
FS, Salvini chiude il caso Donnarumma: “Uscita consensuale.”
A distanza di due giorni dall’annuncio dell’uscita di Stefano Donnarumma dalla guida di Ferrovie dello Stato, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è tornato a prendere posizione sull’avvicendamento, arricchendo il quadro con nuovi elementi e ribadendo la natura concordata della transizione. La vicenda, che aveva suscitato immediate reazioni nelle opposizioni, si avvia ora verso la fase operativa, con la nomina del successore attesa entro il primo consiglio di amministrazione utile.
Salvini a Rimini: i ritardi non c’entrano
A margine di ExpoAid 2026 al Palacongressi di Rimini, il vicepremier ha voluto sgombrare il campo dall’equazione più scomoda: quella tra i disservizi ferroviari degli ultimi mesi e l’uscita dell’amministratore delegato. “Numeri alla mano, poi si può sempre far meglio, ma rispetto a giugno dell’anno scorso la puntualità è aumentata del 7%, nonostante il caldo e nonostante i cantieri in più”, ha detto Salvini, specificando che le Ferrovie italiane sarebbero quelle “che a livello europeo hanno il maggior tasso di efficienza.” Il ministro ha poi aggiunto: “L’avvicendamento ai vertici non dipende dai ritardi e dai disservizi.” Una precisazione che suona come una risposta diretta alle opposizioni, che nelle ore precedenti avevano letto nell’uscita di Donnarumma la conferma del fallimento della gestione del MIT sul dossier trasporti.
Il nome del successore e la linea della continuità interna
Sempre a Rimini, Salvini ha indicato con maggiore nettezza la direzione della successione: “Il prossimo amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato lo sceglieremo internamente fra i ferrovieri, cioè non ci saranno nomine politiche, partitiche, esterne: la soluzione sarà interna.” Il nome che il ministro ha citato esplicitamente è quello di Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, già alla guida di Rete Ferroviaria Italiana: “È bravo, come ci sono altre decine di dirigenti nati e cresciuti in ferrovia altrettanto bravi.” La scelta si inserisce in una logica di continuità gestionale dopo la fase PNRR, ora in fase di chiusura, con i cantieri che si concluderanno entro l’estate. Strisciuglio è in Ferrovie dello Stato dal 2002 e ha ricoperto numerosi incarichi di vertice all’interno del gruppo, guidando prima Mercitalia Logistics, poi RFI e successivamente Trenitalia. Per Trenitalia, in pole per la successione ci sarebbe Sabrina De Filippis, attuale amministratore delegato di Mercitalia Logistics.
“Scelta consensuale, sono critico con me stesso”
Il giorno successivo, intervenendo al convegno dei giovani della Lega a Milano Marittima, Salvini ha usato un tono più personale. “Quella di Stefano Donnarumma è stata una scelta consensuale. Immagino abbia anche altre opportunità professionali”, ha detto rispondendo a una domanda di Giuseppe Cruciani. La frase che ha colpito maggiormente è stata quella conclusiva: “Sono critico con me stesso: non chiedo agli altri quello che non sono stato in grado di fare.” Un’ammissione parziale, letta da alcuni come un riconoscimento implicito delle difficoltà della gestione ferroviaria, ma che il ministro ha contestualizzato come invito alla sobrietà nel giudicare i propri collaboratori.
Le tensioni nella governance e i dossier aperti
Secondo molte ricostruzioni, dietro la narrazione ufficiale dell’avvicendamento concordato si celano frizioni più profonde nella governance del gruppo. Le tensioni con il MEF, in particolare con il ministro Giancarlo Giorgetti, riguardano le acquisizioni di Pizzarotti e Firema, la partnership con il fondo americano Certares sull’alta velocità internazionale e il progetto di aprire la rete AV a capitali privati. Dall’interno del gruppo erano già usciti il direttore finanziario Fabio Paris e la consigliera in quota MEF Tiziana De Luca. Donnarumma completerà i dossier più urgenti prima di formalizzare le dimissioni: l’assemblea dei soci del 23 luglio resta la scadenza di riferimento, con l’ufficialità della nomina di Strisciuglio attesa al primo CdA di agosto.
Le opposizioni non mollano
L’offensiva delle opposizioni non si è attenuata dopo le dichiarazioni di Salvini. Il PD ha chiesto le dimissioni di Salvini mentre da Più Europa, il presidente Matteo Hallissey ha sollevato una questione procedurale rilevante: la nomina di Strisciuglio ad amministratore di Trenitalia l’anno scorso è già costata al governo una lettera della Commissione Europea, che chiedeva spiegazioni per il passaggio da AD di RFI ad AD di Trenitalia, quando i due organismi dovrebbero essere indipendenti secondo le normative UE. Un precedente che potrebbe complicare l’iter della nuova nomina sul piano europeo.






