
Fiumicino, sindaco Baccini: “Il comune è davanti a una fase storica irripetibile”
Fiumicino si conferma un comune di vitale importanza per il mondo infrastrutturale italiano. Un vero e proprio epicentro delle grandi opere, dove il mare e il cielo si incontrano in una trasformazione urbanistica ed economica senza precedenti. La città guidata dal sindaco Mario Baccini, intervistato in esclusiva da PPN ADI Agenzia delle Infrastrutture, si trova al centro di una rivoluzione: dall’ampliamento dell’aeroporto internazionale, al porto. Una sfida che unisce miliardi di investimenti privati alla necessità di garantire viabilità, compensazioni e sostenibilità ambientale per i residenti.
Fiumicino si trova al centro di tre grandi cantieri contemporaneamente: l’ampliamento dell’aeroporto, il porto commerciale e quello crocieristico-turistico. Come si governa una città che sta cambiando a questa velocità senza perdere il controllo del territorio?
“Fiumicino sta vivendo una fase storica senza precedenti. L’ampliamento dell’aeroporto, il porto commerciale e il nuovo porto crocieristico-turistico rappresentano tre infrastrutture strategiche di rilevanza nazionale e internazionale che avranno un impatto significativo sul nostro territorio. La sfida più grande è governare questo cambiamento senza subirlo. Il nostro compito non è inseguire lo sviluppo, ma guidarlo con una visione chiara. Crescita economica e tutela del territorio devono procedere insieme. Per questo stiamo lavorando affinché ogni trasformazione sia accompagnata dal potenziamento dei servizi, delle infrastrutture, della mobilità, della sicurezza e dalla salvaguardia dell’identità delle nostre località.
Una città che cresce a questa velocità ha bisogno di programmazione, di una pianificazione urbanistica moderna e di una forte capacità di dialogo con tutte le istituzioni coinvolte. Stiamo costruendo una rete di relazioni con Regione Lazio, Governo e soggetti attuatori, perché Fiumicino non sia semplicemente il luogo in cui si realizzano grandi opere, ma diventi protagonista del proprio futuro. Parallelamente, stiamo portando avanti un importante lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio pubblico, di riqualificazione delle periferie, di efficientamento delle scuole, di messa in sicurezza della viabilità e di restituzione ai cittadini di aree e beni strategici. Perché una città non si misura soltanto dalla grandezza delle opere che ospita, ma dalla qualità della vita che riesce a garantire ai propri cittadini.”
Il Piano di sviluppo ADR prevede 9 miliardi di investimenti privati e un ampliamento che tocca la Riserva Naturale del Litorale Romano. Il Consiglio comunale ha approvato la riperimetrazione: quali garanzie concrete ha ottenuto il Comune in cambio da ADR?
Il Comune di Fiumicino ha affrontato il tema del Piano di sviluppo di Aeroporti di Roma con senso di responsabilità e con una visione strategica. Durante questo percorso la mia Amministrazione ha posto delle condizioni molto chiare: nessuna espansione può essere scollegata da una visione complessiva che tenga conto delle esigenze della città e dei cittadini. Abbiamo chiesto e ottenuto che il confronto con ADR fosse inserito all’interno di un quadro di programmazione più ampio, che comprende il miglioramento della viabilità, il potenziamento delle infrastrutture, interventi di compensazione ambientale e una maggiore attenzione alla qualità urbana. È fondamentale che un’infrastruttura strategica come l’aeroporto continui a crescere, ma che la crescita produca benefici tangibili anche per il territorio che la ospita.
A compensazione della riperimetrazione della Riserva, il progetto prevede numerosi interventi ambientali: la realizzazione di un Parco archeologico di 85 ettari all’ingresso della città, la riqualificazione di via Coccia di Morto come corridoio ecologico, la creazione delle BioVie e ciclovie, la ridefinizione del “recinto verde” aeroportuale, la valorizzazione della piana agricola di Maccarese e il potenziamento del sistema delle aree umide. Parallelamente, sono previsti interventi per mitigare i disagi sul territorio, interamente a carico di ADR, e per integrare lo sviluppo aeroportuale con le altre infrastrutture dell’area vasta, tra cui il porto commerciale, il futuro porto turistico-crocieristico e le principali opere viarie strategiche: complanari A91, asse A12–A91, collegamento rapido aeroporto–città.
Il Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 presentato a maggio non cita esplicitamente la quarta pista, anche se Salvini ne ha parlato a voce nella presentazione. Come interpreta questa discrepanza e quali garanzie formali esistono che la quarta pista resti nell’iter?
Il Piano Nazionale Aeroporti definisce gli indirizzi strategici del settore, mentre le singole opere seguono specifici iter autorizzativi. Ciò che conta quindi sono gli atti formali. Seguiremo con attenzione ogni fase del procedimento, affinché ogni scelta sia accompagnata dalle necessarie garanzie ambientali e infrastrutturali a beneficio della città.
Sul porto crocieristico il Comune ha scelto di essere ente attuatore, una scelta non scontata. Cosa significa concretamente per i cittadini: quali opere di compensazione, quali risorse per la viabilità di Isola Sacra e quali entrate per le casse comunali?
La scelta di essere ente attuatore ci consente di governare direttamente lo sviluppo del porto e di garantire ricadute concrete per la città. Abbiamo chiesto e ottenuto importanti opere di compensazione, risorse per migliorare la viabilità di Isola Sacra oltre un contributo di circa 5 euro per ogni passeggero, che confluirà nelle casse comunali e potrà essere reinvestito in opere e servizi a beneficio della comunità. I dati confermano la portata di questo investimento, interamente finanziato con capitali privati e non con risorse pubbliche: si stima un valore aggiunto per l’economia locale di circa 1 miliardo di euro durante la fase di costruzione e un indotto pari a circa 419 milioni di euro l’anno a regime, con effetti positivi su alberghi, ristorazione, commercio, trasporti, intrattenimento e servizi. Ancora più significativo è il dato occupazionale: con l’entrata in funzione del porto si prevede la creazione di oltre 6.700 nuovi posti di lavoro a tempo pieno, soprattutto nel settore dei servizi. Questa è la differenza tra subire un’opera e governarla: trasformare una grande infrastruttura in una leva di sviluppo, occupazione e benessere diffuso per tutto il territorio.
I due progetti portuali (quello privato di Royal Caribbean e quello pubblico dell’Autorità di Sistema Portuale) rischiano di sovrapporsi o di competere con Civitavecchia. Come immagina la divisione dei ruoli nel sistema portuale del Lazio?
Non vedo una contrapposizione tra i due progetti, né tantomeno una competizione con Civitavecchia. Al contrario, credo che il Lazio debba dotarsi di un sistema portuale integrato, nel quale ogni scalo svolga una funzione complementare e specializzata. Civitavecchia continuerà a rappresentare un hub strategico di livello internazionale, mentre Fiumicino, grazie alla sua posizione e alla presenza dell’aeroporto, potrà sviluppare una forte vocazione turistica. La sfida è fare sistema, non creare concorrenza interna. Solo attraverso una pianificazione coordinata possiamo trasformare il Lazio in una delle principali piattaforme logistiche e turistiche del Mediterraneo, generando sviluppo, occupazione e nuove opportunità per tutto il territorio nazionale.
Quali sono le prospettive economiche a medio/lungo termine di questi 3 cantieri? Che indotto porteranno a Fiumicino?
Siamo di fronte a una fase storica irripetibile. I tre grandi cantieri in corso possono trasformare Fiumicino in uno dei motori economici più importanti del Paese. Il nostro compito è far sì che questa crescita generi lavoro, sviluppo e una ricchezza diffusa, capace di tradursi in servizi, infrastrutture e maggior benessere per tutta la comunità. Vogliamo lasciare alle future generazioni una città più forte, più moderna e più competitiva.
C’è chi teme che Fiumicino si trasformi in un territorio funzionale alle grandi infrastrutture nazionali (aeroporto, porti, corridoi logistici) perdendo un’identità urbana propria. Come risponde a questa preoccupazione?
Il rischio maggiore non è crescere, generare sviluppo, bensì subire il cambiamento. Fiumicino non deve diventare una semplice piattaforma al servizio di grandi infrastrutture, ma una città con una propria identità e una propria visione di sviluppo. Il nostro obiettivo è esattamente l’opposto: fare in modo che aeroporto, porti e logistica diventino strumenti al servizio della crescita della città e non viceversa. Per questo investiamo nella valorizzazione del patrimonio, dei borghi, del litorale, della cultura, del turismo e della qualità urbana. Fiumicino non vuole rinunciare alla sua anima. Vogliamo essere una città moderna e strategica, ma senza perdere ciò che ci rende unici. La nostra identità non è in contrapposizione con lo sviluppo: è il valore aggiunto che deve guidarlo.


