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Attacchi record tra Russia e Ucraina, cresce il timore di una guerra ibrida
© Imagoeconomica
17 Agosto 2026

Attacchi record tra Russia e Ucraina, cresce il timore di una guerra ibrida

Massiccia offensiva aerea tra Kiev e Mosca, almeno 12 morti. Un F-18 spagnolo abbatte un drone in Romania, forse russo. Tra Germania e Baltico si moltiplicano gli episodi che alimentano i sospetti su una strategia di destabilizzazione.

Questa notte l’Ucraina ha lanciato una delle più massicce offensive aree dall’inizio della guerra contro la Russia, mentre quest’ultima rispondeva con nuovi attacchi su Kiev e altre città ucraine. Da questi attacchi, il bilancio nei due paesi è di almeno dodici morti. Nel pieno della crescita della guerra, un F-18 spagnolo (caccia multi-ruolo di 4ª generazione), impegnato dalla polizia aerea della NATO, ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Romania. Secondo quanto riporta il quartier generale militare della NATO, il drone sembra essere russo, tuttavia sono ancora in corso le verifiche. Questo sembrerebbe l’ennesimo tentativo del Cremlino di intimidire l’Europa con la guerra ibrida: una settimana fa un drone carico di esplosivo è stato trovato all’aeroporto di Lipsia.

La Germania nel mirino

Per guerra ibrida si intende la strategia di unire azioni militari e non per destabilizzare l’Occidente e l’Unione europea senza però causare una guerra aperta. Vengono utilizzati mezzi nascosti per creare insicurezza e dividere i paesi democratici. In Germania, per esempio, all’aeroporto di Lipsia è stato sventato un tentativo di colpire con droni esplosivi un aereo militare ucraino che si trovava nello scalo di Leipzig-Halle (hub logistico importante per la NATO). Inoltre, un cargo si è scontrato in volo con un oggetto non identificato e, il giorno dopo, dei droni sono stati visti sopra una base militare nella parte occidentale della Germania.

Sconfinamenti nell’Est Europa

Si aggiungono poi diverse intercettazioni di droni in Romania e in Lettonia, che rafforzano l’idea di una pressione su più fronti per creare insicurezza e destabilizzare l’Europa e la NATO. In Romania sono stati individuati diversi velivoli senza pilota legati al conflitto: l’ultimo esempio è quello del drone, forse di origine russa, abbattuto dall’F-18 spagnolo nello spazio aereo del Paese romeno. In Lettonia, invece, le pressioni sono caratterizzate da jamming del GPS (blocco intenzionale del segnale che lo rende inutilizzabile), minacce verbali e pressioni sulle infrastrutture. Secondo delle fonti europee di intelligence, la Russia potrebbe aumentare le operazioni ibride contro la Polonia e gli stati baltici, colpendo infrastrutture o conducendo operazioni “false flag”, azioni militari condotte in segreto per far ricadere la colpa su un altro paese.

Sarebbero circolati avvertimenti americani che supportano l’ipotesi della guerra ibrida: avrebbero segnalato le possibilità che future mosse russe siano volte a testare le difese occidentali. Tra il 2023 e il 2024 i casi sospetti di sabotaggio in Europa sarebbero quasi quadruplicati, arrivando a toccare la soglia di 30 episodi in un anno. A riportarlo è l’International Institute for Strategic Studies. Secondo il Carnegie Endowment for International Peace, uno dei più importanti e antichi think tank del mondo specializzato in politica estera e relazioni internazionali, sarebbe proprio questo lo scopo di Mosca: rafforzare la guerra ibrida contro la NATO per testare la sua soglia di risposta, minarne la coesione e sfruttarne le esitazioni.

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