
Tutti vogliono Easyjet
Luglio, tempo di calciomercato con trattative pazze e ribaltamenti di fronte all’ordine del giorno. Qui però non si tratta di pallone, ma di risiko dei cieli. Il sistema però è lo stesso. Se la scorsa settimana i giochi per il futuro di EasyJet sembravano ormai fatti, con l’accordo di principio raggiunto con il fondo statunitense Castlelake, il fine settimana ha completamente stravolto lo scenario della finanza aerea. Con una mossa a sorpresa, il colosso americano degli investimenti Apollo Global Management ha messo sul piatto un’offerta più ricca e ha ribaltato i piani e incassato il via libera ufficiale del Consiglio di Amministrazione della compagnia low-cost britannica. Il CdA di EasyJet, riunito d’urgenza nel loro hub dell’aeroporto londinese di Luton, ha infatti annunciato di aver ritirato la raccomandazione precedentemente concessa a Castlelake, giudicando la nuova proposta di Apollo decisamente più conveniente per gli azionisti.
Le cifre
Entrando nel dettaglio dei nodi finanziari, Castlelake aveva trovato un accordo preliminare sulla base di 6,90 sterline per azione (pari a circa 8,10 euro), valutando complessivamente la compagnia guidata da Johan Lundgren attorno ai 5,5 miliardi di sterline. La controffensiva di Apollo ha alzato l’asticella: l’offerta concordata “in via di principio” è di 7,15 sterline per azione (8,39 euro), che fa lievitare la valutazione complessiva del vettore a 5,7 miliardi di sterline (circa 6,69 miliardi di euro). Una cifra imponente, che garantisce agli azionisti un premio dell’81% rispetto alla chiusura del titolo dello scorso 28 maggio, prima che si scatenasse l’asta internazionale. L’operazione, supportata dalle linee di credito già garantite da Barclays, prevede per gli investitori sia un pagamento in contanti che la possibilità di trasferire le quote in un apposito veicolo societario non quotato.
Cosa cambierebbe con Apollo
L’ingresso di un gigante del private equity come Apollo, che gestisce asset globali per centinaia di miliardi di dollari, aprirebbe una nuova era per la low-cost bianco-arancione. Se l’offerta venisse approvata definitivamente dalla maggioranza degli azionisti, EasyJet subirebbe un delisting, con il conseguente addio ai mercati azionari pubblici. La strategia dichiarata di Apollo non prevede uno stravolgimento dell’attuale modello operativo, bensì una forte accelerazione dello sviluppo attraverso massicci investimenti incrementali e una pianificazione a lungo termine, obiettivi difficilmente perseguibili sotto la costante pressione delle trimestrali di borsa.
La normativa UE
La partita non può dirsi tuttavia conclusa al 100%. Trattandosi di un gruppo britannico che opera capillarmente nei cieli europei tramite la controllata EasyJet Europe (fondata dopo la Brexit), l’acquirente dovrà sottostare alle rigide norme dell’Unione Europea che impongono che la maggioranza del controllo azionario (almeno il 51%) resti in mani europee. Mentre Castlelake aveva già strutturato un consorzio ad hoc composto per il 51% da investitori privati europei, Apollo non ha ancora svelato i dettagli della propria architettura societaria, limitandosi a garantire l’adozione di “tutte le misure necessarie” per superare i vincoli regolamentari.
Castlelake, rilancio?
Nel frattempo, Castlelake, che possiede già il 2,14% di EasyJet, ha preso atto della mossa del rivale e sta valutando le proprie opzioni. I tempi per i verdetti finali sono stretti: Castlelake avrà tempo fino al 3 agosto per presentare un’eventuale contromossa definitiva, mentre la scadenza per Apollo è fissata al 7 agosto. Sarà allora che la parola passerà definitivamente all’assemblea dei soci.




