
Carburante, autisti introvabili e flotte da rinnovare. Verona (AN.BTI) racconta la crisi del bus turistico italiano
AN.BTI, Associazione Nazionale Bus Turistici Italiani aderente a Confcommercio, rappresenta le imprese di trasporto su gomma a vocazione turistica: un comparto che muove ogni anno oltre 150 milioni di passeggeri tra studenti, pellegrini, turisti italiani e stranieri, e che collega territori e borghi spesso irraggiungibili con altri mezzi. Un settore che si considera parte integrante della filiera turistica nazionale, ma che continua a restare escluso dagli strumenti di sostegno riservati agli altri segmenti del trasporto su strada. Lo abbiamo chiesto al suo presidente, Riccardo Verona.
Presidente Verona, il caro carburante continua a rappresentare una delle emergenze principali per il settore dei bus turistici. Qual è oggi la situazione reale delle aziende?
La situazione è estremamente complessa e rischia di diventare strutturale. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un aumento continuo del costo del gasolio, con punte che in alcune aree del Paese hanno superato anche i 2,7 euro al litro al servito. Per un’impresa che vive di mobilità e percorre migliaia di chilometri ogni settimana, questo significa vedere erosi i margini operativi fino quasi ad azzerarli. Il problema è aggravato dal fatto che molte commesse vengono contrattualizzate mesi prima: scuole, pellegrinaggi, tour internazionali, eventi. I costi però cambiano improvvisamente e le aziende si trovano a lavorare in perdita. Come AN.BTI – Confcommercio chiediamo da tempo misure compensative e soprattutto l’accesso all’accisa agevolata, perché oggi siamo l’unica categoria del trasporto su strada esclusa da questo strumento.
Lei ha parlato più volte di “discriminazione” nei confronti del comparto dei bus turistici. Perché?
Perché il nostro comparto viene troppo spesso dimenticato pur svolgendo un servizio essenziale per il turismo italiano, per la mobilità collettiva e anche per il sociale. Trasportiamo oltre 150 milioni di passeggeri ogni anno, studenti, anziani, turisti italiani e stranieri, gruppi religiosi, persone con disabilità. Eppure, quando si parla di sostegni o di misure emergenziali, i bus turistici restano esclusi. Sempre. È una disparità evidente rispetto agli altri segmenti del trasporto su strada che invece beneficiano di agevolazioni fiscali e strumenti di tutela. Noi non chiediamo privilegi, chiediamo semplicemente pari dignità e condizioni che consentano alle imprese di sopravvivere e continuare a investire.
Quanto incidono le tensioni internazionali e i conflitti geopolitici sulla crisi del carburante?
Incidono enormemente. Ogni crisi internazionale produce effetti immediati sui costi energetici e quindi sul nostro lavoro. Le tensioni in Medio Oriente e i conflitti in corso nelle altre aree del mondo hanno provocato nuove impennate petrolifere che si riflettono direttamente sul prezzo del gasolio. Il problema è che il turismo ha bisogno di stabilità e programmazione, mentre oggi le imprese si trovano a fare preventivi in un contesto di assoluta incertezza. Questo genera paura anche nei clienti, che rinviano viaggi o cancellano prenotazioni. Il rischio è che il caro carburante finisca per rallentare non solo il settore dei bus turistici ma l’intera filiera turistica italiana.
Un altro tema centrale è la drammatica carenza di autisti. Quanto è grave oggi questa emergenza?
È una delle emergenze più gravi che il settore abbia mai affrontato. In Italia mancano migliaia di conducenti e nel comparto turistico la stima supera le 7.500 unità. Questo significa servizi che non riescono a partire, aziende costrette a rinunciare a commesse e una crescente difficoltà nel garantire continuità operativa. È un problema che riguarda tutto il sistema europeo della mobilità collettiva e che rischia di peggiorare con i pensionamenti dei prossimi anni.
Il 18 giugno AN.BTI – Confcommercio promuoverà alla Camera dei Deputati l’evento “Senza autisti, senza viaggio”. Che messaggio volete lanciare?
Vogliamo lanciare un messaggio molto chiaro: senza autisti si ferma il turismo, si ferma la mobilità e si ferma una parte importante dell’economia italiana. L’evento del 18 giugno alla Sala Stampa della Camera dei Deputati nasce proprio per accendere i riflettori su una professione che deve tornare attrattiva. Ringraziamo l’Onorevole Chiara Tenerini, che sostiene l’iniziativa e che ha dimostrato grande sensibilità e vicinanza ai problemi del comparto. Occorre intervenire su formazione, costi delle patenti, accesso dei giovani alla professione e valorizzazione del ruolo dell’autista, che oggi è un professionista altamente qualificato e non soltanto “chi guida un mezzo”. In quell’occasione ci faremo promotori di alcune proposte volte, in ottica turistica, a rendere più attrattiva la professione di autista nel nostro comparto.
Sul rinnovo del parco mezzi denunciate da tempo l’assenza di incentivi adeguati. Qual è la situazione?
Le aziende italiane dei bus turistici hanno sempre investito in qualità, sicurezza e sostenibilità. Tuttavia, oggi il rinnovo del parco mezzi è diventato estremamente difficile. Un autobus di ultima generazione (Euro 6 ad emissioni zero) ha costi elevatissimi e senza strumenti di sostegno molte imprese non riescono a programmare nuovi acquisti. Il rischio è rallentare la transizione verso mezzi perfettamente performanti, sicuri e sostenibili proprio nel momento in cui l’Europa chiede di allinearci. Non si può pretendere innovazione senza creare le condizioni economiche per realizzarla. Sull’elettrico ci siamo espressi con chiarezza: non esiste un motore elettrico per i nostri viaggi di lunga o lunghissima percorrenza, non ci sono infrastrutture, ad oggi e almeno nel breve-medio termine è un’utopia. Non scherziamo.
Quali interventi chiedete concretamente al Governo per sostenere il rinnovo delle flotte?
Chiediamo una strategia pluriennale di sostegno e non misure occasionali. Servono incentivi stabili per l’acquisto di autobus Euro 6 step E, agevolazioni fiscali, accisa ridotta come tutti i nostri “cugini” del trasporto nazionali ed Europeri, accesso facilitato al credito e strumenti che aiutino le PMI a sostenere investimenti milionari. Inoltre, bisogna evitare che il settore turistico venga escluso dai piani dedicati al trasporto sostenibile. I bus turistici rappresentano una forma di mobilità collettiva efficiente, riducono traffico ed emissioni e meritano attenzione al pari del trasporto pubblico locale.
Se potesse scegliere un solo provvedimento nel quale essere ascoltato, cosa chiederebbe?
Chiederei di garantire dignità e rispetto per gli imprenditori che dedicano la vita a questa categoria e per farlo, a mio avviso, l’unico modo sarebbe quello di essere compresi formalmente e ufficialmente a tutti gli effetti nel Settore del Turismo. Le nostre aziende hanno tutte le caratteristiche e le difficoltà tipiche di questo settore e devono poter beneficiare anche di tutto il supporto che gli altri comparti del Turismo anno. Penso alla tassazione dei lavoratori, alla gestione delle mance, ai riconoscimenti in ambito di orari e molto altro.
AN.BTI – Confcommercio insiste molto sul valore strategico del turismo su gomma. Ci spieghi, perché il bus turistico è cosi centrale nella mobilità italiana?
Perché il bus turistico è il mezzo che collega territori, borghi, città d’arte e destinazioni che spesso non sono raggiungibili con altre modalità di trasporto. È una forma di mobilità sostenibile, flessibile e inclusiva. Il turismo su gomma permette di distribuire flussi turistici anche nelle aree interne e sostiene concretamente l’economia locale. Inoltre, un autobus pieno significa decine di automobili in meno sulle strade, meno traffico e meno emissioni. Il bus turistico è parte integrante della mobilità del futuro.
Presidente Verona, quale messaggio vuole lanciare oggi alle Istituzioni e all’opinione pubblica?
“Bisogna fare tutto il possibile. E a volte il possibile lo facciamo già tutti i giorni” è una celebre frase di Giovanni Falcone. Ecco dobbiamo tutti fare tutto il possibile. Se tutti lo faranno, noi in primis, le Istituzioni e tutti gli attori coinvolti, non avremo nulla da rimproverarci e soprattutto la situazione migliorerà per tutti. Il nostro comparto non chiede assistenzialismo, ma attenzione, rispetto e politiche industriali serie. Dietro ogni autobus turistico ci sono famiglie, lavoratori, imprese e territori. Siamo un anello essenziale del turismo italiano, uno dei motori economici del Paese. Se si vuole davvero sostenere il turismo, bisogna sostenere anche chi garantisce la mobilità dei turisti. Le aziende hanno dimostrato resilienza straordinaria dopo pandemia, crisi energetiche e instabilità internazionale. Ora però servono risposte concrete e immediate per non disperdere un patrimonio imprenditoriale costruito in decenni di lavoro.




