
Non passa la riforma costituzionale della magistratura proposta dal governo
Il No alla riforma costituzionale della magistratura – sottoposta a referendum dal governo Meloni – ha prevalso sul Sì con il 53,7% dei voti. Il sì ha raccolto il 46,3% dei voti e l’affluenza è arrivata al 58,93%.
La riforma, promossa dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio e approvata dal Parlamento nel 2025, prevedeva la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante, la conseguente creazione di due separati Consigli Superiori della Magistratura i cui membri sarebbero stati in parte sorteggiati e in parte nominati dal Parlamento, la creazione di un’Alta Corte Disciplinare, un nuovo organo per valutare gli illeciti dei magistrati.
Le dichiarazioni
Entusiasta la segretaria del PD Elly Schlein: “Abbiamo vinto. C’è una maggioranza del Paese che ha fermato una riforma sbagliata e che ha partecipato per difendere la costituzione. Tra le nuove generazioni, tra i 18 e 34 anni il no ha vinto con il 61%, possiamo dire che i giovani hanno fatto la differenza”, definendo il voto una risposta chiara dei cittadini. Giuseppe Conte per il M5S ha affermato: “Il risultato mi sembra chiaro. Registriamo una grandissima partecipazione democratica e una chiara, sonora vittoria del No”, mentre Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha dichiarato: “Quella di oggi è una straordinaria vittoria, è la vittoria della Repubblica, della Costituzione contro chi voleva stravolgerla. E gli italiani e le italiane ancora una volta hanno detto no: no allo stravolgimento della Costituzione, sì alla sua difesa”.
Sul fronte governativo, la premier Giorgia Meloni ha commentato con un video sui social: “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini, e i cittadini hanno deciso. E noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ringraziando l’elettorato che ha votato per il sì, ammette la sconfitta: “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia – conclude il guardasigilli – e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”.





