra Arabia Saudita e Kuwait. Il valore complessivo dei lavori è stimato intorno ai 10 miliardi di dollari.

Per Saipem, la multinazionale italiana leader nell’ingegneria e nella costruzione di progetti nei settori dell’energia e delle infrastrutture, c’è la potenzialità di un nuovo contratto in Medio Oriente. Secondo UpstreamOnline, il consorzio composto dall’indiana Larsen & Toubro (L&T) e Saipem sarebbe il favorito per due pacchetti Epc (Engineering, Procurement, Construction) offshore e onshore relativi al giacimento di gas Dorra, che attualmente è sviluppato da Arabia Saudita e Kuwait. I due pacchetti includono diverse strutture offshore, gasdotti marini e più di 50 mila tonnellate di attività di fabbricazione, per un valore complessivo di circa 10 miliardi di dollari.

Le tensioni in Medio Oriente

Gli analisti di Banca Akros sottolineano come l’operatore del campo non abbia ancora preso una decisione finale, a causa delle incertezze sullo sviluppo del conflitto mediorientale, amplificate dalla nuova escalation in corso e dall’avanzamento di Israele in Libano, che sta aumentando la tensione regionale. “Il contratto in questione potrebbe essere di grande valore, ma la decisione finale non è ancora stata presa e il conflitto in corso introduce incertezza sullo sviluppo di questo progetto”, spiegano gli esperti della banca d’affari.

La disputa sul giacimento

La quota di competenza di Saipem nel consorzio L&T non è ancora nota. Il giacimento si trova nella zona di confine marittima contesa tra Arabia Saudita e Kuwait, ma a complicare il quadro c’è la disputa con l’Iran, che ne rivendica i diritti. La disputa risale agli anni ’60 e riguarda la sovrapposizione di concessioni nella zona di confine marittima contesa tra Iran e Kuwait, ricca di gas naturale. A oggi non è chiaro in quale misura questa rivendicazione pesi concretamente sull’iter decisionale e sui tempi di sviluppo del progetto, né è stata indicata una tempistica attesa per la decisione finale.

Il ruolo cruciale dell’azienda italiana

In questo scenario Saipem gioca un ruolo rilevante in una partita ancora aperta. L’eventuale aggiudicazione dei pacchetti 2A e 2B aggiungerebbe un capitolo significativo a un portafoglio ordini già da record (il backlog nel primo trimestre 2026 valeva 29,7 miliardi di euro), consolidando la presenza strutturale nel Golfo che, come stanno dimostrando i numeri di questo 2026, rappresenta il motore della crescita del gruppo. La decisione finale sarà un test importante non solo per Saipem, ma per tutta l’industria dei servizi energetici offshore.

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