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Nucleare, approvato alla Camera il ddl delega
© Imagoeconomica
4 Giugno 2026

Nucleare, approvato alla Camera il ddl delega

Il ministro del Mase Pichetto Fratin: “I primi reattori saranno pronti tra il 2034 e il 2035”. A Montecitorio passa la legge delega con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti. Stanziati 60 milioni di euro per il triennio 2027-2029.

Dopo quarant’anni dal disastro di Chernobyl e a distanza di anni dai due referendum italiani (1987 e 2011) in cui si è scelto di rinunciare al nucleare, quest’ultimo torna al centro del dibattito e lo fa in grande stile. Con 155 voti favorevoli è stato approvato alla Camera il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile. Ora il testo passa al Senato per la seconda tappa dell’iter parlamentare. Il governo punta a ottenere il via libera definitivo da parte del Parlamento prima della pausa estiva, in modo da varare i decreti legislativi attuativi entro fine anno.

Il viaggio del DDL

Prima dell’inizio dell’iter parlamentare, il disegno di legge ha attraversato un lungo viaggio: da giugno a dicembre 2024 il gruppo di lavoro ha elaborato la bozza del disegno di legge delega e l’ha sottoposta al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; nella seduta del Consiglio dei ministri del 28 febbraio 2025 è stato approvato un testo in esame preliminare su cui, il 18 aprile dello stesso anno, è stato apposto il “visto” da parte del dipartimento di Ragioneria generale dello Stato. Successivamente, nella seduta del 30 luglio 2025, la Conferenza unificata ha espresso parere favorevole al disegno. Nella seduta del Cdm del 2 ottobre 2025 il testo è stato approvato in esame definitivo. Una volta trasmesso alla Camera, il disegno di legge è stato assegnato alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive), che ne hanno avviato l’esame il 21 gennaio 2026, concluso poi il 20 maggio 2026, dopo l’approvazione di alcuni emendamenti.

Soddisfatto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: “Compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile, quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all’inizio del prossimo decennio. I primi reattori saranno operativi tra il 2034 e il 2025″.

Il testo

Il testo è formato da cinque articoli, tutti interamente dedicati allo sviluppo dell’energia nucleare sostenibile. Con la prima disposizione viene conferita al Governo la delega, da esercitare entro un anno, per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile. La normativa deve rispettare gli obblighi europei e internazionali, le politiche di decarbonizzazione al 2050 ed è volta al conseguimento dell’indipendenza energetica italiana. Il secondo articolo definisce l’oggetto della delega legislativa, affidando al Governo di prevedere: un programma nazionale volto allo sviluppo della produzione di energia da nucleare; adeguati strumenti informativi; disposizioni di adeguamento alla disciplina dell’UE; la disciplina della disattivazione e dello smantellamento dei vecchi siti nucleari e molto altro.

Al terzo articolo vengono stabiliti i criteri e i principi direttivi della delega legislativa in merito alle materie citate nel secondo articolo. Il Governo deve stabilire i criteri per l’energia da nucleare sostenibile al fine di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Nel quarto articolo si trova una clausola di salvaguardia, la quale prevede che le disposizioni di legge e quelle dei decreti legislativi emanati in attuazione della delega siano applicati nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano, compatibilmente con i loro statuti. Infine, l’ultimo articolo disciplina le norme di copertura finanziaria: 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2027-2029 per attuare gli investimenti; mentre 7,5 milioni (1 milione e mezzo nel 2025 e i restanti nel 2026) complessivi per coprire i costi organizzativi e tecnici.

Le novità

Il provvedimento parte dal presupposto di un taglio netto con i vecchi impianti nucleari, che sono destinati alla dismissione, a meno che non vengano riconvertiti. Verranno utilizzate delle nuove tecnologie, come gli Small Modular Reactor, impianti di dimensioni ridotte, e gli Advanced Modular Reactor di quarta generazione, che rispetto alle vecchie centrali offrono più sicurezza intrinseca utilizzando sistemi passivi. Inoltre, nel caso degli AMR, offrono tempi di costruzione più brevi, con un costo complessivo inferiore.

I decreti che verranno emanati dovranno essere varati su proposta del MASE insieme agli altri ministeri competenti nelle varie materie. Un’ulteriore novità riguarda la possibilità per i Comuni di auto candidarsi per ospitare sul proprio territorio i nuovi impianti.

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